
Solo una visione disinformata sulla situazione politica venezuelana ed un’impostazione incompetente circa la natura del diritto internazionale può avere in queste ore generato un’indebita euforia sugli accadimenti dell’altro ieri a Caracas.
Il regime “bolivariano” è tutt’altro che prossimo allo schianto, nonostante sia stato tratto in arresto il capo della cupola politica Nicolas Maduro.
Se ciò non è accaduto, è innanzitutto dovuto al fatto che esso ha sempre avuto una conformazione assai complessa e totalmente lontana dalla comune percezione di cosa fosse quella dittatura.
Non lo era perché la genesi del Chavismo che ha lasciato in campo i suoi eredi fu tutt’altro che ideologica. Ed all’origine, guarda caso, ci sono proprio gli americani ed i loro interessi petroliferi che non hanno nascosto in queste ore per giustificare il loro interventismo.
Quando fu disarcionato Andrés Perez il Presidente Socialdemocratico, (ottimo amico dei socialisti italiani e di mio padre, che guidava una coalizione assieme ai democristiani), in ballo c’erano esattamente le concessioni petrolifere che egli negó alle major americane le quali reagirono alimentando e sostenendo un colpo di stato militare di stampo populista alla testa del quale si mise il comandante Chavez alleato con il resto dell’esercito sleale al governo; il Comandante però non rispondeva ai requisiti servili richiesti, tratto anch’egli in carcere fu liberato da una sommossa popolare dalla quale egli trasse ispirazione storica per trasformare uno squallido putch militare, condito con accuse infamanti di corruzione nei confronti di Perez (ricorda qualcosa?..), in una rivoluzione “bolivariana” dal segno socialistoide. Questo per la Storia.
Il gruppo di testa che ha governato il paese in questi anni sotto la pressione dell’embargo americano aveva ed ha anime diverse, sta prevalendo come si vede quella dialogante con Washington ( con buona pace della Machado) ha piegato un’opposizione divisa di suo attraverso l’uso spregiudicato della forza, ma si avviava ad un lento ma inesorabile declino. La spallata di Trump non ha generato la reazione popolare che si aspettavano , il paese continua ad essere diviso ma non vuole farsi imporre scelte proprie da poteri esterni;
il SudAmerica democratico é agitato per la rediviva dottrina Monroe messa in campo nella versione Mar-a-Lago ed infatti ieri ben sei Presidenti del Continente in una dichiarazione comune hanno espresso la loro preoccupazione, “di fronte a qualsiasi tentativo di controllo governativo, amministrazione o appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche, che sia incompatibile con il diritto internazionale e minacci la stabilità politica, economica e sociale della regione”
respingendo inoltre qualsiasi forma di ingerenza e ribadendo la volontà di mantenimento della pace e della sicurezza nel rispetto del Diritto Internazionale. Posizione sottoscritta anche dal Governo Spagnolo.
la Comunità Europea che pure avrebbe dovuto esprimere analoga preoccupazione é divisa come accade troppo spesso.
Serafica per esempio la posizione italiana: Palazzo Chigi ha detto che stava seguendo le evoluzioni della questione, dopo aver dichiarato “legittimo” il putch militare trumpiano ( 80 morti) Giorgia Meloni scorazzava con Santiago Abascal il leader neo-franchista nel centro di Madrid.
La Farnesina ha mantenuto la posizione in osservanza della visione di un Diritto Internazionale valevole “fino ad un certo punto”
Bobo Craxi

D’accordo salvo sulla definizione di “regime” bolivariano.
Fu definito regime anche quello dei governi di quadri e pentapartito nella prima repubblica…da qualcuno.
Oggi si fa del narcotrafficante a Maduro come ieri qualcuno dava del ladro a Bettino e a Andreotti del mafioso.
Sappiamo bene quale è la realtà dei fatti e come vengano volutamente distorti. A convenienza.
A rimetterci sempre i popoli e quei politici che hanno difeso sovranità, stabilità, pace sociale, indipendenza.
I mandanti?
Li ha individuati bene suo padre, Bettino Craxi, ultimo socialista europeo e italiano nel libro “Parigi Hammamet” e nelle cose che ha sempre detto e scritto.
La verità non smetterà di parlarci.
Ma dobbiamo essere in grado di ascoltarla e soprattutto di volerla vedere.
Senza ipocrisie.