“Siamo insoddisfatti della risposta dell’assessore, inadeguata a far fronte alla preoccupante crisi economica della nostra regione”. E’ duro il giudizio del consigliere regionale di Forza Italia, Alberto Magnolfi, vicepresidente della commissione “Attività produttive”, sulla risposta dell’assessore al Lavoro Simoncini all’interrogazione presentata dallo stesso Magnolfi e discussa questa mattina in aula. Un’interrogazione con la quale si chiedeva a Martini “se e quando intenda dare seguito, in quale forma, con quali tempi e quali modalità agli impegni assunti con il consiglio regionale al fine di sviluppare le opportune iniziative per il rilancio economico della Toscana preannunciate in occasione della seduta speciale del consiglio sulla crisi economica”.
“E’ evidente – prosegue Magnolfi – che in Toscana i tempi della politica non vanno d’accordo con quelli dell’economia. Lo scorso ottobre nella seduta straordinaria del consiglio regionale sull’economia Martini si era reso disponibile a presenziare le sedute della commissione “Attività produttive” per continuare il confronto sulle cose da fare, ma, a distanza di mesi, gli impegni assunti dal presidente sono rimasti lettera morta.
Non solo non è arrivato dalla giunta un solo segnale di politiche nuove e più incisive per l’economia, ma addirittura, nelle uniche occasioni pubbliche previste dalla giunta in preparazione del Prs (Piano regionale di sviluppo) che, con grave ritardo, sarà presentato ormai dopo le elezioni, non è c’è stato alcuno spazio per un confronto con i rappresentanti consiliari. Non è certo quello che ci attendevamo di fronte alle preoccupazioni delle categorie economiche e sociali, della società civile e degli analisti (la Toscana nell’ultima riunione sul Prs è stata definita come “una bella signora imbellettata che si rassegna alla pensione”).Fra gli impegni disattesi anche quello di rivolgere particolare attenzione alla società “Sviluppo Italia” per un ruolo centrale e strategico di crescita economica. In realtà il consiglio di amministrazione è scaduto da un anno e ancora non si parla di nomine.
Intanto le aziende continuano a chiudere: proprio di questi giorni il caso della Delphi di Livorno per la quale, in mancanza di proposte concrete da parte della giunta, il consiglio ha solo potuto offrire ai lavoratori la propria, se pur convinta, solidarietà.
Alla luce di tutto questo – conclude Magnolfi – ci viene il dubbio che anche la giunta Martini si sia rassegnata alla pensione”.

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