Tassa sui biglietti aerei
Altro che esemplificazione e modernizzazione, la verità è che andiamo verso l’arretratezza, con uno Stato padrone che ha una spesa pubblica pari alla metà de Pil.
All’indomani della nomina di Matteo Renzi a presidente del Consiglio, abbiamo salutato positivamente il suo inizio di mandato, nella speranza che potesse essere la persona giusta per tirarci fuori dai guai. A riguardo abbiamo portato l’esempio di Napoli, che dal Dopoguerra in poi ha provato tutti i partiti politici (monarchici ed Msi, poi la Dc di Gava, successivamente il Pci di Valenzi e Bassolino e adesso Idv di Luigi De Magistris). Il popolo quando ha un problema le prova tutte, e allora perché non dare fiducia a Renzi? Proviamole tutte, proprio come hanno fatto a Napoli. Questo è il nostro ragionamento che sta a monte delle nostre aspettative su Matteo Renzi. Ma purtroppo, dopo un anno di governo, il presidente del Consiglio ha deluso le aspettative. Fra gli auspici da noi espressi, rispetto alla linea del nuovo governo, c’era la speranza della modernizzazione dello Stato. Ed il vero rinnovamento –scrivevamo- non può che iniziare dalle piccole cose, quali l’abolizione della carta bollata, che in termini di gettito fiscale dello Stato rappresenta un’inezia e per contro assilla quotidianamente la vita dei cittadini. Siamo il Paese dei 100 balzelli. Altro che abolire la cara bollata! Uno degli ultimi tributi del governo ha dell’inverosimile; è stata istituita la tassa di 1 un euro su tutti i biglietti aerei che vengono emessi negli aeroporti del nostro Paese. Pensate al ridicolo di cui ci riempiamo, nei confronti dei cittadini che vengono nel nostro Paese. Una trovata simile a quella assurda della tassa di soggiorno, riesumata da un passato che sembrava sepolto, da uno degli ultimi governi. Altro che esemplificazione e modernizzazione, la verità è che andiamo verso l’arretratezza, con uno Stato padrone che ha una spesa pubblica pari alla metà de Pil (Prodotto interno lordo; il fatturato annuale dell’Italia). Si dice che occorre meno Stato, ma non c’è alcuna intenzione di diminuire l’invadenza del potere pubblico, che si fa sentire sempre di più, in ogni angolo della Nazione. Non si muove foglia, che l’ente pubblico non voglia, con Stato, Comuni, Regioni, Province, comunità montane e corpi di polizia, pronti quotidianamente a mettere il bastone fra le ruote, al cittadino che vuole iniziare un’attività. Una delle ultime trovate stupide si chiama “scia”, una sorta di strumento per comunicare con la pubblica amministrazione, che rappresenta l’ennesima tassa di 150 euro, che bisogna pagare a pseudo agenzie. Si, perché il balzello, la possibilità di fare la “scia” non c’è l’ha neppure la maggior parte dei commercialisti. Dunque, il nostro giudizio su Matteo Renzi non arriva alla sufficienza. Peccato, perché chi ha un problema vuole risolverlo; diventa secondario chi lo fa. Non è lui la persona capace di cavarci fuori dai guai. Istituire una tassa di un euro va nella direzione opposta a quella della modernizzazione. Riesce difficile stimare, se la durata di Renzi al governo sarà di due/tre anni. Una cosa è certa: ha perso lo smalto iniziale, ed è avviato verso un lento e graduale declino.

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