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L’America non porta bene a Enrico Letta

di Tommaso Sessa | 21 Ottobre 2013

Enrico Letta incassa la stima di Obama e la sua promessa di una vacanza in Toscana, mentre a Roma la maggioranza, di fatto, non esiste più e il Parlamento, da destra e da sinistra, si appresta a portare profonde modifiche al patto di stabilità.

enricolettaLe visite negli Stati Uniti non portano bene ad Enrico Letta che incassa la stima di Obama e la sua promessa di una vacanza in Toscana, mentre a Roma la maggioranza, di fatto, non esiste più e il Parlamento, da destra e da sinistra, si appresta a portare profonde modifiche al patto di stabilità. Il senatore Monti si dimette da presidente di Lista Civica perché sfiduciato da 11 senatori e Casini e Mauro si apprestano con Alfano a fondare il Partito Popolare Italiano e a ricomporre un’area cattolica. In tempi non sospetti avevamo previsto la scomposizione del PDL e del PD. Renzi scommette sul bipolarismo e sulla sua capacità, come segretario del PD, di trasformare quest’ultimo in un partito socialdemocratico mentre Letta si appresta a giocare una partita completamente diversa. Infatti il sindaco di Firenze potrebbe portare il PD ad una doppia scissione: sulla sua destra con la fuoriuscita di una parte dei cattolici e a sinistra con il deflusso di una parte dei post-comunisti. Il bipolarismo è finito insieme alla seconda Repubblica. La battaglia finale sarà sulla riforma della legge elettorale. L’asse Letta-Alfano punta al proporzionale attraverso una ripulitura del porcellum, per quanto riguarda il premio di maggioranza, e l’introduzione parziale delle preferenze mentre Renzi punta ai collegi nominali con il doppio turno. Il grande Nenni inventò lo slogan: “le idee camminano sulle gambe degli uomini” ma le donne e gli uomini, in particolare quelli che siedono in Parlamento, guardano alla salvezza del proprio seggio. In questo caso la salvezza, per molti di loro, coincide con la ricomposizione dell’area cattolica, per altri con la ricomposizione di un’area laica e socialista-liberale, per altri ancora con la ricostruzione della destra e di un partito della sinistra. Grillo è destinato a dover assistere ad una rottura del suo Movimento. Prevale la ricomposizione di filoni politico-culturali precisi e con la fine dei partiti inventati o personali. In particolare, la destra guarda al Movimento della Le Pen in Francia che è in forte espansione a causa della presidenza di Hollande che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse. In Italia il compito che dobbiamo assumerci è quello di mettere insieme forze cattolico-riformiste e laico-socialiste che dovranno ancorare il dibattito su contenuti e programmi precisi, perché è su questo terreno che si gioca la partita vera tra chi chiede una fuoriuscita dall’euro e dall’Unione Europea e chi vuole un euro a due velocità e un’Europa solidale e federale. Va segnalato che in Germania la signora Merkel, dopo un tentativo di alleanza con i verdi, ha dovuto ripiegare ad un accordo con i socialdemocratici. In Europa prevalgono le intese tra forze di centro e forze socialiste, al fine di rilanciare la crescita e per riforme profonde delle istituzioni europee in senso federale e democratico, ma di questo ne parleremo a fondo più avanti. Tornando alla legge di stabilità, non c’è ancora il testo definitivo ma ormai è del tutto evidente che Bruxelles ci ha imposto delle clausole di salvaguardia visto che le nuove imposte sulla casa, di fatto, reintroducono l’IMU sulla casa principale e che su tutto è prevalso il vincolo europeo sul 3%. Saccomanni, che non è un politico, lo ammette con molta sincerità mentre altri, al contrario, continuano a prenderci per il c….o.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tommaso Sessa

Presidente nazionale di Risalire Italia

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