Renzi per costringere i suoi nemici politici annidati sia nel suo partito sia nelle altre realtà della sinistra ha imposto il giudice Mattarella dimostrando che il nuovo Capo dello Stato non è un nome concordato nel Nazareno.
Renzi era sicuro di fare centro con la minoranza PD perché tra Berlusconi e Mattarella c’è una vecchia ruggine in seguito all’approvazione della Legge Mannino, non condivisa dall’allora Ministro Mattarella che si dimise da ministro lasciando la politica e Andreotti Capo del governo.
Matteo Renzi, molto sicuro di sé, si è illuso di aver domato la minoranza PD, Sel, guidato da Vendola, Alfano, che quale Ministro degli Interni, doveva votare il suo diretto Capo dello Stato.
Non ha pensato, però, che ridato il potere politico ai rottamati, questi l’indomani della votazione pro Mattarelli si sarebbero, a giusta ragione, avventati contro di lui per metterlo in difficoltà fino al punto di costringerlo a dimettersi.
L’elezione di Mattarella è la vittoria di Civati, Bersani, D’Alema, Cuperlo, Fassina e di tutta la minoranza del PD contraria a Renzi. C’è poi, la Camussi con tutta la CIG, l’Uil che non scherza.
La settimana che ha preceduto l’elezione di Mattarella è stata una carnevalata storica per i personaggi chiamati a sfilare in maschera per la selezione del candidato al Quirinale.
La cattiveria, se non proprio il cinismo s’è manifestato chiamando in causa Prodi, già vittima dei centouno alla precedente votazione per il Capo dello Stato, per bocciarlo una seconda volta.
E’ stato poco serio, da parte di chiunque l’abbia fatto a parlare del Prof. Amato, di Veltroni, del Ministro dell’economia, di Veronesi e altri noti personaggi, come il simpatico Magalli della TV al solo scopo di riempire pagine di giornali e serate intere con i Talk Show televisivi abbondantemente nauseanti e passati di moda.
La stessa sceneggiata di Renzi è stata di cattivo gusto perché una persona seria avrebbe detto subito il nome ritenuto idoneo per l’alto compito di Capo dello Stato.
Ciò premesso, nasce un dubbio sul comportamento inaspettato di Renzi verso la minoranza interna al PD e alla sinistra nel suo insieme. Perché sceglie un magistrato che in passato, ha avuto momenti di tensione politica con Berlusconi? Ci sono poteri forti alle spalle di Renzi, il rottamatore dei politici con il DNA stalinista? La storia, alla fine, chiarirà tal enigma.
La scelta di Mattarella è la rivincita dei rottamati sul rottamatore. La legge elettorale deve percorrere ancora molta strada accidentata per arrivare al traguardo di arrivo.
Ciò evidenzierà la debolezza politica di Renzi, destinato a fare la fine della Zucca che derise il Pero.
Chi lo potrà aiutare a rimanere al governo per risolvere i problemi della crisi economica e della disoccupazione giovanile ancora a due cifre?
Mattarella potrà pure avere delle simpatie per Renzi, ma di fronte a formazioni politiche maggioritarie che si potranno creare per far fuori Renzi prenderà atto e basta.
Il nuovo Capo dello Stato mai convincerà D’Alema a sostenere Renzi nella fatica di Capo di Governo. Gli abbracci tra Renzi e Bersani sono false recitazioni.
Renzi avrebbe una sola possibilità per prorogare di qualche tempo la sua fine politica, lasciare approvare così com’è il Decreto Legislativo fermato, la vigilia di Natale.
L’Italia non è più un Paese civile e democratico. Tutti, dalle alpi alla Sicilia, sono stanchi del malcostume presente a ogni livello. E’ venuta meno anche la fiducia nel Capo dello Stato da quando si è preso atto dei suoi privilegi che gravano pesantemente sul Popolo italiano.
La speranza che anima gli Italiani è che Mattarella non si comporti come i suoi predecessori.

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