l’ EU fa tottò sulle manine ai paesi dell’est che hanno chiuso inderogabilmente le frontiere.
Meglio pagare le sanzioni.
I deportati in Libia sono soggetti a torture e violenze inenarrabili. E tutti, giustamente, si stracciano e le vesti e si strappano i capelli. E tutti ne siamo colpiti umanamente. Ma non possiamo salvare il mondo, anche se ci gratificherebbe molto
E se la violenza avviene sul territorio italiano, i benpensanti…insomma, sono ragazzi hanno bisogno di sfogarsi , non hanno risorse per procurarsi una donna. Si, si, abbiamo sentito anche questo. Quando sappiamo bene, per vederli ovunque, che questi ragazzi, di soldini ne hanno più dei nostri, quelli che non si dedicano allo spaccio, ma cercano di lavorare onestamente.
Umberto de Giovannangeli huffington post, sostiene che l’invasione sarebbe un fake di post verità. Magari ha una visione troppo teorica della situazione e addebita ai media e al Ministro degli Interni l’immettere nella mente dei cittadini l’idea di un invasione pericolosa, sotto l’aspetto sociale economico e appunto di sicurezza.
Ma quello che conta è la percezione dei cittadini, specie quelli che subiscono quotidianamente la vicinanza ormai insostenibile di migranti niente affatto integrati, che rischia di generare una guerriglia civile. Inutile sottolineare che non è l’Italia il paese preso di mira dai migranti. Perchè ci sono altri numeri che dicono il contrario.
Facile scrivere teorie che matematicamente contestano una realtà percepita.
Stiamo arrivando a un punto di non ritorno. Come se non fosse vero che alcuni vengono qui per godere di tutti i servizi scippandoli, spesso, agli italiani. Basta andare in alcuni pronto soccorso per rendersi conto di quanto sono intasati per piccole patologie curabili tranquillamente a casa. O vedere le liste d’attesa di asili scuole materne e case del comune. Mentre si vedono italiani dormire in macchina o per strada.
Il signore di cui sopra racconta fake se mai, negando l’evidenza. Per non parlare del lavoro, dello sfruttamento di migranti che accompagnano e portano anche allo sfruttamento degli italiani con il numerino in mano davanti alle agenzie interinali del lavoro. O di ISEE bassissimi, con indicatori che servono per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale, spesso fasulli o aleatori che dimostrano una povertà assoluta quando assoluta non è. Quando il lavoro è sommerso.
Per non parlare di alcune classi scolastiche in cui gli stranieri sono più numerosi degli italiani che scivolano inesorabilmente indietro a livello culturale. Spesso solo le eccellenze, anche infantili, riescono ad andare avanti e procedere nell’apprendimento facilmente e senza problemi. Quelli che hanno difficoltà vengono automaticamente abbassati di livello per la necessità di seguire ragazzi che spesso non parlano una parola di italiano, o provengono da paesi in cui la scuola è peggiore della nostra che, nonostante tante riforme, evidentemente sbagliate, non brilla di luce propria. Per non parlare dei costi per gli insegnanti di sostegno.
Ma certo la colpa non è dei migranti ma di chi nega l’evidenza. Di una classe politica che non è riuscita per tempo a prevedere quello che è successo e sta succedendo, senza una briciola di buon senso nel fare una sana distinzione fra profughi e migranti cosiddetti economici, una selezione, anche se il termine non è gradevole, nell’accettare alcuni, davvero integrabili,
e rifiutare altri. Quello che, e ci contiamo, pare abbia intenzione di fare il Ministro.
Mentre, alcuni Paesi del’est europa, per non sbagliare chiudono le frontiere e chi s’è visto s’è visto.
Carla Ceretelli

Lascia un commento