Fra qualche fine settimana scatteranno i mitici esodi estivi, anche se l’estate vera forse non è ancora scoppiata. “Ma arriverà” dice nonna Olga, sempre saggia in affari di meteo. 92 primavere voglion dire. E come stanno le autostrade nostrane che aspettano l’assalto dei primi e secondi vacanzieri dell’estate 2010? Nient’affatto bene. Spiacevoli sorprese e pericoli sottovalutati, dietro la curva. Provati per voi sul campo, anzi sull’asfalto, in una maratona da Verona a Trieste, da Trieste a Roma, in due giorni. La prima sorpresa viene dal mitizzato Passante di Mestre, chiamato così perché evita Mestre ma ovviamente non la tocca nemmeno. Aspettata da 20 anni per evitare l’imbuto di Venezia Tessera, imbocco tangenziale, adesso sta dando sollievo al traffico locale incanalando il traffico pesante verso la Slovenia. Ma già l’anno scorso, alla prima prova del fuoco e del caldo estivo, ha fatto boom: dai 20 ai 25 chilometri di coda vera, un sabato. E se non rimediano si rischia anche quest’anno. Perché? Molto semplice. Alla fine del mitico Passante a Venezia est non hanno ancora tolto la vecchia barriera che separava la A4 dalle Autovie Venete, verso il Friuli. Quella barriera di 10 caselli pieni di erba e cemento in disfacimento è ancora lì e costringe l’autostrada a ridursi ad un sentiero di campagna, quasi, e imbottiglia il traffico da 3 a una corsia e mezza. Da est a ovest come da ovest a est. E’ la geometria bellezza. Quindi hai voglia a sfruttare le tre corsie, neanche tanto larghe del Passante, ma quando arrivi lì, sei costretto a fermarti. Cosa succederà dai primi week end afosi di giugno lo vedremo. Certo già nell’ultimo fine settimana le spiagge di Jesolo e Caorle si sono lamentate perché non hanno visto un becco di un tedesco. Altra sorpresa del Passante. Arrivi da Verona verso Dolo Mirano e scopri che la segnaletica ti dice: Preganziol da una parte e Dolo dall’altra. Oddio: Venezia dov’è finita? Sembra un passante per i locali e non per gli internazionali. Altra bella sorpresa. Il Passante non ha un’area di servizio che è una, manco un’area di sosta. Se qualcuno sta male o ha pipì in quei trenta chilometri, un attacco di vescica può sempre capitare, pazienza, aspetti di arrivare alla fine del Passante o a Calstorta. Non è bello. Passante, passante delle mie brame perché non sei tu il più bello del reame?. Doveva essere un’opera di grande ingegneria del futuro autostradale ed invece è una discreta operetta con avvallamenti e salite forse non del tutto ergonomiche per gli autotreni molto lunghi. Provare per credere. Come arrivi in Friuli vedi che cambia tutto. Cartelli più chiari, erbe beno alte, più verdi. Ah le regioni a statuto speciale. Tutto più chiaro tutto più diretto e quando arrivi al bivio di Udine Trieste sai benissimo dove andare, e scegli con coscienza. Anche Villesse Gorizia ti sembra più italica. Cambio d’autostrada, arrivi sulla A1. Bene il nuovo tratto Casalecchio – Sasso Marconi sembra di stare in Germania, invece come arrivi a Firenze, ah la grande Firenze, sei dirottato in corsie di emergenza tra cantieri e contro cantieri e non sai dove infilarti tra reti e plastiche rosse. All’ora di punta per fare Scandicci Firenze Sud partirà anche un’ora. Povera Firenze che doveva vedere dal 2010 un semplificazione della sua viabilità esterna, che invece aspetterà tempi migliori. La perla arriva più giù verso Roma, poco prima di Chiusi Chianciano: finita la galleria tutti fermi, c’è un cartello in mezzo alla carreggiata: decidere in pochi secondi, se uscire o proseguire, se non sei tamponato. Ecco l’estate che ci aspetta in autostrada, autostrada per l’Italia. autostrada per le sorprese. Buon viaggio.
Fabrizio Binacchi
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