• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

INCONTRI // Avanti così Firenze si estinguerà nel 2082: “Ma l’è tutto un gioco de’ numeri!”

Lo dice una ricerca sul calo demografico nelle metropoli su dati Istat. Ma noi siamo sicuri: la culla del Rinascimento rinascerà. Blog di Fabrizio Binacchi

di Fabrizio Binacchi | 11 Ottobre 2021

Ve l’immaginate Firenze senza i fiorentini? Ve l’immaginate Firenze senza residenti? Ve l’immaginate la culla del Rinascimento senza culle? Forse no, forse sì, forse ni. Avanti così, dice una proiezione demografica, Firenze si estinguerebbe nel 2082. Avete letto bene: nel 2082, fra 61 anni. Ripeto: nel 2082, non nel 2282, fra 61 anni non secoli, decenni.

Come si arriva, o meglio come si arriverebbe a tale scoppiettante e allarmante conclusione? Con i gelidi numeri. Saranno pure gelidi ma spesso sono al contempo fervidi. Oggi incontro il demografo, che è ovviamente più laconico del demiurgo. Il demografo parla per numeri e tendenze, number and trend. 

La ricerca, pubblicata dal Corriere della Sera, sulla base del primo censimento permanente annuale dell’Istat prende in considerazione le città più popolose d’Italia e l’accorto Roberto Volpi fa una specie di giochino che vale molto più di dieci seminari paludati sull’evoluzione demografica.

Il giochino è in questa domanda: perdendo abitanti al ritmo di quanto ne hanno persi tra il 1° gennaio 2018  e il 31 maggio 2021, quanti anni rimarrebbero ancora da sopravvivere alle grandi città italiane che hanno in bilancio demografico negativo? Firenze è la seconda a rischio estinzione accelerata dopo Catania.

Vediamo i numeri. Firenze contava al 1° gennaio 2018, sembra un secolo fa, 380948  abitanti, mentre al 31 maggio scorso il numero era sceso a 359527. Quindi una diminuzione di 21421 abitanti in 3 anni e 5 mesi. Meno 16,5 all’anno per mille abitanti. Il giochino sta nel calcolo proiettivo. O nella proiezione calcolata.

Avanti di questo passo, tenendo buono questo ritmo di riduzione la città si estinguerebbe in 61 anni, cioè nel 2082 Firenze non avrebbe più residenti definibili come tali. Certo ci sarebbero sempre i pendolari, i turisti, i pellegrini, i viaggiatori, gli studenti, i commercianti, i rappresentanti, gli incursori, gli incisori, i pittori, i fotografi, i passanti, i transitanti, gli astanti, ma sarebbero assenti i residenti. Residenti cercansi. Oh residente fiorentino perché stai fuggendo così repentino dalla culla del Rinascimento? Ma no, ma dai, ma non sarà possibile. Lo sguardo storico o come dicono adesso lo sguardo largo, largo agli sguardi, ci dice di stare accorti ma fiduciosi: nel periodo in cui Firenze è stata anche Capitale d’Italia, gli abitanti erano 200 mila. Nel 1971 arrivarono alla stratosferica cifra di 450 mila, più del doppio. Ora sotto i 360, mila. Ma meno 20 mila in 40 mesi. C’è di che esser offesi.

E’ un andamento temporaneo, un temporale andante, lo diceva anche Dante che Firenze va e viene, e sempre un’idea ci sovviene. Certo è, cari fiorentini, che questa previsione demografica non può lasciarci chetini-chetini. L’altra città italiana patrimonio dell’umanità e preda del turismo mondiale cioè Venezia, che tutti da anni danno in estinzione se non in quasi catastrofica immersione, secondo questa demo-previsione sopravvivrebbe il doppio di Firenze, 133 anni invece di 61. Scavallerebbe il secolo.

Intanto la vicina Prato, cheta-cheta, oltre che a farsi provincia a sé bastante, è passata dai 35 mila abitanti del 1861 ai quasi 68 mila del 1931 e, udite udite, ai 193 mila e più dello scorso maggio 2021. Prato punta ai duecento mila. La tendenza alla crescita è costante dal 2005 sempre sopra i 185.

Perugia e Brescia le più longeve 242 e 324 anni. Certo, come si evince (e di solito non si e-perde) è tutta una questione tra divisore e dividendo, tra numeri che fanno la lotta e coefficienti che si rincorrono. Ma no dai, vedrai, vedrai, che Firenze inverte la rotta e rotterà pure l’inverso. Ma dove vanno quelli che non stanno più a Firenze? Ma sono fiorentini che escono dalle mura gigliate o sono abbassate le nascite interne e aumentate le nascite esterne?

Concorso di cause, concorso di effetti, concorso o meglio concorsone generale per avere una idea e una riposta popolare per ripopolare rimpolpare Firenze, non sarebbe male. L’andamento demografico insieme con quello climatico sono due fattori da tenere d’occhio amici miei, e anche amici degli amici miei, perché i gelidi numeri e gli eventi avversi ci dicono che, se non si interviene, qualcosa di irrimediabile, secondo i nostri criteri, potrebbe avvenire. Come ad esempio la sparizione di una popolazione.

S’alza una voce tenoritica e stentorea: vedrai, vedrai, che la culla del Rinascimento rinascerà. Ce lo auguriamo. E non solo quella, speriamo. Invertire le tendenze in atto, è la frase che ricorre ma se ricorre solo la frase non è sufficiente. Devono ricorrere anche le azioni e i fatti, si deve concretizzare quel che si è pianificato e dare vita alle idee con la condivisione altrimenti rimane sogno o sognazione. Non allarmiamoci, Firenze come tante altre città vive di onde e di andamenti fluttuanti: nel 2001 gli abitanti erano 355315 ora 359527, si potrebbe dunque dire che in vent’anni sono cresciuti di 4000. Tutto relativo, tutto assoluto.

Dentro questo ventennio demografico c’è stata la punta, anche il puntone del 2015 quando gli abitanti di Firenze hanno raggiunto la quasi iperbolica cifra di 382808. Quindi con questi due parametri potremmo anche concludere che da sette anni il trend (oh pardon la tendenza) è sempre al ribasso e si sono persi per strada 23 mila fiorentini.

Vedremo che succede(rà) nel prossimo triennio, teniamo d’occhio le mura e speriamo che chi entra in Firenze rimanga di più e ci si affezioni e vi si permanga. Attenzione al badile e anche alla vanga. Gli orti periurbani possono essere sempre una bella soddisfazione per aumentare la verde proliferazione.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: 1861, anni, corriere della sera, dante, fiorentini, firenze, Prato, studenti

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti