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Incolliamo la macchina

L’uso di super collanti consente alle aziende automobilistiche di risparmiare decine di chili in rivetti e bulloneria.

di Oscar Bartoli | 15 Agosto 2016

2017-gmc-acadia-mov-exterior-substory-230x140-01Le macchine prodotte dalla GMC sono note tutto il mondo per la loro robustezza. All’inizio del prossimo anno saranno vendute sul mercato americano le nuove Acadia auto “incollate”.

Si tratta di una nuova tecnica derivata dal mondo aeronautico e utilizzata nell’assemblaggio del nuovo Boeing Dreamliner.

L’uso di super collanti consente alle aziende automobilistiche di risparmiare decine di chili in rivetti e bulloneria.

Come informa il New York Times in una sua inchiesta, i costruttori di auto in tutto il mondo, ma in particolare negli Stati Uniti, sono impegnati nel rispetto delle stringenti norme anti inquinamento.

Con l’esclusione di Toyota, il costruttore auto che ha immesso sui mercati mondiali il maggior numero di auto ibride utilizzando pacchi di mini batterie, i concorrenti si stanno orientando verso l’uso di batterie tradizionali portate a 48 volt dai 12 attuali.

Queste batterie consentono di utilizzare dei supporti ibridi che aiutano il motore termico nelle fasi di avviamento, percorso in città, lunghe percorrenze autostradali.

Il costo di queste batterie è ovviamente molto inferiore a quello delle power packs da 200 volts.

Altri costruttori stanno operando una drastica conversione della diffusa cultura americana che da sempre predilige motori a V6. Per venire incontro alle obiezioni della clientela media che vuole potenze sotto il proprio acceleratore, stanno rispolverando i turbo da inserire in motori a quattro cilindri.

General Motors insieme a Delfi, una sua consociata, ha realizzato dei software che permettono di escludere alcuni cilindri del motore in particolari fasi di utilizzo della vettura.

Già oggi la maggioranza delle auto sul mercato americano garantisce percorrenze di 25 miglia per gallone. Ma il traguardo è quello di arrivare entro il 2025 a raggiungere le 50 miglia a gallone.

Una strada lunga ma estremamente necessaria per ridurre il livello di inquinamento planetario che sta avendo pesanti ripercussioni sulla meteorologia con una alternanza stagionale che non corrisponde alla tradizione.

Le case automobilistiche, costrette a rispettare almeno in America le norme restrittive anti inquinamento della agenzia EPA, devono far conciliare queste esigenze di salute collettiva con i propri bilanci.

F 150 è il pick up più diffuso in America. Ford sta commercializzando la nuova versione ibrida che garantisce una percorrenza di quasi 25 miglia a gallone. E questo, per un veicolo da trasporto misto, è un risultato di grande interesse.

Pubblicato in : Primo pianoTag: macchine, mercati, mercato, mondo, new york times, stati uniti

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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