In Ucraina c’è ancora la guerra che l’Italia non vuole ricordare. Me lo chiedono gli italiani o gli amici che incontro che non sanno più nulla di questa tragedia che colpisce direttamente il nostro continente. L’Ucraina difende il suo territorio dopo che la rivoluzione popolare di \, ribaltò la posizione filo russa di Yanukovich nell’inverno del 2014. Nella primavera dello stesso anno, Putin occupò la Crimea dando il via al conflitto con l’occupazione di parte della regione a sud est del paese. Le motivazioni e l’origine si possono ricercare nella Storia, nell’occupazione bolscevica dell’Ucraina, che ne colpì in particolare la parte meridionale. Al tempo sovietico, fu il sud est il più coinvolto dal genocidio di Lenin e Stalin che in tutto il paese provocò ben dieci milioni di morti ucraini e migliaia di deportati in Siberia, compresi i tartari di Crimea, sull’intera popolazione all’epoca, di poco più di venti milioni di anime, sostituiti con i Mugiki russi. Lo testimoniano i libri neri dell’olocausto nel museo della carestia a Kiev. Un altro grave motivo riguarda la concentrazione di delinquenza organizzata che sosteneva Yanukovich. Questa è l’origine della guerra di oggi su cui la Russia di Putin fa leva in modo diretto e indiretto. Una guerra di occupazione con carri armati e armi sofisticate, che nessun ribelle e criminale comune potrebbe avere negli oblast di Donets’k e Luhans’k dove si combatte. L’Unione europea, nella sua veste ambigua di unità monetaria e finanziaria, ma non politica, non vuol sentire di parlare di guerra in Europa. Minsk due, doveva essere l’accordo per il cessate il fuoco. Fu un vero disastro compiuto in primis della signora Merkel. Vero è, che la chiamano ATO (Anti Terrorismo Organizzazione) mentre l’esercito russo che è schierato nelle vicinanze del confine dai paesi Baltici fino alla Georgia, ha messo tutti gli stati confinanti in preallarme, compreso Finlandia e Svezia. Nell’ambito della sua ricostruzione l’Ucraina sta cercando risorse ed energie per una sfida ammirevole di emancipazione. Uno dei problemi attuali, è la corruzione, non minore di quella in Italia, che mina lo stato tanto quanto la guerra, in ragione della sua attuale debolezza economico finanziaria e di una burocrazia ancora affine a quella russa difficile da sostituire. Gli ucraini però lo comprendono e sono restii alla lentezza della Rada nel fornire e attuare le nuove leggi per agevolare il processo di modernizzazione dello Stato. Kiev, che cosa dovrebbe fare dopo le regolari elezioni presidenziali e parlamentari di due anni fa, quando fu eletto presidente Porotsenko, e Jacenjuk capo dell’esecutivo, da poco sostituito da Volodymyr Groysman? I parlamentari eletti alla Rada Suprema, sono in parte ancora quelli precedenti la rivoluzione di Maidan. Sostituire una burocrazia obsoleta e filo russa all’interno di un paese che vuole emanciparsi almeno come la vicina Polonia e Ungheria, non è semplice. I precedenti europei di calcio condivisi con la Polonia furono un primo passo e un’attesa popolare negata da Yanukovich. Oggi l’aeroporto di Donets’k è raso al suolo dai feroci combattimenti. L’Ucraina non guarda più verso est. Laggiù in Russia è solo desolazione, quindici milioni di persone contro centoquaranta milioni di diseredati sparsi in un territorio sterminato fino a Vladivostok e dove nessun siriano oggi in fuga dal proprio paese, ha desiderio di andare. L’Europa è vicina, e promette un miglior progetto di progresso. Le satrapie alla Yanucovich sono roba del passato, fuori dalla Storia. E’ invece Storia, che i due gruppi UPA e OUN, fin dal 1939, anno della guerra russa finnica, combatterono per l’indipendenza dai nazisti e dai sovietici, e in un certo qual modo anche dai polacchi che per secoli avevano tentato di sottometterli. Bandera, il grande eroe ucraino, perse due fratelli nei campi di concentramento nazista e molti che lo aiutarono furono deportati nei gulag o siberiag; in proposito, basta ricordare le pagine di Solzenicyn ” Una giornata di Ivan Denisovic”: …Gopcik era dentro perché aveva portato latte in un bosco a quelli di Bandera. Gli avevano affibbiato una pena grande. ed. Epoca! Del 1988 Pag. 51). La giovane democrazia ucraina oggi deve affrontare, quello che fece l’Italia, alla fine del secondo conflitto mondiale. Il partito fascista fu messo al bando con l’epurazione dei vertici e dei burocrati compromessi con quel regime, che erano italiani d’Italia, mentre questi in Ucraina sono russi d’Ucraina con un fardello sulle spalle ancora più grande.
Kiev, le difficoltà per cancellare il suo lato sovietico
Uno dei problemi attuali, è la corruzione, non minore di quella in Italia, che mina lo stato tanto quanto la guerra.



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