I pastori fanno tenerezza e poesia da sempre. D’Annunzio li immortalò per noi:
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.Ah perché non son io cò miei pastori?
Così gli Italiani sono tutti per loro; mobilitazioni di cittadini, di scuole. Nessuno ricorda che esistono “quotelatte” che non tutti i pastori rispettano. Anche fra pastori e pastori ci sono i furbetti che lasciano indietro “i piccoli”. Ma di questo nessuno ne parla; perché?
Ma è semplice; in vista delle elezioni europee ci pensa mamma Stato a ripianare! Ci vuole un miliardo e mezzo, forse due? Ecco la mamma lupa attraverso Romolo e Remo (Salvini e Di Maio).
Qualcuno ha mai pensato di fare i “costi e benefici” per la pastorizia? Sarebbe una bella ingiustizia !
Per la pastorizia “costi e benefici” e niente per l’Alitalia? Per la terza volta rifinanziata dallo Stato e in perenne perdita. Dopo i “capitani coraggiosi” di Berlusconi siamo giunti al mostro Frankenstein: Ferrovie, l’americana Delta Air Lines e la low cost britannica EasyJet affiancheranno Ferrovie dello Stato (e il governo) nel salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. Allo Stato spetterà la maggioranza del carrozzone. Sindacati d’accordo poiché si salvano tremila esuberi. Sono venti anni che avanzano tremila occupati in Alitalia: nessuno invecchia e va in pensione? Come alla Rai c’è sempre posto per gli amici degli amici: il canone lo paghiamo noi.
Le cose vanno di male in peggio, il Sud non decolla e aspetta il reddito di cittadinanza: pochi oboli di carità ed il Nord, traballante, alza l’ingegno e mentre la “nave” affonda pensa per sé e chiede più autonomia per salvarsi. Illusione!
Nonostante tutto questo ed altro cosa fanno i massimi rappresentanti degli Italiani? Festeggiano all’Ambasciata d’Italia, a Palazzo Borromeo a Roma con caviale e spumante il novantesimo anniversario dei Patti lateranensi (11 febbraio 1929); una vergogna da cancellare con tutto ciò che significò anche per la Chiesa cattolica fascista! Parolin felicissimo che Di Maio gli abbia regalato la chiusura domenicale dei commercianti, per ora soltanto per metà domeniche e festività, ma in seguito con la decrescita felice gli ha assicurato presto la fine del commercio bottegaio. Rimarrà in piedi soltanto quello su internet e sarà un vantaggio, poiché si potrà ordinare con lo smartphone anche la domenica in Chiesa.
Mentre lo Stato laico festeggiava a caviale e spumante la Chiesa non perdeva tempo per arroccarsi ancora una volta nel guadagnare posizioni ribadendo l’accoglienza indiscriminata dei migrantes e assicurandosi che i titoli di studio superiori dello Stato vaticano fossero riconosciuti sic et simpliciter dallo Stato italiano. Considerato che siamo in carenza di cattedratici italiani a forza di sdoppiare cattedre inventandone anche alcune curiose: da cosmetologia e scienze cosmetologiche a l’arte culinaria, scienze gastronomiche, scienze e culture enogastonomiche, ecc. Più l’Italiani sono poveri ed affamati e più va di moda la cucina. Che strano.
Ora avremo anche docenti doc che insegneranno teologia, liturgia della Chiesa cattolica e quant’altro a spese nostre. Ci abbiamo messo decenni per chiudere le facoltà teologiche al tempo di Ferdinando Martini, ministro della Pubblica Istruzione nel primo Governo Giolitti, ed ecco che presto saranno ripristinate. D’altronde se non potremo più mangiare che almeno il corpo si nutra di spirito.
Guglielmo Adilardi

Lascia un commento