“Vorrei essere Mercuzio. Delle sue virtù, ammiro soprattutto la leggerezza, in un mondo pieno di brutalità, la fantasia sognante…e al tempo stesso la saggezza, la voce della ragione in mezzo agli odi fanatici…Egli si attiene al vecchio codice della cavalleria…forse solo per ragioni di stile, eppure è un uomo moderno, scettico, ironico: un Don Chisciotte che sa benissimo che cosa sono i sogni e cos’è la realtà, e li vive entrambi a occhi aperti.”
Italo Calvino
‘Ecco dunque ora sei pronto ad attaccare le prime righe della prima pagina.Ti prepari a riconoscere l’inconfondibile accento dell’autore. No.
Non lo riconosci affatto. Ma, a pensarci bene, chi ha mai detto che questo autore ha un accento inconfondibile? Anzi, si sa che è un autore che cambia molto da libro a libro. E proprio in questi cambiamenti si riconosce che è lui’.
Calvino presentava in questo modo il suo complesso e affascinante percorso di narratore nelle prime pagine del suo ultimo romanzo, Se una notte d’inverno un viaggiatore, pubblicato nel 1979. Egli stesso era perfettamente cosciente d’aver attraversato in profondità un grande numero di esperienze espressive, spesso reagendo a condizioni e contesti del tutto inattesi. Cominciando come narratore, con i racconti degli anni ’40 e soprattutto con il romanzo Il sentiero dei nidi di ragno (1947), Calvino aveva seguito come scrive nelle Lezioni Americane ‘l’imperativo categorico’ di quegli anni: ‘il dovere di rappresentare il proprio tempo’.
Ma ben presto aveva scartato, seguendo una sua particolare natura espressiva. Aveva seguito i sentieri dell’invenzione, della fantasia, della fiaba, della metafora. E metafora potentissima, universale, sono i mondi fantastici e insieme profondamente razionali della trilogia dei Nostri Antenati, che esce nel corso degli anni ’50.
Con la fine degli anni ’50 termina anche, però, in certo qual modo, una profonda fiducia di Calvino nell’uomo e nelle sue capacità di controllo della storia e di se stesso. Calvino, disilluso, si volge alla scienza, all’Essere, all’universo, alla Materia. È la grande stagione delle Cosmicomiche, di T con zero, che escono negli anni ’60. Si trasferisce in Francia.
I tempi cambiano. Contestazione studentesca, anni di piombo. Calvino inventa nuove forme; pubblica Le città invisibili (1972), un dialogo fra uno stanco Kublai Kan e un acuto Marco Polo, che descrive all’imperatore il suo incredibile regno, ‘lunga rovina’.
Il castello dei destini incrociati esce nel 1973: una forma ancora nuova, multimediale, un ‘ipertesto’ che usa le immagini dei Tarocchi. Nel Castello gli uomini hanno perduto il linguaggio e devono inventare nuove strutture di comunicazione. Ha ancora senso narrare l’uno all’altro la propria storia? E i nostri segni avranno un’interpretazione univoca, incontrovertibile, oppure hanno tante verità quanti lettori ed ascoltatori?
Calvino rientra in Italia, trasferendosi a Castiglion della Pescaia, nella pineta di Roccamare. Nel 1979 esce Se una notte d’inverno un viaggiatore.
Nel 1983 esce Palomar, in cui cerca ‘un’opera concepita al di fuori del self, che ci permettesse d’uscire al di fuori della prospettiva limitata d’un io individuale’. L’altro passaggio importante è la preparazione delle Norton Lectures per l’Università di Harvard, le famose Lezioni Americane che deve tenere nel 1985.
Lezioni che Calvino non terrà: muore infatti proprio nel settembre di quell’anno.
Il suo ricercare incessante resta oggi come segno del profondo lavoro di quello che è universalmente considerato uno dei più grandi se non il più grande scrittore del secondo novecento. E proprio a queste invenzioni multiformi è dedicato il Convegno, che vede la presenza di numerosi studiosi europei ed extraeuropei, che si sono dati appuntamento per parlare dell’opera di Calvino a 20 anni dalla sua scomparsa.
Il Convegno, dal titolo Calvino, Memos for the Millennium si svolgerà appunto a Castiglion della Pescaia il 13 e 14 settembre. Il 13 sera, inoltre, metteremo in scena L’altra Euridice, un’opera lirica con il testo di Calvino e la musica di Jonathan Dove, compositore della famiglia reale inglese. Il 17 invece sarà rappresentata l’opera Un re in ascolto, con testo di Calvino e musica di Luciano Berio.
Informazioni: Stefano Adami
Email: manadami@gol.grosseto.it
Tel 0564 494770 – 3460210334

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