
“Abbiamo discusso di una roadmap (rappresentazione visiva di una strategia) con obiettivi concreti. Ciò che è molto importante è il dossier dei droni. Dobbiamo difendere l’Europa dagli attacchi di droni, possiamo imparare molto dall’Ucraina. E’ importante che i Paesi membri capiscano che bisogna andare avanti su questo tema, è un dossier che riguarda tutti e non solo il fianco Est.
Quando si parla di difesa anti-droni parliamo di tutta l’Europa”. Lo ha detto l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas mettendo in risalto che, sul fronte anti-droni, l’Ue vuole essere “complementare” alla Nato e “non doppiarsi”. L’incontro alla Casa Bianca con Donald Trump “può davvero avvicinare la fine della guerra. Gli Stati Uniti hanno la capacità di esercitare un’influenza globale di questo livello, e stiamo facendo tutto il possibile perché il resto del mondo sia al nostro fianco in questo impegno”. Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
“Stanno gettando le basi per il colloquio con il presidente degli Stati Uniti, ma anche per i contatti con le aziende americane della difesa, in particolare i produttori di sistemi di difesa aerea, e con i rappresentanti del settore energetico”. I profitti generati dagli asset (risorsa) russi congelati nel quadro delle sanzioni contro la Russia devono servire a finanziare la ricostruzione dell’Ucraina. E’ la posizione ribadita dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, in un’intervista all’Afp, prima di una riunione dei ministri delle Finanze del G7 a Washington, durante la quale cercherà di convincere i suoi partner. La Germania destinerà 400 milioni di euro al sostegno della produzione di droni a lungo raggio ucraini, già impiegati con successo per colpire obiettivi in profondità nel territorio russo. Lo ha annunciato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius parlando in conferenza stampa a Bruxelles al termine della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina. “La Germania fornisce 400 milioni di euro per l’acquisto di droni a lungo raggio. Il ministro ha ricordato che Berlino sosterrà Kiev nel 2025 con circa nove miliardi di euro complessivi, di cui due miliardi destinati a un nuovo pacchetto di aiuti militari comprendente sistemi di difesa missilistica, radar di ultima generazione e munizioni. “Partecipiamo naturalmente anche all’iniziativa Purl con un investimento di 500 milioni di dollari”, ha aggiunto Pistorius, ribadendo che il rafforzamento della difesa aerea ucraina resterà “una priorità assoluta”, insieme a nuovi investimenti nelle misure di contrasto ai droni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev ha “fatto i propri compiti a casa” in preparazione dell’incontro con il presidente statunitense Donald Trump, previsto per venerdì alla Casa Bianca. Nel suo consueto messaggio serale al Paese, Zelensky ha spiegato che “sia gli aspetti militari che quelli economici dei colloqui sono stati completati”. “Tutti i dettagli sono pronti. L’agenda del nostro incontro con il presidente americano è molto sostanziale, e ringrazio tutti quelli che ci stanno aiutando – ha affermato Zelensky – Questo incontro può davvero avvicinare la fine della guerra: sono proprio gli Stati Uniti ad avere la possibilità di esercitare un impatto globale, e stiamo facendo di tutto affinché anche gli altri Paesi del mondo siano dalla nostra parte in questo sforzo”. “Stimiamo di aver distrutto il 20% delle raffinerie in territorio russo, portando a un deficit importante di gas e gasolina. Continueremo queste operazioni in profondità nel territorio russo, dirette alle raffinerie e alle infrastrutture militari che supportano economicamente e da un punto di vista logistico la guerra in Ucraina”. Lo ha affermato il ministro della Difesa ucraino, Denys Shmyhal, intervenuto al termine del vertice Ramstein (base NATO di Ramstein, in Germania Ovest) a Bruxelles. Nel corso del suo intervento durante le dichiarazioni conclusive della giornata, il segretario generale della Nato Mark Rutte, in uno scambio con il ministro della Difesa ucraina Denys Shmyhal, ha dichiarato che è stata “una giornata molto, molto positiva, ma c’è ancora molto da fare”, perché, riferendosi al ministro ucraino, ha sottolineato che l’Alleanza deve aiutare gli ucraini a “superare l’inverno, dobbiamo chiarire a Putin che non potrà mai vincere e che continueremo a sostenervi”. Bè, scegliamo l’episodio di Gaza. Quello dove uccisero trentasette soldati egiziani che stavano dormendo presidente Putin. Il massacro fu fatto dal generale Ariel Sharon 1955, Operazione Freccia Nera.
Giuseppe Basilico

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