• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

INDECISIONISMO MALEDETTO

di Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto | 3 Ottobre 2011

Non ho mai creduto fondate le lamentazioni di Berlusconi circa la mancanza di poteri sufficienti a governare che ha a disposizione, cui fa riferimento tutte le volte che, messo alle strette, è costretto ad ammettere che “si potrebbe fare di più”.

Intendiamoci, qualche ragione ci sarebbe, altri primi ministri europei dispongono di strumenti maggiori. È che l’attuale premier non ha nessuna credibilità nel fare questa affermazione, per il semplice motivo che non esercita i poteri che gli sono effettivamente attribuiti. Già, cari anti-berlusconiani dei miei stivali, il difetto del Cavaliere, per cui merita il cartellino rosso, non è di avere troppo potere o addirittura di prendersi poteri che non gli spetterebbero, ma al contrario di esercitare poco o niente (e per di più male, quando lo fa) il potere che ha.

Insomma, è un “potere debole”, non un “potere forte”. Può darsi sia lo spasmodico desiderio di piacere a tutti che da sempre lo pervade, ma comunque non ho dubbi che Berlusconi, al di là di come ama raccontarsi, sia un grande “indecisionista” – e che lo fosse anche da imprenditore, che è cosa diversa dall’essere quello straordinario creativo e venditore che invece è – e che il suo stare a Palazzo Chigi (per quel poco che ci sta, visto che non a caso passa gran parte del suo tempo in altri luoghi, irritualmente elevati a rango istituzionale) rappresenta un problema soprattutto per quello che non fa.

Il caso della Banca d’Italia, ancora priva della nomina del successore di Mario Draghi, ormai con le valigie in mano per andare a Francoforte, è la dimostrazione più lampante di questo maledetto indecisionismo. È solo uno dei tanti esempi, sia chiaro: un premier che ci mette cinque mesi per sostituire il ministro dello Sviluppo Economico, per poi scegliere uno dei vice dell’uscente, non aveva certo bisogno di quest’ultima vicenda per rivelarsi. Tuttavia, si sperava che i pericoli che corre il Paese proprio sul terreno finanziario, inducessero l’irresoluto premier a non perdere tempo. Io mi ero permesso di avvisarlo già a luglio, ai primi segnali di pressione speculativa sui nostri titoli di Stato. Ma, al pari di altri commentatori, non sono stato ascoltato.

Eppure già allora era chiaro che assecondare la solita abitudine italica di lasciar decantare le cose – che spesso significa lasciarle marcire – sarebbe stato un errore che si doveva assolutamente evitare di commettere. E per rinvio non intendevo riferirmi solo al limite massimo di novembre, quando formalmente Draghi prenderà il posto di Trichet alla Bce. No, intendevo dire: la scelta va fatta subito, senza indugi, non facciamo passare l’estate.

Non perché a Bankitalia mancasse la guida, ma perché decidere nel pieno della turbolenza speculativa avrebbe significato dare un segnale forte a chi stava giocando al ribasso su Bot e Btp e sui titoli bancari in Borsa. E che, non a caso, ha continuato e continua a farlo. D’altra parte, quando lo stesso premier ha affermato di aver predisposto la manovra d’emergenza sotto la pressione della Bce, che la pretendeva in cambio di un massiccio intervento calmieratore sul mercato secondario dei titoli di Stato, ha reso evidente che occorreva dare a chi si accingeva a guidare la banca centrale europea la certezza della continuità in Bankitalia.

Non si trattava, e non si tratta, di fare un piacere a Draghi mettendo a palazzo Koch un suo amico, come si sente dire, ma di stringere un patto di ferro con la Bce – dove non abbondano gli amici degli italiani – per arginare quanto più possibile la speculazione ed evitare così di finire in default. Stiamo parlando di evitare di fallire, non un obiettivo come un altro. E qualunque premier si sarebbe impegnato persino le mutande pur di riuscirci.

E siccome sia agli occhi dell’Eurotower che verso le cancellerie europee, ma anche nei confronti dei mercati, in ballo ci sono credibilità e fiducia, la prima cosa è dimostrare che siamo, o meglio che intendiamo diventare, un “paese normale”. E cosa c’è di più significativo che dare continuità gestionale a Bankitalia – una delle poche istituzioni italiane credibili, anzi così credibile da aver prodotto il nuovo presidente della Bce – nominando un dirigente interno, come lo stesso governatore uscente ha suggerito? Solo che Berlusconi prima se n’è uscito con un disarmante “non c’è premura, il termine è il primo novembre”, e poi ora che finalmente sembrava essere arrivato il momento di decidere, ha lasciato che la scelta si trasformasse in una penosa disputa tra Saccomanni e Grilli, due professionisti di grande prestigio che non meritano questa sorte. Con quel che ne consegue in termini di (ulteriore) sputtanamento del Paese.

Occorreva tenere la nomina del governatore di Bankitalia al di fuori dai giochi di palazzo, evitando di usare quella poltrona come merce di scambio o strumento di lotta politica. Bastava usare le prerogative che la legge non solo concede, ma impone, al premier. Lo faccia adesso, subito, signor presidente, prima che sia troppo tardi anche per lei.

Enrico Cisnetto (terzarepubblica.it)

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti