I prossimi 12 e 13 giugno andrò a votare.
Spero che venga raggiunto il quorum e che l’espressione della volontà popolare sia chiara.
Sul referendum n.3, che riguarda i diritti dell’embrione, voterò sì all’abolizione di quella che considero una forzatura e una pericolosa tendenza autoritaria: lo stato che ha la presunzione di sorvegliare le cellule dalle quali ogni creatura umana ha origine, finirà per voler controllare gli esseri umani in modo sempre più invasivo e penetrante, minacciando la libertà, la felicità e la proprietà di tutti i viventi.
La legge 40, reintroducendo surrettiziamente (e inutilmente, rispetto all’economia generale della normativa) il principio che l’embrione è meritevole di protezione giuridica come una persona umana, spiana la strada all’ingresso delle polizie e degli eserciti nelle camere da letto, negli ambulatori ginecologici, nella vita privata di tutti e nei momenti privatissimi che sono quelli in cui una donna o una coppia, consigliandosi con propri medici di fiducia, decidono del proprio destino e di quello di eventuali possibili figli.
So che parti importanti della nostra società, compresi alcuni scienziati, non si sono mai rassegnati al fatto che lo stato, con le sue polizie e il suo esercito, non può controllare tutto e tantomeno il ventre di una donna.
Per questo spero che si vada a votare in massa, e che si voti sì, specialmente su questo terzo quesito.
Per fermare, almeno questa volta, coloro che vorrebbero dare così tanto potere allo stato.
Coloro che pensano che manipolare un ovulo fecondato o un embrione equivalga a minacciare una persona umana, sono vittime di un ragionamento violentemente semplificatorio, come un’antica eresia gnostica: poiché nell’ovulo si potrebbero essere ricombinati con successo i 46 cromosomi della specie umana, 23 provenienti dal padre, 23 dalla madre, ebbene questa cellula potrebbe già essere un progetto completo di persona umana. Basta che lo si lasci sviluppare…
Affascinante…
Io stesso da ragazzino, quando ho militato nel Movimento per la Vita, mi sono lasciato abbagliare da questa facile certezza, da questa comoda verità, che peraltro a me non costava niente (mentre solo il cielo sa quanto questa verità è costata e costa alle donne sotto la dittatura dei moderni stati etici).
Affascinante, ma sbagliato.
La realtà, che il popolo può giudicare, che non occorre essere scienziati per conoscere, è ben più problematica, terribile, misteriosa: la stragranda maggioranza di tutti gli ovuli fecondati non diventa affatto una persona umana. Non diventa niente. E questo in natura, ben più che in laboratorio.
Certo, anche noi siamo stati ovuli fecondati. Poi, se l’ovulo è riuscito bene, se siamo riusciti ad annidarci nell’utero, se non siamo stati espulsi o rigettati, se siamo sopravvissuti alle difficilissime e misteriosissime prime settimane, siamo diventati embrioni. Se siamo sopravvissuti ancora per i primi mesi saldamente ancorati al ventre di nostra madre, se noi e nostra madre non siamo stati colpiti da malattie, incidenti e altre fatalità, siamo arrivati al momento in cui, finalmente siamo nati.
Fa paura questo, vero? La stragrande maggioranza degli ovuli fecondati non diventa embrione. La stragrande maggioranza degli embrioni non si annida. La stragranda maggioranza dei feti non sopravvive. E questo in natura, non in laboratorio.
E’ un grande mistero.
Davanti al quale è facile cercare scappatoie o scorciatoie (i Carabinieri, la Polizia, i Giudici, i Medici, i Sacerdoti, il Papa, che venga qualcuno, dall’alto, da altrove, a decidere al nostro posto… Che decidere da soli è troppo faticoso…).
Io credo in D*o e credo veramente che l’essere umano sia dotato di un’anima immortale.
Non riesco proprio a credere, quindi, che ogni giorno sulla terra si compia una tale strage di innocenti.
Non riesco a credere che troverò il Paradiso pieno di miliardi di miliardi di esseri umani che sono stati solo ovuli fecondati, o solo embrioni, o solo feti, espulsi naturalmente dai tormentati e misteriosi meccanismi dell’origine della vita umana.
Non so se esiste o quale sia il momento in cui l’embrione diventa uomo, ma di certo non lo sa nemmeno la scienza, tantomeno lo stato.
Persino la maggior parte delle religioni tradizionali (e gran parte della tradizione cristiana) sanno di non sapere.
Nessuna tradizione religiosa cristiana, se non qualche setta fondamentalista neocristiana o qualche vescovo eretico, considera l’aborto un vero e proprio infanticidio, se non quando siamo ormai alle soglie del momento in cui il bambino può staccarsi dal ventre di sua madre e respirare da solo.
In questo campo così difficile e così drammatico, è meglio che ciascuno decida sa sé, ascoltando il suo cuore, valutando con la propria coscienza, con il solo conforto dei propri cari, dei propri medici, dei propri confessori.
Andiamo a votare, e votiamo sì, per tenere lontana la tentazione di affidare problemi così importanti e seri allo stato.
Mauro Vaiani
presidente di Insieme per Prato
coordinatore di Toscana Libertaria
consigliere nazionale di GayLib

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