E dunque è arrivata la chiamata alle armi, l’apocalittica invocazione alla salvezza del paese, la missione eroica alla quale solo i grandi uomini sono chiamati a partecipare: il nuovo fronte di liberazione nazionale si compatta impavido sotto la bandiera dell’antiberlusconismo che è ormai di fatto la nuova crociata contro l’infedele, reo di aver intossicato l’Italia con le sue televisioni e di volerla ora riportare allo stato di monarchia assoluta. Così gli unici depositari dei valori repubblicani, Casini, Di Pietro, Bersani, Rutelli, fors’anche un redivivo Bertinotti ed una frangia radicale, si stanno alleando per abbattere il tiranno una volta per tutte, e restituire finalmente a questo paese il pateracchio istituzionale che si merita, il tutto in nome del popolo sovrano….ops, già, ma il popolo?! I cittadini, ovvero noi, ovvero gli elettori che hanno liberamente votato alle ultime elezioni politiche legittimando questo governo: qualcuno li ha consultati? Prima di correre a salvarli gli è stato chiesto se per caso volevano essere salvati, se preferivano l’abbraccio salvifico di Di Pietro alla vena oratoria dell’Imperatore?! E, nel frattempo, qualche anima particolarmente versata in studi costituzionali si è posta il quesito se il rovesciamento di un governo debba avvenire in Parlamento o sulla pubblica piazza come ai bei tempi giacobini?! Prima infatti di veder erigere la ghigliottina, sarebbe forse opportuno fare un passo indietro e ripensare agli ultimi devastanti mesi che hanno caratterizzato la vita politica italiana fino alle vicende della settimana appena conclusa, per capire bene con quale spirito, ed in nome di chi, si sta costituendo la novella armata Brancaleone. Dopo aver perso le elezioni, aver fatto fuori Veltroni, aver bruciato di passaggio Franceschini ed aver sancito con Bersani il definitivo ritorno al passato, il Pd, o meglio quel che ne è rimasto in ordine sparso e frastagliatissimo, non avendo più partorito uno straccio di progetto politico dalla caduta del muro di Berlino, ha riacceso con maggior furore – e con la disperazione sterile dei vinti per colpa propria più che per merito altrui – il fuoco dell’antiberlusconismo più becero, sguaiato e populista, gettando bidoni di benzina sulle fiamme dell’incendio disgustosamente gossipparo appiccato da Repubblica ed aggrappandosi, come neanche ai tempi del libretto rosso di Mao, alle memorie di una prostituta. E scusateci se escort non ci piace, chè è frutto di mera ipocrisia. In questo contesto così alto, in questo dibattito culturale ed intellettuale di un livello superiore, è stato stritolato tutto il resto: il Lodo Alfano piuttosto che Spatuzza, la Corte Costituzionale piuttosto che i fratelli Graviano, fino alla presunta rivoluzione del corteo viola che ha istituzionalizzato la gara all’insulto più pesante. Così accade che, nello stesso giorno, Berlusconi decide di recitare lo show del perseguitato politico a Strasburgo, neanche fosse sbarcato in quel momento dalla nave dei clandestini, e Di Pietro gli risponde preannunciando scontri di piazza che potrebbero sfociare in fatti di sangue: difficile dire quale dei due abbia vinto il premio dell’improvvida follia, ma da un punto di vista della vita democratica del paese è indubbio che la dichiarazione di Di Pietro è la più grave anche perché ci fa sentire sotto schiaffo di una rivolta fomentata ad arte e davvero sovversiva rispetto alle istituzioni di questo paese che, a parole, l’ex giudice dice di avere tanto care; molto più sovversiva di una eventuale riforma della giustizia, paventata da Berlusconi, che comunque dovrà sottomettersi al voto dell’aula parlamentare. Ora, se l’armata Brancaleone degli sconfitti alle urne, decide di compattarsi su queste basi demagogiche, populiste e forcaiole, ci pare che non ci sia motivo di stare molto allegri, anche perché ancora una volta non si sceglie come collante di una coalizione – peraltro assolutamente improbabile, visti i soggetti che la compongono – un progetto comune a favore del paese, ma solo un bersaglio comune contro cui sparare a casaccio. Con le parole di Casini, che ha suonato la carica per tutti gli altri, si è elevata a livello di progetto politico quella logica della contrapposizione che ha caratterizzato tutta la breve quanto vana storia del bipolarismo all’italiana, considerandola motivo sufficiente e ragione valida di una coalizione che si proponga come forza di governo prossima futura. Con questo tentativo si è finalmente compiuto il percorso del fasullo processo bipolare imposto a questo paese senza averne peraltro cognizione politica alcuna, si è chiuso il cerchio di una stagione avvilente che ha immiserito fino all’indigenza il concetto stesso di politica e di bene comune, si è definitivamente chiarito che il Re è nudo perché spogliato di qualsiasi possibile dignità: dunque dovremmo persino esser grati a Casini ed ai suoi imprevedibili alleati, se il loro tentativo segnasse veramente un limite oltre il quale non si può andare e risvegliasse finalmente le coscienze dormienti dei cittadini di questo paese, spingendoli a dire basta ed a pretendere – sì, pretendere – una classe politica che torni ad elaborare idee e progetti degni di questo nome e finalizzati unicamente al bene del paese. Invece siamo tutti qui, spettatori nella gara degli insulti, e neanche ci passa per la testa che dovremmo essere noi gli arbitri di questa contesa, piuttosto che sopportarla passivamente. Un uomo un voto: questo principio vale ancora. O no?!
ChiBo

Beh ,certo che il principio vale ancora ! Un uomo un voto : per alzata di mano ! Con il Grande Fratello che controlla il comportamento . Ed intanto abbiamo un Governo che protesta di cercare di fare il bene del Paese , ed una opposizione che dice che quell’azione non lo persegue ,va interrotta,perchè fatta da persone indegne ( di tutto ). Come vedete il clima è disteso ,chiaro per la cittadinanza ,che viene educata a parteggiare od a contrastare ..che c’entra poi il bene del Paese ? Cicerone-Di Pietro e Bindi la Rosa sanno solleticare l’insoddisfazione portata dalla situazione generale e particolare , che bisogno c’è di altre prove ? E tutti possono lavarsene le mani .
No, il principio : un uomo, un voto, sembra ormai una cosa del passato.
D’altronde, abbiamo già tante volte ripetuto che questo Parlamento è “nominato” da cinque signori. Gli italiani (si) sono ridotti al ruolo di supporters.
Io non riesco ad appassionarmi alle vicende di questi gnomi, provo solo una crescente noia dinanzi alla gazzarra quotidiana e sbircio con invidia altri Paesi, anche del Terzo Mondo, con il loro ‘privilegio’ di avere una classe politica che è ancora classe dirigente.
Amen.
No, il principio : un uomo, un voto, sembra ormai una cosa del passato.
D’altronde, abbiamo già tante volte ripetuto che questo Parlamento è “nominato” da cinque signori. Gli italiani (si) sono ridotti al ruolo di supporters.
Io non riesco ad appassionarmi alle vicende di questi gnomi, provo solo una crescente noia dinanzi alla gazzarra quotidiana e sbircio con invidia altri Paesi, anche del Terzo Mondo, con il loro ‘privilegio’ di avere una classe politica che è ancora classe dirigente.
Amen.
Grazie Marzio, in effetti ho spedito il pezzo alle 17.30 e ti assicuro che poi, appena ho visto i lanci di agenzia, sono rimasta sbalordita ed angosciata perchè veramente mi aspettavo qualcosa del genere.
Complimenti a te Chiara, unico lustro di Pensalibero. Hai scritto l’articolo prima dell’attentato a Berlusconi ma ne hai intuito il rischio e anticipato le conseguenze. Complimenti.