Ho colorato di celeste gli occhi e reso più ricci i capelli; ho messo il profumo migliore ed il foulard più acceso di primavera. Ho lucidato gli stivali e messo a punto il sorriso più sincero. E poi ho scelto l’angolo del giardino, quello dove il sole preferisce fermarsi più a lungo, e sotto quel salice ho aperto felice il mio libro.
(Elisabetta Malantrucco)
Quererte amor,
es soñar
que existe mañana
y que siempre volverás,
que me esperas
y te espero
donde todo comenzó!!!.
Donde mis palabras
te hicieron ecos,
susurros meridianos
y lluvias de verano.
Donde el oficio de escribir
dejó de ser peregrino
y encontró habitación!!!
Quererte amor
es contar y reencontrar
el éxtasis en la voz,
dejar atrás la piel y sus demandas
para descubrirte
desnudo del alma.
(Elízabeth Carranza Umaña)
Attimi d’infinito
Cristallizzati nel tempo
Come gocce di ghiaccio
S’incatenano
Gli uni agli altri
Collana senza fine
Memoria antica…
Il passato e il presente
amanti lontani
restano imprigionati
in una tela
d’artista.
(Erica Liffredo) )
Niña indígena de piel tostada,
regalo divino de los dioses;
ilumina el alba tu mirada…
cuando el sol asoma, entre los bosques.
Ansiosos te esperan los senderos,
que cuidan tus pasos anhelantes;
y tímidos se esconden los luceros,
envidiando tus ojos, tan brillantes.
Besa la hierba tus descalzos pies,
y saludan con sus dulces trinos
las aves, que se posan en tus manos.
Mece la espiga en la dorada mies
y marca con dulzura tus caminos
el viento, que corre muy temprano.
(Silvia Elena Valdés)
un altro giorno intrecciato di ghirlande
di foglie e fiori di mirto e rosse e gialle
con fiocchi rosa antico come il tempo
come antico il tempo che rapido diventa
futuro frammenti di cronometro tra un
respiro e l’altro tra ginestre che arrancano
sui muri come stelle cadute nella notte
senza luce a rallegrare polveri di selciato
la strada è sconnessa di pensieri insidiosi
scongelati dal sibilo di una voce lontana
che sembra uno stridore di cristalli o forse
uno spasmo doloroso di vita e di morte
che si confonde in una nuova attesa.
(Carmela Panariello Franchini)
En el repique del baile de la lluvia
Salimos a desbaratar el acecho de la inundación.
La calle sin sol abre su boca de barro
para tragarse los pies lelos y los distraídos.
El agua de arroyo no es mar ni río,
es un toro mítico que se levanta con la ira del aguacero,
tentando a los domadores de bestias
a lanzar nuestro cuerpo completo sobre el lomo de las aguas,
para seguir, como danzantes salvajes, el rumbo de las carreteras.
Las gotas vivas, apretando,
se nos vienen encima cada vez más fuerte,
más rápido,
Y las recibimos con los ojos abiertos
Y las manos en el aire
Saltando sobre las calles rotas
en el agua que no se niega.
Son las gotas de la tierra volcadas sobre nosotros
las que sacian sin morbo ni veneno,
son la fiesta para el baile inacabable
agualluvia.
(Alma Fernández)
Gambe allongate nel mare mosso,
Il mio viaggio inizia con il rumore capricioso delle onde.
Raggiungo l’ignoto del pensiero. Beatitudine selvaggia.
(Séverine Jouve)
¿Qué es esta redondez fría colgada sobre mis ojos?
Me ha dejado aquí un gigantesco simio, su mirada hueca
se pierde en las corrientes de aire
como el grito de un moribundo al fondo de un pozo.
Todo es insólito, un espacio yerto,
sin forma, sin colores.
Blancas marionetas van y vienen
como grullas de largo pescuezo inyectándole azúcar a la Realidad.
Dos manos de carnicero te traen hacia mí
envuelto en algo incomprensible: un manto de pléyades
o una bufanda de luces.
No reconozco nada en ti.
Las caricias de los bebés molusco se adhieren
a mi sueño con húmedas ventosas.
El milagro retrocede: noches infinitamente largas
esperándote.
Y el cielo abierto, mi amor –te me has caído del vientre–,
una vasija redonda con olor a sangre,
moldura exacta del primer llanto.
(Marisol Vera Guerra)
La spianata bianca è di fronte a me,
Oggi la luna piena rende il suo bianco splendente.
Come quella sera.
Inizio a passeggiare serena.
Un rivolo caldo liquido di bianco sale lungo la mia gamba,
Come una lusinga.
Piano piano sale dal piede già nudo alla caviglia,
Al polpaccio verso le cosce.
Lo guardo allibita.
Ed entra proprio lì, l’impertinente
Donandomi una gioia inconfessata
Era tanto che non sentivo tanta rilassatezza.
Il sorriso di una volta invade il mio volto.
Quello che avevo prima.
Lo guardo divertita,
Sono sempre pronta al gioco.
Mi accuccio per trastullarlo con un dito.
Il rivolo è diventato una pozza che sale lungo le mie braccia e gambe
mille rivoli si uniscono sull’addome.
Un bel calore mi invade.
La diversa umanità si ferma circondandomi
Sono felice estasiata da tutto il caldo bianco che ho addosso
Rido divertita.
Intorno a me visi sconvolti ma nessuno mi viene incontro.
Tutti basiti.
Non importa.
Guardo i volti a me sconosciuti,
Mi sdraio sul marmo e lentamente il caldo fluido mi invade.
Tutto un bozzolo intorno a me.
Finalmente vengo protetta.
(Lia Romano)
In mille sfumature vorrei
declinare in un tramonto,
su ali di farfalla farmi vento
e sparire nel silenzio all’orizzonte
come muta esala, a sera,
col sole, la luce.
(Stefania Musicò)
E’ nell’opera seduttiva della mente
che ti percorro
è nell’abbraccio silenzioso
che ti riconosco…
seguo il profumo del tuo corpo
svincolato da costrizioni e da veli
che si frappongono alla tua libera armonia
sei arpa
che suona soavemente fra le mie dita.
Materializzo in Te la ricerca della perfezione
perché così sei
nella Tua estrema bellezza
l’incarnazione della più totale imperfezione.
Sei apoteosi di un neo eccitante
sbavatura accattivante
quintessenza integra …
Universalitate.
(Antonella Monti)
Inganni.
Linguaggio. Dell’istinto e della emozione . Della evenienza e della circostanza. Plasmato. Nel rendere sorgiva la vita. Nel soccorrerla. Nel nutrirla.
Poi. Virtù oracolare. Della seduzione. Del lascito. Di pieghe di silenzi. Dove si annida il possibile. O il doveva essere.
Inganni. Qui. Ora. Di donne. Dove. Ogni pensiero. Ha un rovescio. Una rivelazione.
Il salvataggio. Di un ipotetico. Il dubbio. Del germoglio.
(franchini)
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it
Partecipano e pubblicano: Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña (Guatemala), Silvia Favaretto, Alma Fernández (Colombia) Marisol Vera Guerra (Massico),Séverine Jouve (Francia) Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Antonella Monti, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés (Messico)
© 2015 Manuela Agostinelli, Elízabeth Carranza Umaña, Silvia Favaretto, Alma Fernández, Marisol Vera Guerra, Séverine Jouve, Erica Liffredo, Elsabetta Malantrucco, Antonella Monti, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Caterina Reale, Lia Romano, Silvia Elena Valdés
Diritti d’autore riservati.
Soltanto ai fini della pubblicazione, in via transitoria, sono ceduti dalle autrici i diritti di utilizzazione economica di pertinenza.
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