Maestro dell‘inquietudine, intellettuale non-organico che credeva negli individui.

La commemorazione è servita per tracciare un profilo, per spiegare la suggestione intellettuale che ha lasciato il grande filosofo del dubbio, che praticava la mitezza, purtroppo poco ascoltato in vita in quanto vissuto in un periodo terribile caratterizzato dal manicheismo.
Per Bobbio la libertà è significativa se è caricata da contenuti sociali, se resta astratta è un’idea vuota, cosi pensa il presidente del Pannunzio.
Ha insegnato che vanno distinte laicità e laicismo, la laicità è legata alla tolleranza è un comportamento, il laicismo è un ideale intransigente e intollerante nei confronti delle religioni, Bobbio non era ateo seguiva la religione dei Padri. La cultura laica per Bobbio non esiste non è una terza via tra cattolicesimo e comunismo, lo spirito laico è, invece, un metodo non un contenuto o un comportamento.
E’ il teorico dell’intellettuale disorganico, diverso da quello gramsciano, perché per Bobbio l’intellettuale deve mantenere una relativa autonomia dalla politica, autonomia che permette di stare dentro la realtà, ma di non interpretarla in modo ideologico e quindi non scientifico.. Perciò l’intellettuale non è un teorico puro avulso dal mondo come l’intellettuale non organico.
Il prof. PAPA ha approfondito la tematica relativa al rapporto tra socialismo e libertà, tema molto sentito da Bobbio concludendo che ci sono valori del socialismo che sono applicabili alla realtà del liberalismo perché l’eguaglianza, perseguita dal socialismo è diversa dall’egualitarismo dispotico leninista, che porta al nichilismo e al relativismo anche se ci sono differenze tra l’idea di democrazia socialista e metodo liberale.
Il prof. RICOLFI si è soffermato sul libro Destra e Sinistra il libro più famoso scritto da Bobbio.
Questo grande filosofo ha studiato, sul finire del novecento, in chiave filosofica Destra e Sinistra, ma oggi nel XXI secolo queste due parti della società politica sono diventate due monologhi ambivalenti. Oggi destra e sinistra si sono liquefatte e non si sa ancora cosa diverranno.
La cultura italiana ha accolto molto bene questo studio perchè ha affrontato il problema della coppia D/S in modo nuovo diverso da altri autori che studiavano questo problema considerando S come polo positivo e D come polo negativo quindi in modo molto asimmetrico. Gli studi asimmetrici hanno generato anche una supponenza di superiorità tra coloro, la cd sinistra delle ostriche, che pongono l’egualitarismo all’apice dei loro ragionamenti,, nelle loro esclusive fondazioni, bella contraddizione.
Altri autori studiano in modo simmetrico, cioè mettono sullo stesso piano D e S.
Secondo l’approccio asimmetrico il problema può essere così sintetizzato: S tante tasse tanta redistribuzione, D meno tasse meno servizi. Questo modo di descrivere concetti prevede giudizi aprioristici, perchè si valuta col criterio dell’eguaglianza un sistema che si basa su altri valori, nel caso della redistribuzione, che è considerata una cosa comunque vantaggiosa da tutta la massa massmediatica di sinistra, ad esempio, si deve anche evidenziare come viene fatta: si danno più servizi ai cittadini o si assumono più persone nelle strutture pubbliche? O anche il servizio serve a chi ne ha bisogno o a chi ci lavora? Emblematici sono i centri per l’impiego, quanti disoccupati colloca? O i nuovi servizi LGTD .
Un’impostazione simmetrica studia la coppia D/S in altro modo :
S solidarietà e generosità D autorità e responsabilità individuale.
In destra e sinistra Bobbio usa due concetti neutri quindi inizialmente è su posizioni simmetriche e non manichee. Poi nello svolgere l’analisi diventa asimmetrico perchè sintetizza la destra con diseguaglianza e la sinistra con eguaglianza. Il problema sorge perchè non sviluppa il tema della libertà in quanto Bobbio la considera antitetica all’eguaglianza.
Per Bobbio la libertà sta su un altro piano rispetto a eguaglianza- diseguaglianza la libertà dice è un mezzo non un fine la libertà va associata all’autorità entrambe sono mezzi.
Quindi definisce 4 aree :
| MEZZI FINI | EGUAGLIANZA | DISEGUAL |
| AUTORITA’ | COMUNISMO | FASCISMO-NAZISMO |
| LIBERTA’ | DEMOC.-SOCIAL.LIBER. | CONSERVATORI |
Scrive Bobbio
“se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso atteggiamento rispetto all’ideale dell’uguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti:
a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventata un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse, è il giacobinismo;
b) al centro sinistra, dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione “socialismo liberale”, per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche;
c) al centro destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’uguaglianza, si attestano e si arrestano sull’uguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente le leggi;
d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia
superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.”
In conclusione si può dire che BOBBIO è un sostenitore dell’empirismo inglese del 17 secolo, che non si è lasciato ingannare dalle utopie della società perfetta e dall’ideologia dell’egualitarismo, ha concepito la libertà come mezzo e quindi come strumento che ha il singolo per difendersi dai soprusi del potere e dalla pressione dei gruppi organizzati. Bobbio, che non era ateo, era anche fermamente convinto che la società si sviluppa per merito degli individui e non per le strutture siano esse classi o gruppi di interesse.

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