Ho passato le ultime notti insonni, lo giuro sull’ampolla limpida del Monviso e sul viso abbronzato di Beppe Grillo, il dio che ha soffiato su una statua di gesso sormontata da giacca e cravatta e ha dato vita al kappone pentastellato.
Non ho dormito perché il dilemma è esistenziale.
I due meritano il grande titolo di Kapponi o gli Italiani a breve derubricheranno al meno ironico e amichevole capponi, con la c miniuscola e al suo pieno letterale significato?
Facciamo il punto, mi perdonerà la glacialità dell’analisi l’orda dei fans “selfisti”.
C’è una nave guidata da una capitana trentenne, nota ecologista e pacifista, ricca e quindi certamente antipatica e falsa comunista, armata di laurea con il massimo dei voti, poliglotta e quindi pericolosissima, che raccoglie in mare 40 anime nere, presumibilmente in procinto di scomparire tra i flutti.
40 poveri uomini e donne + 1 capitano + 7 o 8 membri dell’equipaggio: apriti cielo!!!Attentato!!!Invasione!!! Guerra!!!
Il Kappone gliele ha cantate e urlate su tutti i media, non ha mosso gli intercettori F35 solo perché di competenza del ministro della difesa (chi c…..è e cosa conta, stante che qui contano e si vedono ovunque solo i due Kapponi), stessa cosa per cacciatorpediniere e portaerei.
Ci hanno reso tutti coscienti di aver corso un pericolo gravissimo. Mamma che palle che ha il kappone!!! Un vero duro e puro.
Li ha fatti neri….scusate lo erano già, ma si è avuta la netta impressione che dopo queste sfuriate lo fossero di più, salvo la giovane giudice che ha scarcerato la capitana, rimasta imperterrita e bianchissima anche dopo.
Certo non amo che si entri in casa nostra senza bussare e chiedere permesso, ma questa Signorina, ha battuto ogni porta possibile per gg 15 e con 40 uomini e donne a bordo, non con 40 container. Uomini e donne in carne ed ossa esattamente come noi.
Sul versante meno mediatico, credo di competenza del suo Ministero, c’è qualche personaggio importante, di un altrettanto importante multinazionale dell’acciaio, di una nazione potente come la Germania, con a capo una “cancelliera” che non ha bisogno nemmeno del nome e meno che mai di aggettivi o spiegazioni.
Questo qualche personaggio importante ha avuto una condanna pesante, per dei lutti gravissimi che hanno colpito Lavoratori Italiani e le loro Famiglie.
C’è una sentenza di Magistrati Italiani da far rispettare per far rispettare l’Italia e gli Italiani dal popolo Tedesco e dal mondo.
Qui, caro Ministro, gli Italiani le misureranno il diametro delle palle. Questi “signori” , non sono poveri disgraziati inermi sul ponte di una nave, non sono imboscati nella giungla Amazzonica, a Rio o Timbuktu, sono a pochi chilometri da noi, li può mandare serenamente a prendere anche in treno domani mattina o meglio da qualche motovedetta d’altura, stante che la stagione ed il portafoglio di questi potenti fa propendere l’indagine per un attuale più rilassante soggiorno in yacht.
Attendiamo un suo scatenamento in merito su tutti i social, televisioni, ecc, stessi toni “espressivi”, del resto per lei normali.
Caro Ministro, questo è un fatto ben più grave e mi auguro per l’Italia e gli Italiani a lei tanto cari, che i suoi attributi risulteranno avere un diametro da pornodivo.
Al Kappone politico dei cinque stelle (che tengo per secondo seguendo strettamente il manuale Cencelli, quella schifezza che anche loro usano per le nomine come gli innominati della Prima Repubblica) che ha tenuto bordone all’altro, in base a non si sa quale direttiva politica sul tema, sperando forse in qualche miracoloso recupero nei sondaggi e perché questi poveri disgraziati sono un bel diversivo per distrarre gli Italiani dai problemi veri, mi permetto di ricordare ROMA.
Roma, caro Ministro, non è di sua stretta competenza Ministeriale, ma di sua strettissima responsabilità come kappone politico.
Dovrebbe, se armato di attributi, porre fine a questo misfatto che si sta compiendo sull’immagine una delle città più belle del mondo e sull’Italia di cui è capitale.
E’ passato tanto tempo, tante chiacchiere, nessun segno di miglioramento, la cancrena si sta ramificando a vista.
Tutto funziona peggio: pulizia, trasporti, manutenzioni…..zero.
Ammettere un fallimento politico organizzativo e permettere di provare a far ripartire la città a persone presumibilmente più preparate sarebbe un atto nuovo, serio, dignitoso, che riporterebbe la simpatia originaria sul movimento.
In questo caso buttare a mare la zavorra è l’unica decisione che le permetterà di salvarsi da un naufragio oramai delineato: il diametro delle palle aumenterà a dismisura e saranno un utile galleggiante per uscire dal mare tempestoso in cui si trova.
Amici tutti col calibro: noci di cocco o fagiolini? K o c questo il problema!
Fiorenzo Da Ros

Lascia un commento