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Jupiter Inlet Lighthouse

di Oscar Bartoli | 19 Febbraio 2012

La Corrente del Golfo, prima di iniziare il suo lungo cammino attraverso l’Atlantico si avvicina alla costa della Florida in un punto chiamato Jupiter Inlet. Nel corso dei secoli centinaia di navi hanno fatto naufragio e migliaia di persone sono morte o sono rimaste ferite. Vi parlo dal Jupiter Inlet Lighthouse che sorge proprio su questa montagnola, il punto piu’ alto di tutta la contea. La costruzione di questo faro e’ stata iniziata nel 1854 e completata nel 1860 al costo di piu’ di 60mila dollari. Funzionava ad olio. Durante la guerra civile un gruppo di Sudisti smonto’ il sistema di lenti che era in grado di inviare segnali ad oltre 20 miglia di distanza perche’ temevano che i Nordisti potessero utilizzare il faro per la propria flotta.

Nel 1866 alla fine della Guerra Civile queste attrezzature nascoste furono ritrovate ed il faro messo in grado di funzionare. 
Il faro, alto 33 metri fu poi riconvertito al funzionamento elettrico durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel piccolo museo allestito ai piedi del faro il turista si imbatte in un cannoncino che serviva a sparare una sagola di quasi 300 metri che permetteva ai marinai e passeggeri delle navi naufragate sulla costa di potere raggiungere la spiaggia.
La marina americana creo’ una unita’ ai piedi del faro che cercava di sintonizzarsi sui messaggi che gli U-Boat tedeschi, i terribili sommergibili, lanciavano dopo avere raggiunto le coste del continente americano, infliggendo gravi perdite a convogli civili e militari.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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