L’aumento della tariffa dell’acqua, è stato l’ennesimo colpo inferto alle classi meno abbienti, le più penalizzate da questa decisione, presa dal presidente dell’Arin e approvata dalla Giunta comunale di Napoli. Perché sarebbero i morosi più poveri a pagare e non i grandi morosi, come gli Enti e le Istituzioni. Moltissime persone si sono mobilitate contro questa decisione, e la loro protesta è stata accolta da Giovanni Bisogni, principe del foro e ex assessore comunista, da sempre impegnato nelle battaglie civili contro la privatizzazione. Presso lo studio dello stesso avvocato, si è costituito un Comitato giuridico con i giuristi Aldo Storace e Aldo Franceschini. La costituzione di questo Comitato è stato presentato alla stampa, presso il teatro “Il pozzo e il pendolo”, per illustrare le sue azioni e i suoi obiettivi.
Come prima istanza, il comitato presieduto dall’Avv. Giovanni Bisogni, ha presentato un ricorso al Tar, per impugnare la delibera della giunta comunale di Napoli.
Al presidente Giovanni Bisogni abbiamo rivolto alcune domande
Quali sono le ragioni che Le hanno fatto prendere la decisione di inoltrare un ricorso al Tribunale Amministrativo?
Il comportamento della Giunta comunale, che per evitare un conflitto politico non ha riunito il Consiglio comunale ed ha approvato a sorpresa questo provvedimento, che colpisce i cittadini. Si continuano a sprecare soldi pubblici, sostenendo il Barone Barracco, amministratore unico dell’Arin, coprendo così il grave deficit dell’Azienda e cosi facendo, si fanno danni gravissimi ai cittadini
Quali sono le richieste del Comitato?
Che il Comune di Napoli mettesse sotto indagine questo deficit e sollevasse gli attuali dirigenti dagli incarichi ricevuti
Lei si è sempre distinto per le battaglie a fianco dei cittadini. Come, la politica può essere a servizio del cittadino?
La politica dovrebbe per quanto può, evitare gli accordi con le Aziende, specie per quanto riguarda la gestione di un bene come l’acqua che dovrebbe essere garantita a tutti. Quindi non diventare un bene merce, che va pagata. Per questo è necessaria una gestione pubblica e non privatistica. La politica poi, dovrebbe impegnarsi ad agire con più trasparenza, e informare per tempo delle sue decisioni
(I)

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