• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’ Albania di Valentina Leskaj

Docente di Economia presso l’Università Europea di Tirana, Presidente dell’Unesco per le donne e la pace nei Balcani, dopo un fervente impegno sociale, la Leskaj decide di entrare in politica. E’ il 2002 quando viene eletta parlamentare tra le file del Partito Socialista di Tirana.

di Raffaele Nigro | 10 Novembre 2023

Il 25 ottobre si è presentato a Roma, nelle aule del Senato, un libro intervista di Valentina Leskaj, La politica come idea, Riflessioni, edito da Bonanno per l’Italia e da Thoena per l’Albania.
La lunga intervista è condotta dalla giornalista Alda Bardhili e percorre un sistema di pensiero completo dell’economista e politica albanese. Un volume che raccoglie trent’anni di attività e di visioni politiche, ma anche un documento importante per cogliere l’evoluzione del Paese delle Aquile negli ultimi cinquant’anni, dall’ingresso della democrazia all’attuale decremento delle nascite.
Docente di Economia presso l’Università Europea di Tirana, Presidente dell’Unesco per le donne e la pace nei Balcani, dopo un fervente impegno sociale, la Leskaj decide di entrare in politica. E’ il 2002 quando viene eletta parlamentare tra le file del Partito Socialista di Tirana. Vicina ai movimenti femministi, la Leskaj ha scritto su Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Margareth Atwood saggi apparsi sulla rivista “Shqiptarja e Re” e poi raccolti nel volume To be real:Telling the Truth and Changing the face of Feminism, tradotto in varie parti del mondo.
Tra il 2003 e il 2013 è stata membro della delegazione parlamentare albanese presso l’Unione Europea e si è battuta per l’ingresso del suo paese nella Nato e nella Comunità Europea. Fino al 2017 è stata deputata del suo Parlamento e Presidente della Commissione Parlamentare per l’Istruzione e i Media e per l’Integrazione Europea. Dunque una donna che si è spesa pienamente per l’emancipazione dell’Albania, amica dell’Italia e molto legata alle città di Parigi, di Berlino, di Roma e di Bari che lei ha visitato a più riprese.
Per cogliere il senso e le difficoltà che una giovane albanese ha incontrato nel definire la propria visione di democrazia bisogna risalire agli anni del regime di Enver Hoxa e di Ramiz Alia, quando il Comunismo di questo paese era schierato sulle linee della politica dittatoriale sovietica prima e cinese poi. Si pensi al momento in cui Hoxa si allea con Mao Tze Tung e temendo l’aggressione degli antichi alleati si munisce di una miriade spaventosa di bunker. Un paese prigioniero di un partito dispotico che ha impedito qualunque passo verso forme di libertà e di democrazia.
Bisognava dal 1991 partire da zero e inventarsi le linee di un mondo e di una gestione assolutamente nuovi. Soprattutto far trionfare nel popolo l’idea di democrazia, far capire di che si trattasse e come farla amare e difendere da chi non aveva grande formazione scolastica, frenare gli odi e la conflittualità sociale.
Perché il tema dell’odio è il fondamento dei comportamenti sociali non solo dell’Albania ma di tutti i paesi che si affacciano alle rive della democrazia e dell’avanzamento economico. Soprattutto gestire il cambiamento dal paese socialcomunista che era ad un paese socialista ma liberale e vicino all’occidente.
Bisognava elevare la scolarizzazione e offrire lavoro.
Lucida ed esaustiva, la Leskaj si aggetta anche verso l’esame sociologico dell’Albania, dove si assiste a uno spaventoso decremento delle nascite e a un incremento dell’emigrazione. Da un ventennio si assiste alla fine delle famiglie numerose e patriarcali, forse per la scoperta dello svago, del benessere, dell’emancipazione femminile, della possibilità di viaggiare. Decresce anche il numero di lavoratori, perché a differenza dei paesi europei, l’Albania non è un luogo di approdo. Siriani afgani pakistani attraversano il paese ma non si fermano, tutti proiettati verso Germania e Inghilterra. Mentre i maghrebini assaltano la Sicilia.
“L’età media della popolazione albanese alla fine del 2018 era di 35,4 anni, mentre…. per il 2031 sarà di 42,1 anni. Con questi ritmi… l’Albania dovrebbe attendersi un invecchiamento più veloce rispetto agli altri paesi della regione”.
L’assillo più forte per i moderni socialisti è agire in un paese che è stato afflitto da un comunismo totalitarista. Come spiegare al popolo la distanza di un partito socialista democratico diverso dalle vecchie dittature? Il pericolo è che non si riesca a coglierlo.
Altra preoccupazione della Leskaj nasce dal fatto che la politica attuale dell’Albania viva giorno per giorno, senza pensare al domani. Cosa che avviene un po’ in tutto il mondo, perché ogni politico ci tiene di più alla propria carriera che al benessere del popolo che amministra.
Come diceva De Gasperi, ricorda ancora la nostra Leskaj, il politico pensa all’oggi, lo statista pensa per la prossima generazione.
Il libro intervista si presenta come un documento importante per la storia dell’Albania. Basti leggere le pagine dedicate alle giornate di Bucarest, forse le più importanti che la Leskaj abbia vissuto in qualità di politica, allorchè Albania e Croazia furono invitate ad aderire alla Nato. L’incontro si svolse tra il 2 e il 4 aprile del 2008 e si coglie l’emozione della Leskaj per la propria partecipazione. Lei, militante del partito socialista era membro dell’opposizione, mentre tutta la delegazione era guidata dal presidente di destra Sali Berisha. Fu un momento focale, svoltosi alla presenza di George W. Bush, il primo atto di importanza stratosferica in quanto l’Albania agiva dopo la caduta del regime totalitario in campo internazionale e si apriva alla modernità, rompendo finalmente ogni isolamento.

Raffaele Nigro

(da “Avanti Online”)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bari, bush, commissione, comunismo, comunità europea, de gasperi, democrazia, germania, importanza, intervista, lavoro, mondo, nato, paesi europei, parigi, parlamento, partito socialista, regime, roma, sicilia, socialisti

Info Raffaele Nigro

Raffaele Nigro, giornalista e scrittore italiano, già caporedattore e direttore della sede Regionale Rai della Puglia. Drammaturgo: le sue opere sono state portate in scena da Giorgio Albertazzi negli anni Ottanta. Ha partecipato, vincendo, ai principali premi letterari italiani. Come giornalista collabora con il Corriere della Sera, Il Mattino, Avvenire, e la Gazzetta del Mezzogiorno

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti