E che altro si può augurare con quello che si vede in giro! I motivi per i quali si dividono gli italiani nelle loro scelte politiche potrebbero strappare qualche sorriso, se la situazione, secondo il noto aforisma, non fosse grave, ancorchè non seria. C’è chi raduna le masse promettendo di rottamare e asfaltare chiunque ne intralci il cammino (Renzi) e intanto asfaltato è stato lui al referendum e forse anche sulla via della rottamazione. C’è chi raggiunge lo stesso obbiettivo promettendo massicce dosi di galera a questa casta di disonesti (Grillo) e intanto in galera e sotto inchiesta ci sono finiti anche i suoi: pochi, è vero, ma veloci perché al potere si erano appena affacciati. Altri, infine, lo fanno instillando l’idea che sarebbe un buon affare lasciare al loro destino i poveretti che affollano il Mediterraneo su malsicuri barconi, avendo pagato pochi centimetri quadrati a caro prezzo (Salvini, Meloni).
La politica a questo si è ridotta: lotta per il potere attraverso il consenso guadagnato ad ogni costo, soprattutto vellicando gli istinti primordiali degli elettori. Qualcuno ha sentito mai parlare di un’altra politica? Quella che cerca di affermarsi creando speranze, intercettando problemi, suggerendo soluzioni, facendo sognare un mondo migliore per tutti noi, non asfaltature, rottamazioni, galera, stragi in mare?
Se si intendesse la politica come scontro di idee per garantire migliori condizioni di vita, più libertà, più istruzione alle donne, agli uomini, ai bambini e ai vecchi, non avremmo sistemi elettorali che tolgono ai cittadini la scelta dei loro rappresentanti. E nemmeno cambiali in bianco sottoscritte per gli ultimi governi (Monti, Letta, Renzi).
E’ capitato a tutti di sentirsi dire che dovevamo accettarli perché “altrimenti chi? Dimmi quale potrebbe essere l’alternativa!”. Si tratta della più ipocrita e capziosa delle argomentazioni. Perché, ogni volta, dava per scontato che non si dovesse votare. Non si dovesse, cioè, affidare alla responsabilità del popolo la risposta. Tanto si trattava di stabilire chi dovesse comandare, non chi dovesse fare cosa.
Ricordate il coro di giornali, opinionisti e politici per convincerci che eravamo all’ultima spiaggia? In tre anni si è visto che Monti era la quartultima, Letta la terzultima, Renzi la penultima. Così radicato è il timore del cambiamento, che persino Giorgio Napolitano venne considerato una ultimissima spiaggia, tanto da chiedergli di prolungare la sua permanenza al Quirinale, già durata sette anni. Mattarella ci ha poi dimostrato che non c’era motivo di rimpiangere Napolitano, mentre Napolitano ci ha fatto rimpiangere di non averci pensato prima a Mattarella.
Dunque, proprio alla luce di ciò che abbiamo appena vissuto, smettiamola con gli uomini della provvidenza e con i Santi (non ce ne sono molti in giro!). Se un augurio si può fare per il 2017 e per gli anni che verranno, è di capire che non sono insostituibili gli uomini. Ma la democrazia. Che non ammette pause e sospensioni. E pretende che siano i cittadini a scegliere non solo “chi comanda” ma, soprattutto, per fare cosa.
Nicola Cariglia

Caro Bruno,
interventi come il tuo sono come riserve di ossigeno dispensato a chi ne ha bisogno. Mi ritrovo pienamente nel tuo spirito: consapevole delle difficoltà e dei problemi. Ma anche, e soprattutto, delle enormi capacità della democrazia di auto-rigenerarsi e risolvere i problemi. Grazie e un carissimo saluto
Ho letto con interesse l’articolo di Nicola, sempre puntuale e raffinato, in merito al concetto di “Democrazia”, al quale aggiungerei quello di “Libertà”, che nel nostro Paese si stanno sempre più disperdendo. La gente confonde il concetto di libertà con quello di “Licenza” che sono due realtà ben diverse. Alla mia età la cosa fa ancor più dispiacere pensando a quante code ho fatto da bambino per una pagnotta di pane e qualche patata durante la sciagurata guerra. A tali ricordi si aggiungono quelli delle madri disperate per i propri figli dispersi in Russia, i rastrellamenti dei soldati tedeschi per arrestare i partigiani di varie ideologie, con la immediata fucilazione, i due bombardamenti della città, la persecuzione degli ebrei e delle persone che si opponevano a voleri del “Regime”ecc..
Ma, da quanto afferma Nicola, la gente si è totalmente dimenticata questa non lontana realtà, altrimenti non ci sarebbero le dispute continue tra i sostenitori delle varie correnti che pensano solo ad accaparrarsi una comoda poltrona. Ciò distoglie l’attenzione sui tanti problemi del Paese che, per quanto riguarda in particolare i giovani, sono addirittura drammatici.
A questo punto che fare? In mancanza di una possibile e “democratica” soluzione, la gente è stufa e molti non andranno a votare. Questo brutto andazzo genera dei populismi pericolosi che potrebbero ripetere le tragedie avvenute poco più di un secolo fa’ in alcuni stati europei tra cui anche l’Italia.
Troviamo quindi delle soluzioni, possibilmente immediate e con un’ampia partecipazione, per la salvezza del Pese che, nonostante le dispute intestine, rimane sempre il più bello del mondo. Crediamoci una buona volta!
Bruno Pacciani.
Caro Gianfranco,
Non siamo più all’età della pietra e riguardo il povero Pannella sia pace al’anima sua, oggi si scrive in internet: Democrazia più vecchia del Mondo? (Col punto interrogativo ) e dopo un decimillesimo di secondo ottieni alcune decine di migliaia di documenti, se lo scrivi in Inglese i documenti sono milioni, ma l’attesa rimane all’incirca la stessa.
Ma aprescindere dalla più antica, vedrai che l’Italia è considerata generalmente non oltre il 37 posto nella sua implementazione, vergogniamoci!
Curioso che si parli di democrazia, quando in europa gli unici partiti che si battono per riprendersi la sovranità, sono quelli dell’estrema destra. C’è qualche cosa di strano.
Caro Gian Franco,
Il titolo di più vecchia democrazia del mondo agli USA è stato dato da un povero grillino, normalmente invece è una contesa tra Repubblica di San Marino, Svizzera e Inghilterra.
L’Italia è al 37 mo posto nell’indice democratico, tuttora più vicina al fascismo che alla democrazia popolare dove invece eccelle la Norvegia.
Questo dicono le statistiche internazionali cui suggerisco di basarsi nei propri commenti.
Certo. Però sia la Francia che gli USA hanno i loro bilanciamenti. Per cui Presidente e governo sono gestiti in modo che il secondo non possa sminuire il primo. Nell’italia di Bassanini, che ha illuso il piccolo sindaco di Firenze di poter diventare il sindaco d’Italia, si voleva che il Presidente del Consiglio trasformato in Premier. potesse avere il sistema in mano e avesse a disposizione il “gran Consiglio” a lui fedele cosi come la parvenza di Presidente della Repubblica e della Consulta. Come al solito: chi troppo vuole nulla stringe.
D’accordissimo su una profonda revisione lella Costituzione, ma non per peggiorarla. Servirà una “costituente” eletta proporzionalmente, lontana da interessi “corporativi” e che mantenga la SOVRANITA’ dello Stato. come lo sono financo il Grandicato del Lussemburgo ed altre minuscole entità territoriali.
Vox clamante in deserto caro Nicola.
Approfittando per fare gli auguri a te, ai tuoi familiari e collaboratori, non posso non rilevare che siamo ormai alla triste genia dei “tifosi”, vale a dirte quegli scalmanati che trovano sempre un motivo per dar ragione alla propria squadra, anche quando gioca male e perde per “colpa dell’avversario”. Gi arbitri di questi 25 anni erano praticamente “partigiani” e non hanno mai avuto il senso Patrio, non dico di un Pertini o di un Saragat, ma neanche di un debolissimo Leone.
Spero che ormai sia finita: Fra un mese sapremo la sorte delle leggi elettorali, in primis quell’obrobrioso italikum. Per ragionare sul Paese e non sugli interessi di parte.
Che poca fantasia sti politici contemportanei: il “porcellum” era stata non una identificazione, ma una battuta che il presentatore Calderoli aveva fatto a domanda di qualche giornalista, affermando che forse ci credevano più Casini e Follini, che lui “ministro per le riforme”.
Ma è così, dal fallito “andate al mare” di Bettino Craxi che guardava lontano, una regola che era praticamente durata dal 1948 è stata stravolta ben quattro volte su inciput di chi si trovava nei pressi della “plancia di comando”.
MIsteri di quella seconda repubblica che non è stata “seconda” a nessuno nell’ingarbugliare le cose dopo la disfatta del sistema sovietico del 1989.
Ma quanti guai hanno combinato?
Mettiamoci anche la scuola va là. Gentile e Croce sono durati praticamente 50 anni con lievi modifiche e l’intervenuta riformetta Gui. Dalla Moratti, abbiamo avuto una “riforma” per ogni Ministro, arrivando ad avere dei “Fedeli” che hanno poco più della scuola dell’obbligo.
Forse sarà colpa dello “smartphone” che ti da tutte le infornazione fino a segnalarti che il tuo medico è un mediocre, e che forse il fai da te è la migliore soluzione.
Spero che Renzi (ma anche Grillo non è da meno), il tanto osannato risolutore di tutti i problemi, che è riuscito a rottammare pure sè stesso, sia l’ultimo di questa genia di impreparati e che il 25 gennaio 2017, sia veramente il momento dove il “senso politico” riuscirà a prevalere sul particulare di quanti si sono si sono alternati alla guida di questa “invincibile ARMADA”
Grazie sempre dell’impegno tuo e dei tuoi efficaci collaboratori.
Verissimo Nicola: la democrazia, non il “Duce” di turno, il parlamento, non il governo. Le elezioni, non un altro governo ultima spiaggia, rabberciato e molliccio. Se Monti era un vero governo tecnico, gli altri non sono stati tali. La paura dei 5Stelle ha evitato nuove e sacrosante elezioni. La paura fa il gioco del nemico. Sempre.