Devo confessare che leggo poco negli ultimi tempi. Libri intendo. Ma sono attivissima nella lettura dei social nei quali si può interloquire direttamente e in tempo reale, nonché strenua e indefessa osservatrice e ascoltatrice dei talk. Ebbene sì, in tv. E non me ne vergogno come tanti che considerano tv e social con aria schifiltosa e si sentono più intellettuali e colti prediligendo la carta stampata, con il suo profumo. Che, comunque è sempre piacevolissimo. Il mondo cambia, è cambiato, e, senza nulla togliere alla ricchezza e al valore di libri e giornali, credo sia importante acquisire notizie e informazioni dalla bocca, dalla viva voce di chi esprime ed esterna pensieri. Anche nella popolare, e non populista TV.
Detto questo, penso, molto. E ripenso ancora di più, finché non mi fuma il cervello. E cerco di farlo in maniera meno pregiudizievole possibile. Senza dogmatismi ideologici, ma sostenendo e strenuamente difendendo principi e ideali. Ho preso in giro, lo confesso, la piccola Greta. Non lei ma la gente che, a mio avviso, l’ha usata. Ma ho ascoltato, appunto in un tallk, Maurizio Molinari, che mi ha fatto riflettere. In modo semplicissimo , con la pacatezza che lo contraddistingue, ha detto qualcosa di ovvio come se avesse scoperto l’acqua calda. Ma ha messo in chiaro, che al di là di qualsiasi presa di posizione, di qualsiasi ideologia, il cambiamento del clima lo abbiamo sotto gli occhi e lo tocchiamo con mano. Come toccano con mano l’acqua dalle finestre i veneziani in aquagranda e quella dell’Arno dalle spallette degli Uffizi ammirando il ponte vecchio, i fiorentini, nelle ondate di piena, purtroppo molto, troppo, frequenti. Dunque auspica una visione lungimirante per la tutela di chi vive sulle rive di un corso d’acqua. Fiume, fiumiciattolo o rivo. Perchè quello che è accaduto nell’ultimo secolo e che molti di noi hanno vissuto, non era mai accaduto prima. E di questo fenomeno, anche i più strenui avversari della teoria del cambiamento climatico che sogghignano, e un po’ l’ho fatto anche io, devono prendere atto.
Anche le sardine appaiono, a detta di alcuni, condizionate, affiancate e promosse da parti politiche non ancora ben identificate. Sostengono infatti che i moti sarebbero assolutamente spontanei. E che le piazze si riempiono perchè qualcuno ha fatto un fischio, come il pifferaio magico. Ma ascoltandone alcuni rappresentanti, giovanissimi, appunto, nei talk, ci si rende conto che questo è alquanto improbabile. Spontanei forse, e appassionati, come ogni nuova generazione di ogni tempo, ma abbastanza pilotati e organizzati. Lo sapremo solo vivendo. Perchè ancora non è del tutto chiaro di quale colore sia la piazza Maggiore. E ormai tante altre.
Detto questo, cambio totalmente argomento, come di consueto usano dire i signori dei media.
E voglio parlare di una Signora. Una vecchia signora dolce e compassata che fa tenerezza, specie se si pensa alla sua infanzia e a ciò che all’epoca ha subito. E lo dico con sentito affetto. Ma, mi sono chiesta e mi chiedo. Che bisogno c’era di rinfocolare certi rancori, certi odi, con una commissione che i pù ormai considerano inutile, dato che leggi idonee a contrastare certi atteggiamenti e comportamenti esistono già. Lei stessa al Corriere dichiara: “Colgo l’ occasione per esprimere loro solidarietà» «Sarò un’ illusa, ma continuo ad auspicare che tutti si uniscano in un impegno bipartisan per prevenire le epidemie dell’ odio. Io ho sperimentato i danni che possono produrre”.
Oggi, parecchi gridano allo scandalo perchè la Liliana deve girare con la scorta, dando la colpa al bieco Salvini. Immagino che non sia davvero piacevole. Ma, chi l’ha usata, perchè questo si può anche ipotizzare, dovrebbe chiedersi se il gioco valeva davvero la candela. E, forse, avrebbe potuto, con maggiore buon senso e lungimiranza, considerare l’eventualità di rivalse di alcuni, spero pochi, imbecilli scriteriati che hanno poi prodotto questo effetto. E intanto Salvini cresce vieppiù. C’è modo e modo di combattere gli avversari. Spesso aggirando e non prendendo di punta. E, soprattutto non usando e abusando di persone intelligenti e sagge, quale si dimostra, ma non avevamo dubbi, la senatrice, aggiungendo che l’ avversario politico che la sinistra tende a “mostrificare” o “fascistizzare”, lo riconduce a collega e concittadino, quindi a suo pari. Parlando dell’ incontro riservato, avvenuto tra lei e Salvini, avverte infatti: «Incontrarsi e parlarsi, a maggior ragione tra due colleghi senatori e concittadini milanesi, più che un gesto di civiltà dovrebbe essere considerato un fatto normale».
In ultimo ma non ultimo, lo ius soli, trasformato in ius culturae. Che è già un passo avanti. Ma, dato che si osserva la disperazione di lavoratori dipendenti e imprenditori, gli uni che non ricevono lo stipendio, gli altri che non lo possono elargire, costretti a scegliere se onorare o irpef e gabelle varie o la giusta retribuzione dei dipendenti . Che lo stato, comunque non riceverà più dopo la chiusura e la relativa delocalizzazione delle fabbriche. Non è il momento anche se, come mi suggerisce un saggio amico feibukiano, si possono fare due cose insieme. Vero, gli italiani, nati e cresciuti geni, e lo hanno dimostrato in passato, ne sono capaci. Ma la burocrazia oggi li ha soffocati. Purtroppo. E insieme le lotte sindacali che per decenni hanno creato guelfi e ghibellini snza rendersi conto, realizzare che tutti siamo sulla stessa barca. e chi sta bene trascina, o dovrebbe, se onesto, trascinare su anche chi sta male. E non viceversa. Invece è stato scelto il viceversa.
Carla Ceretelli

Lascia un commento