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L’immigrazione clandestina è un reato?

Tutti i Paesi occidentali hanno il reato di immigrazione clandestina. Se in Italia la legge è fatta male, cambiamola. Ma non buttiamo il bambino con l’acqua sporca.

di Roberto Riviello | 24 Gennaio 2016

Il reato di immigrazione clandestina deriva da un principio sacrosanto di ogni Stato sovrano che sia degno di questo nome, tanto è vero che esiste praticamente ovunque, in Europa e nel resto del mondo civile. Provate, per esempio, a entrare illegalmente negli USA o in Australia, come pure in Francia, Inghilterra o Spagna: vi accorgerete che non sarete accolti a braccia aperte, bensì espulsi.

Ora è pur vero che la legge 94 del 2009, in Italia e soltanto in Italia, ha incontrato notevoli difficoltà nella sua applicazione, per cui ha prodotto evidentemente scarsi risultati. Infatti, basta andare in giro per una qualsiasi città italiana per verificare quanti siano gli immigrati irregolari che vivono da noi, in condizioni spesso di grave degrado sociale e di conseguente pericolosità per la gente comune.

Che cosa è successo? Semplicemente che, in primis, buona parte dei magistrati ha boicottato più che applicato la legge, per motivi di carattere ideologico; in secondo luogo, anche quando il reato, che prevede solo una multa e non il fermo né l’arresto, viene accertato, poi iniziano le lungaggini dovute al solito garantismo-buonismo, alla burocrazia, alla inadeguatezza dei centri di identificazione e, dulcis in fundo, alla scarsità dei mezzi per effettuare fisicamente le espulsioni.

Ecco perché il reato non ha funzionato: perché la legge non è mai stata applicata correttamente, e non perché non sia valida in sé come sostengono i teorici dell’ accoglienza.

Si tratterebbe allora, se fossimo un Paese che si preoccupa innanzitutto della sicurezza dei suoi cittadini (tra i quali io metto anche gli immigrati regolari che contribuiscono allo sviluppo della nostra economia), di migliorare le norme che permettano alle forze dell’ordine di individuare chi entra illegalmente in Italia, fermarlo solo per breve tempo e poi rispedirlo indietro.

Non sono bastati i gravissimi fatti di Colonia, prodotti da quello sciagurato annuncio di voler accogliere tutti i profughi (al 90% musulmani maschi) che arrivano in Germania, lanciato da Angela Merkel alcuni mesi fa? Vogliamo che anche in Italia sia legalizzato l’ ingresso indiscriminato per tutti coloro che lasciano il Nord Africa o il Medioriente, senza sapere neppure chi sono e per quali motivi vengono da noi?

Abolire il reato di clandestinità sarebbe come fare uno spot gigantesco rivolto a milioni di persone che si trovano dall’altra parte del Mediterraneo, per cui l’ Italia verrebbe immaginata come la terra promessa desiderosa solo di accoglierli e di sfamarli. Non solo questa sarebbe una bugia impietosa, che la realtà dei fatti smentirebbe subito, ma provocherebbe un aumento di flussi migratori che finirebbero col diventare una vera e propria invasione barbarica, mettendo definitivamente in crisi tutto il nostro sistema di vita, compreso quel po’ di welfare che ancora ci resta. Siamo proprio sicuri di volerlo?

Dopo la Svezia, la Danimarca, la Svizzera, la Polonia e l’Ungheria, ora anche l’ Austria ha deciso di sigillare le sue frontiere e ripristinare i controlli. E’ evidente che, giunti a questo punto, l’ Italia non può continuare da sola con la politica delle porte aperte e dell’accoglienza per tutti. La legge sul reato di immigrazione clandestina, dunque, teniamocela e miglioriamola.

Pubblicato in : EditorialeTag: angela merkel, annuncio, crisi, danimarca, europa, francia, germania, immigrazione, italia, merkel, mondo, persone, spagna, sviluppo, usa

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giuseppe

    25 Gennaio 2016 alle 01:02

    parole sante
    grazie
    giuseppe

    Rispondi

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