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L’Ucraina non deve reagire alle provocazioni della Russia di Putin

di Enrico Martelloni | 2 Marzo 2014

La Russia di Putin ora fa la voce grossa sperando di provocare nel Paese una reazione come quella che accadde in Georgia nel 2008. Perché? Per Sebastopoli porto strategico nel Mar Nero dove alla fonda c’è mezza flotta Russa.

vladimirputinNon esiste una che ben minima giustificazione al comportamento della Russia che sta militarmente invadendo l’Ucraina. I fatti: la popolazione scesa nelle Maidan tre mesi fa ha manifestato pacificamente al gelo dell’inverno, a meno venti. Giovani, donne, anziani, hanno protestato.  Erano ucraini, russi, molti erano famiglie miste, perché da secoli le due popolazioni si sono mescolate. La complessa Storia dell’Ucraina, insegna. Le pressioni della milizia di Ianukovich, ha provocato scontri nel momento più esasperato. Il paese era allo stremo per la gestione politica nazionale ed internazionale che ha reso il Paese senza prospettive di sviluppo e crescita economica e civile. Il parlamento ucraino in conseguenza alla crisi interna ha destituito Ianukovich e liberato dal carcere la signora Timoscenko in prigione da quattro anni accusata di aver rubato e mal governato quando era presidente. Ianukovich è fuggito in Russia dal suo paese lasciando un tesoro sproporzionato, d’oro, preziosi, opere d’arte e palazzi; lasciando il paese diviso, e soprattutto colpevole di aver fatto sparire e picchiare giornalisti, civili e militanti dell’opposizione attraverso infiltrati dalla Russia e da bande pagate per punire i dimostranti. Deve essere chiaro che il parlamento e non i carri armati hanno dato la spallata ad Ianukovich. Deve essere chiaro che la volontà popolare attraverso non le Maidan, da cui è partita la protesta, ma il parlamento ucraino, ha deciso di sequestrare i suoi beni e quelli degli altri ministri e collaboratori.

La Russia di Putin ora fa la voce grossa sperando di provocare nel Paese una reazione come quella che accadde in Georgia nel 2008. Perché? Per Sebastopoli porto strategico nel Mar Nero dove alla fonda c’è mezza flotta Russa. Il punto è strategico e preso in affitto dalla Russia.

Il nuovo governo Ucraino è sovrano e libero di scegliere il suo futuro. Il fatto che non coincida con quello di Putin, ha provato la grave crisi. Putin spera di creare confusione attraverso le popolazioni Russofone e con i carri armati, occupando la Crimea.

La penisola fa parte dell’Ucraina, anche se ha una certa autonomia. La strategia di Putin è la medesima adottata in Georgia per poter invadere il Paese e con la forza imporre i propri interessi.

Nel caso gli ucraini, reagissero alle provocazioni, Putin si sentirebbe autorizzato ad occupare come sta già facendo, la penisola di Crimea.

Solo la determinazione a non accettare le provocazioni salverà l’Ucraina e la sua determinata scelta d’indipendenza, sovrana e legittima da una guerra che potrebbe facilmente coinvolgere l’Europa e il Mondo.

Pubblicato in : Editoriale, Maidan

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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