
Alla base del problema, penso che debbano sempre prevalere due cose, all’apparenza semplici e scontate ma che in realtà non lo sono poi granché: Il buon senso e il rispetto.
Il primo dovrebbe ispirare i comportamenti di tutti nei vari ruoli che essi ricoprono, compreso naturalmente quello degli amministratori. Il rispetto dovrebbe essere rivolto agli altri in primo luogo, ma più in generale alle regole, che vi sono con lo scopo di tutelare, armonizzandole, le molteplici esigenze e fattispecie che investono la vita di una città, nel variegato e complicato mondo in cui viviamo. Purtroppo, e lo constato con rammarico, spesso vengono a mancare entrambi, creando quegli inevitabili disagi e malumori che i cittadini palesano.
Il buon senso del resto è un po’ come il coraggio “manzoniano”: chi non ce l’ha è difficile che se lo faccia venire; sulle regole il discorso può e deve essere diverso.
Leggi, norme e regolamenti sui comportamenti consoni a una civile convivenza non mancano, a tutela dei luoghi e delle persone. Sarebbe opportuno ed auspicabile che le norme venissero interiorizzate” in modo da poter contribuire, ognuno con la propria individualità, a realizzare la più utopica delle autodiscipline, tale da rendere superflua la presenza dei controllori delle regole, e col tempo il bisogno stesso di esse, e di essi.
Sappiamo bene però che la realtà è assai diversa e che le regole, quando necessita, devono essere applicate. Tutto qua. La pubblica amministrazione, soprattutto se “illuminata”, non deve certo far mancare il proprio impegno in svariate azioni educative e di orientamento, soprattutto rivolte ai più giovani. Ma quando sia il caso, le regole che sono alla base di una civile convivenza debbono essere fatte rispettare, dagli organi a ciò preposti.
So bene che spesso è più facile a dirsi che a farsi, ma francamente per risolvere, o almeno mitigare tanti piccoli o più seri problemi che alimentano nelle persone un senso di disagio, di insicurezza, fino in qualche caso ad influenzarne la qualità della vita, ci vogliono azioni mirate e concrete, demandate a chi ne ha il compito.
Non si tratta di farsi travolgere da posizioni allarmistiche o, peggio, strumentali, ma di usare il buon senso a tutela del bene pubblico e della cittadinanza.

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