Da tempo pensavo di fare un’intervista a Bruno Tabacci ma le vicende della sua movimentata attività politica non hanno corrisposto alle mie modeste esigenze di un piccolo momento di riflessione: l’ho beccato alla presentazione del libro di Marco Alfieri, già redattore di questo giornale, poche sere fa alla Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano. Il libro di Alfieri è molto stimolante anche in un periodo elettorale perchè riguarda la crisi politica della sinistra nel nord del paese (“Nord terra ostile. Perchè la sinistra non vince”) ma in realtà riguarda la crisi della politica in tutti e due gli schieramenti perchè la destra vince ma slitta su posizioni sempre più lontane dai veri interessi nazionali. Tabacci ha di fatto sostenuto che la sinistra settentrionale, nella speranza di prendere voti, insegue la destra su argomenti che, migliorati solo grammaticalmente, sono poi quelli tradizionali della Lega Nord e che spingono lentamente l’Italia ai margini della comunità europea e, un giorno, potrebbero spingerla anche fuori dell’area dell’euro per ritrovare un facile vantaggio alla concorrenza delle sue merci attraverso la svalutazione della moneta nazionale. La maggior parte dei piccoli imprenditori settentrionali che facevano capo alla Democrazia Cristiana si sono lasciati attrarre dal linguaggio dell’antipolitica indotti anche da un eccesso di peso fiscale e di inefficienza burocratica. Insomma la crisi della sinistra nel nord corrisponde al fallimento completo del rinnovamento politico promesso negli ultimi quindici anni e che ha portato all’affermazione di una classe dirigente non all’altezza anche se contemporaneamente Formigoni vantava successi della Regione Lombardia di cui per ora nessuno si è accorto.
Insomma il blocco moderato può sciogliersi da un momento all’altro e la paura che questo succeda ha portato all’applicazione di un sistema elettorale tra i meno democratici che ci siano in Europa.
Tutto questo e altro ancora diceva l’ex Presidente della Regione Lombardia, l’On.Tabacci, di fronte a una platea in parte distratta dalle anticipazioni sussurrate sulla formazione delle liste e io pensavo che aveva ragione. Se non ci fossero tutti quei preti, suore e sindacalisti bianchi che lo circondano mi sarebbe piaciuto votarlo.
G. Properzj
Pubblicato sul Riformista

Tabacci è uno dei rarissimi esempi di ceto politico non “acefalo” e per questo va incoraggiato ed è auspicabile che in politica i cervelli riprendano il loro posto e non facciano da tappezzeria.
Francesco Attolico
Democrazia Sociale Euromediterranea Puglia 338.3156505 attolico.dsepuglia@tele2.it