Da una firma prestigiosa del giornalismo sportivo quale Mimmo Carratelli una fiaba adulta sul mondo del calcio. Né è scaturito “L’ombra del leopardo” (La Compagnia dei Trovatori Edizioni, pp. 158, € 8.00), un romanzo che celebra la morte del calcio come gioco all’insegna del divertimento e del coraggio.
Ultimo rappresentante di una concezione dello sport “pulito” è il ghanese Winneba, attaccante dal cuore d’oro scoperto dalla giovane coppia di procuratori Geppino Anepeta e Dindino Ferrari. Nella fulminante carriera di quest’africano amante del mare c’è la rinuncia ad un sogno impossibile in una realtà sempre più compromessa di cui il recente scandalo delle intercettazioni è l’ennesima testimonianza.
Eppure Winneba si rifiuta di diventare la vittima di questo meccanismo perverso che stritola i calciatori, mantenendo intatta la popolarità anche durante il declino, quando si parlerà di lui per i goal falliti o per la trasmissione radiofonica in cui saluta il nonno.
Solo la scelta di sbagliare consentirà al protagonista di affrontare l’incubo più terrorizzante, l’ombra del leopardo che lo perseguita impedendogli di segnare.
Un libro originale, costellato di parentesi oniriche ed erotiche, in cui Carratelli è abile anche nel dipingere i personaggi minori, in primis l’aitante dottore, un dongiovanni incallito che si chiama, guarda caso, Califano come il cantante. Dal dilettantismo dei Galletti al professionismo della squadra milanese il percorso di Winneba è fatto di luci e di ombre, un po’ come quello di tutti noi, ma la potenza, l’agilità e l’eleganza ereditati dal leopardo lo accompagneranno fino alla fine, anche nella sconfitta.
Monica Florio

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