La realtà odierna in Medio Oriente si scontra con la sua stessa storia che trova nei secoli l’accoppiamento religione-potere.

L’esigenza dell’Occidente di dominare il pianeta, per fruire di manodopera a basso costo, si è aggravata nel secolo scorso con la pretesa occidentale di controllare le fonti energetiche per averne il monopolio.
Combinate in questo modo, le due esigenze, messe insieme e sostenute anche con guerre chiamate “preventive”, hanno consentito agli USA sia di gestire la forza lavoro di interi continenti per sfruttare la delocalizzazione produttiva, sia di impadronirsi della rendita parassitaria delle risorse petrolifere.
Le conseguenze per le popolazioni sono state, sono e diventeranno sempre più devastanti, perché alle già precarie condizioni ambientali, il cui sviluppo è stato mortificato dalle colonizzazioni, si aggiungono le condizioni disumane e affamanti della globalizzazione dei mercati.
E’ l’impostazione dell’imperialismo, sia di quello democratico occidentale che di quello socialista orientale; entrambi hanno rinnovato quella colonizzazione che nei secoli scorsi fu militare, con la nuova colonizzazione economica.
Questo è stato il brodo culturale nel quale il fondamentalismo prima e l’integralismo poi hanno fatto proliferare il nazionalismo arabo, coniugandolo con la religiosità.
La religione diventa supporto delle esigenze sociali mortificate prima dal colonialismo su base militare di conquista, ora dell’imperialismo che vuole imporre il suo “nuovo ordine” su base economica e di sfruttamento di intere popolazioni, sia sotto il profilo del lavoro che delle materie prime.
La realtà odierna si scontra con la sua stessa storia che trova nei secoli l’accoppiamento religione-potere, con una continuità nel tempo che non trova riscontri nei governi occidentali.
Le borghesie islamiche di tutte le etnie, che hanno detenuto il potere nelle sue varie forme, ma sempre centralizzato e assolutistico, hanno utilizzato i precetti coranici per supportare il loro potere politico, economico e sociale.
Trattandosi , per lo più, di sciiti nell’area medio-orientale, ogni etnia si è sempre richiamata ad una pretesa discendenza diretta dal profeta, identificandosi con una confessione che fornisce il suggello al dominio di classe.
Gli esempi non mancano, suggellati da ragioni storiche, da antiche consuetudini e da radicate convinzioni.
- I sovrani del Marocco vantano la diretta discendenza da Maometto.
- I sovrani della Giordania preferiscono definirsi “re degli hascemiti” piuttosto che dei giordani; gli hascemiti appartengono alla tribù di appartenenza di Maometto, e vantano il diritto di essere considerati “custodi delle città sante”, che si trovano in Arabia, sotto la dinastia Saud che ne rivendica l’appartenenza, con una insanabile frattura tra le due case regnanti.
- A loro volta i Saud legittimano il loro potere con l’appartenenza alla confessione Waabita, alla quale, per motivi di cartello petrolifero, hanno aderito gli emiri del golfo , gli Al Sabbah del Kuwait, e i gli Yemeniti e i teocratici Omanidi.
- La Siria ufficialmente è una repubblica presidenziale, ma presidenziale al punto da non potersi distinguere da una monarchia assoluta, anch’essa avallata dall’appartenenza alla confessione alawita.
- Anche il laico libano di Jhumblat è governato in nome di una enclave drusa che trae origine da Al Darazi, che secoli fa fondò una delle tante scissioni sciite che approdò ad un movimento politico del quale oggi Walid, come prima di lui il padre, è signore e padrone.

Qualcuno politicamente molto noto ed importante creò l’assioma secondo il quale “LA RELIGIONE E’ L’OPPIO DEI POPOLI”. E’ di tutta evidenza l’effetto dell’oppio politico del quale sono strafatti i sedicenti integralisti islamici che se ne fanno anche un alibi per mestare in ogni paiolo utile a far polenta. Che poi noi si sia “cagnetti” è altrettanto gratuitamente offensivo per noi occidentali quanto il famigerato filmino che, tra le altre barzellette, sembra che nemmeno esista: ma noi non dovremmo essere tra i moderati?
Caro Rosario,
Tra noi due, uno non capisce nulla di quello che sta succedendo, spero d’esser io e che la tua impostazione naif, regga a lungo.
Non c’è nessun problema in Medio Oriente, li sono sempre più ricchi, democratici e rispettati, non manca molto che raggiungano la parità con Israele.
Se questo costa a loro ed agli Usa molto sangue, è un prezzo che possono pagare.
Non io, ma il Mondo intero vede invece gli Europei fare i cagnetti degli Usa, anche tu parli d’intervento dell’Occidente, ma questo Occidente qui, sono Usa e cagnetti Europei, quest’ultimi a combattere per tagliarsi gli attributi, sul genere intervenire i Libia, Iraq, Afganistan con i nostri soldati, per convincerli a toglier il petrolio a noi e mandarlo a loro, nessuno vede che senza i nostri soldati, l’Italia sarebbe lo sbocco naturale del petrolio Arabo, ma che dopo ogni intervento restiamo più a secco?
Sunniti e Sciti sono meno divisi che Scipioni e Terroni, questo è l’Italia.