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Ingannato e truffato

L’amara sensazione che si risveglia ogni volta che Renzi appare in TV, ripensando alle promesse del passato.

di Rosario Amico Roxas | 15 Agosto 2016

Quando mi capita di vedere (o subire) la presenza in un qualche servizio televisivo di Matteo Renzi, mi si risveglia l’amara sensazione di sentirmi “ingannato”  e  “truffato”.

L’inganno ha origini più remote e si riferisce alla campagna elettorale per le primarie del PD. Allora votai per Renzi, fiducioso della sua affermazione:  “Mai più larghe intese”; praticamente ebbi fiducia e fui tra quelli che lo votarono. L’inganno si svelò molto presto; quell’affermazione serviva solamente a carpire la buona fede di quanti non accettavamo l’ipotesi di una qualsiasi forma di incontro politico con la destra liberista di Berlusconi, nonché aprire la strada per la conquista di Palazzo Chigi, grazie a “furbate” indegne di un metodo democratico.

La presidenza del consiglio diventò un premio alla scorrettezza e permise di occupare il vertice del governo ad una persona non avallata dalla volontà popolare degli elettori.

Non appena seduto nella tanto anelata poltrona, Renzi rivelò l’inganno e si gettò con entusiasmo nell’esperimento dei “patti del nazareno”, affidando proprio a Berlusconi l’onere di dettare le regole del gioco e  i termini degli accordi, tra i quali la legge elettorale di nominati, escludendo il diritto degli elettori ad esprimere la propria volontà. Il gioco era riuscito e quanti lo abbiamo votato siamo rimasti truffati.

Arrivò, quindi, la truffa, nella quale non mi sono trovato coinvolto personalmente, ma solo immedesimandomi in quel migliaio di piccoli risparmiatori ai quali vennero proditoriamente sottratti i risparmi di una vita operosa di lavoro, per sanare una situazione bancaria provocata da personaggi discutibili che si erano serviti della medesima banca, la Banca Etruria  (o meglio Banda Etruria…!), per appropriarsi di ricchi appannaggi  e favorire  “clienti” amici e amici degli amici, che non avrebbero mai rimborsato i prestiti concessi. Fu chiaro a tutti che la manovra del Governo mirava non solamente a salvare la Banca, ma principalmente salvare dalla doverosa galera, i personaggi implicati nel default , tra i quali il padre della ministra Boschi, braccio destro del premier Renzi.

A pagare furono chiamati gli ingenui piccoli risparmiatori, colpevoli di aver creduto alle lusinghe di un maggior utile acquistando titoli della medesima Banca, destinati, coscientemente,a diventare carta straccia.

Mi chiedo come si fa a prestare, ancora, fiducia ad un simile personaggio che guarda alla sua insaziabile fame di potere, e alla protezione “ope legis” dei personaggi che ruotano intorno all’universo renziano ?

Se il referendum sullo stravolgimento della Costituzione dovesse veramente diventare un plebiscito che chiede l’allontanamento di Renzi dalle posizioni apicali usate a sproposito, allora varrà bene la pena presentarsi al seggio, affrontando il rischio di essere assimilati a gente come la Lega e Forza Italia, per votare NO a tale stravolgimento.

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: berlusconi, campagna elettorale, costituzione, governo, italia, lavoro, lega, legge elettorale, manovra, matteo renzi, palazzo chigi, pd, personaggi, presidenza del consiglio, primarie, referendum, renzi

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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