• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’errore del turismo “nostrano”. Non capiamo la domanda straniera.

di Fabrizio Binacchi | 26 Ottobre 2014

Come Impresa Turistica Italia ci mettiamo nell’atteggiamento di dire: vediamo cosa possiamo offrire? Ed invece servirebbe la condizione: vediamo che cosa ci chiedono davvero?
Nella lista dei 20 musei più visitati al mondo mancano i musei italiani. Salvo i musei vaticani, ovviamente. E saremmo, secondo la vulgata, un gran pezzo del patrimonio storico artistico architettonico del mondo. Un tesoro immenso sempre sul punto di passare dal potenziale al vissuto e mai completamente valorizzato. Ha ragione Vittorio Sgarbi. Anche le parole hanno un valore e al posto  del ministero dei Beni  si potrebbe varare il ministero del Tesoro dei Beni, perché quello davvero è. Adesso si punta sull’Expo 2015 per richiamare un supplemento di attenzione. Speriamo. Volevano a Expo Milano i bronzi di Riace ma quelli, dicono, sono intrasportabili. E allora si porterà altro, tanto la scelta non manca, come l’Albero della vita di Lucignano. Vedremo. Certo ci vorrà uno sforzo immane per far rappresentare nell’Area Stretta dell’Expo tutto quello che si potrebbe vedere, toccare, gustare in giro per il Paese davvero più vario del mondo. Tuttavia non basta  richiamare. Occorre mettersi al posto loro. Come Impresa Turistica Italia ci mettiamo nell’atteggiamento di dire: vediamo cosa possiamo offrire? Ed invece servirebbe la condizione: vediamo che cosa ci chiedono davvero? E per farlo basterebbe andare in giro con gli occhi aperti (e non burocratici) e usare internet un po’ alla rovescia: meno offerte da supermercato del marciapiede storico, più ascolto e più analisi della domanda. Cari operatori del turismo globale bisognerebbe sapere già adesso che cosa i milioni di visitatori tra cui gli annunciati giapponesi, cinesi, americani e altri vogliono vedere, visitare, gustare dal 1° maggio dell’anno prossimo con la “scusa” di una esposizione universale. Lo sappiamo? Lo sapete? Non credo. Di certo non basterà fare dei siti, o stampare dépliant, addobbare pareti di bus o metropolitane, inondare di slogan il mercato dei viaggi. Occorre sapere l’orientamento della domanda per dare delle risposte. Esempio concreto. L’altro giorno a Parigi sulla facciata dell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés ho visto un grande cartello, anche artistico. Annunciava e proponeva un Pellegrinaggio in Italia, addirittura di una settimana, dal 19 al 26 ottobre. Benissimo. La curiosità cresceva di riga in riga. Mi dicevo: con tutti quei santuari, abbazie, chiese, luoghi di spiritualità e città piene di luoghi del “sacro” vediamo dove vanno i parigini. Ed ecco la sentenza, alla quarta riga: “Florence, Sienne, Assisi, Rome”. Come direbbero a Bologna: “bona lè”. E’ un esempio di domanda “turistica spirituale”. Voi direte: “Eh ma sti parigini conoscono solo questi posti tradizionali”. Certo, sarà anche così, ma non è solo un problema loro, era ed è soprattutto un problema nostro. Ad esempio se e quando passeranno da Firenze noi italiani riusciremo a farli arrivare anche all’Abbazia di Vallombrosa avremo fatto quasi bingo. Se e quando passeranno da Assisi riusciremo a farli attrarre anche da Perugia o Todi avremo fatto un altro bingo. E non vi sfuggirà che il percorso prima di tutto mentale dei nostri  clienti internazionali, in questo caso presumibilmente parigini,  è delimitato in due regioni e in 400 chilometri di tratte. Insegnamento per noi: i gruppi concentrano l’interesse in luoghi omogenei, in questo caso Toscana, Umbria e Roma. C’è un meraviglioso e spiritualissimo santuario a Pietralba, ma è in Alto Adige. C’è un meraviglioso santuario a Loreto ma è dall’altra parte dell’Appennino. Ecco, con l’aiuto delle domande dei tanti turisti come quelli di SGP dovremmo capire che servono “proposte omogenee e convincenti” e che non basta per farli spostare da Milano Expo, una cartolina con la promessa dei tortellini a Bologna, della sbrisolona a Mantova  o della fettunta a Firenze. Occorre farli sognare già oggi. Con la visione di dopodomani.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi da Treviso

    28 Ottobre 2014 alle 09:58

    Caro Fabrizio,
    Inoltre soltanto con la formazione turistica correggeremo gli ingegneri ora disastro sociale, col loro calcolare solo spese e metri quadrati, quanti disastri costruiscono e se vuoi qualcosa di bello, devi ricorrere all’Architetto.
    Invece anche se non studiano arte, sono perfettamente in grado di calcolare quante persone vanno a vedere la Gioconda o il David o la Piramide di Giza (il miglior investimento turistico di sempre) e se li obblighiamo a farlo sin dagli studi, orrori come la nuova Portisco in Sardegna non saranno più costruiti.
    Cosi anche l’ingegnere meccanico può osservare quantitativamente da quale parte si volta la testa della gente che passa in mezzo tra una Maserati e una Panda.
    Ecco l’Ingegneria Turistica permetterà di connettere la scienza con l’arte e avvicinerà l’Ingegneria alla medicina perché permetterà di dare valori quantitativi al benessere, infine per questo strano paese a forma di Stivale, l’Ingegneria Turistica è l’unico modo di aumentare il Pil e pagare i nostri debiti!

    Rispondi
  2. Luigi da Treviso

    27 Ottobre 2014 alle 17:24

    Caro Fabrizio,
    Basterà che dai due numeri ai Governanti, quello degli Ingegneri meccanici che poi perdono il tempo a fare gli esami patente, quando un analfabeta saprebbe ugualmente contare le crocette giuste e un tassista controllare la guida pratica, con quello del fatturato del turismo in Italia con relativo numero degli occupati, nessuno dei quali viene gestito da persone con educazione scolastica specifica e adeguata, per capire dove occorre spingere con l’educazione.
    Spesso ho notato come a Montecarlo e Cannes le manifestazioni avvengano nei momenti più opportuni della Stagione turistica e degli affari e non nego certo che il festival del cinema di Venezia, sia stato la salvezza per questa più che per l’altra Riviera, quello di San Remo.
    Ma calcolare l’impatto indotto da queste manifestazioni in numeri confrontandolo con le spese, vederne l’opportunità per Sardegna o Sicilia, va oltre la mia portata, forse anche per un Ingegnere e necessita una Scuola superiore per formare chi sappia seguire tutte le conseguenze.
    Sono però certo che il paese che si porrà all’avanguardia nello studio scientifico di come attrarre e mantenere il Turismo, potrà guadagnare più moneta straniera di quanta ne riceva dalla vendita all’estero delle automobili e computer, pensati poter trasformare la bellissima Ostuni in una fonte di entrate pari a quelle di Venezia, non sarebbe tutto oro che cola?

    Rispondi
  3. Luigi da Treviso

    26 Ottobre 2014 alle 18:05

    Caro Fabrizio,
    Interessante il tuo articolo che mostra limiti culturali e parrocchiali evidenti, dimentichi di rilevare che la Regione con maggiori turisti in Italia è il Veneto che tu nemmeno nomini.
    Non è per niente come tu dici:Basta cinque minuti su internet, al contrario oggi l’industria Turistica è una delle più avanzate del mondo e uno dei settori in maggior crescita.
    Altro che cinque minuti su internet, in Veneto la situazione è migliorata a forza di lacrime e sangue nelle scuole alberghiere e se si vuole che migliori a livello Nazionale, occorre che non solo tutte le regioni creino un adeguato numero di scuole alberghiere, ma che lo Stato Italiano esca dalla totale imbecillità per cui vi sono Facoltà di Ingegneria meccanica in ogni Città, ma non ci sono quelle di Ingegneria Turistica, con connesse Scuole Superiori di Scienze Turistiche.
    Evita di sperare che si possa mandare razzi sulla Luna con cinque minuti in internet e il mercato del turismo è Mille volte maggiore e più competitivo di quello dei razzi per andare sulla Luna.

    Rispondi
    • fabrizio

      27 Ottobre 2014 alle 11:16

      E’ proprio così Luigi. Siamo ancora all’Ingegneria Gestionale e non sappiamo cosa gestire, siamo ancora alla Comunicazione di scenario e non analizziamo gli scenari. Bisognerebbe davvero dire alla Conferenza dei Rettori di analizzare la fattibilità di quella Ingegneria Turistica che farebbe un gran bene a cosate e monti, a laghi e pozze (non solo di Fassa).
      Grazie per la riflessione

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti