Siamo entrati nel vivo della “campagna elettorale”: una girandola di incontri, di aperitivi, di cene. Bello incontrare così tante persone.

Molti degli intervenuti li conoscevo, altrettanti per me erano nuovi. Alcuni amici hanno preso la parola per spiegare il senso della mia candidatura: Gianni Conti, Silvano Gori, Adriano Fratini e poi naturalmente io. Un bell’abbraccio di una piccola folla entusiasta.
Ma l’appuntamento più simpatico della settimana, a parte la levataccia, è stato una mattina al TG delle 7.30 di Italia 7, dove ero invitato a commentare le notizie del giorno insieme con un giovane candidato della lista Totaro e con la candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle. Si è parlato ancora una volta del mostro di Ugnano, che ancora non era stato catturato e poi dell’aeroporto e della diatriba fra Firenze e Pisa.
Sulla necessità di garantire meglio la sicurezza delle nostre periferie e dei cittadini ci siamo trovati tutti d’accordo: mettiamo più vigili per le strade e leviamoli dalle scrivanie, abbiamo convenuto. Sulla legalità il giovane ha attaccato la signora 5 stelle, accusandola di aver partecipato ad un’occupazione illegale. Ho assistito ad un breve battibecco e sono sbottato, rimproverando il ragazzo perché interrompeva continuamente la signora che cercava di parlare. Non è mio costume interrompere gli altri né tollero che lo si faccia. Ho dunque richiamato al rispetto ed alla civiltà della discussione. Il giovane non ha più interrotto nessuno, gliene do atto: è stato bravo. Tutti infine ci siamo trovati d’accordo sul fatto che il rispetto della legalità è condizione essenziale per la convivenza civile.
Sull’aeroporto le posizioni mia e della 5 stelle si sono rivelate invece agli antipodi. Lei ha cominciato a tirar fuori la storia che la nuova pista porterebbe solo inquinamento e per questo sarebbe da boicottare. Io ho fatto presente che negli ultimi anni Firenze ha avviato un deciso programma di rinnovamento infrastrutturale, che sarà decisivo per un nuovo decollo economico della nostra area. Si tratta di un insieme sinergico di opere, che vanno viste come parti di un sistema e non slegate fra loro: il completamento della terza corsia autostradale con gli interventi complementari sulla rete stradale comunale, le opere per l’alta velocità ferroviaria, la linea due della tramvia che collegherà aeroporto e centro storico, i parcheggi, il teatro dell’Opera. Il potenziamento dell’aeroporto è un tassello essenziale e imprescindibile di questo programma: si è ampliata già l’aerostazione, ora tocca alla nuova pista, che eviti la pericolosità di quella attuale e consenta una maggior continuità di utilizzo. La signora ha replicato: i turisti a Firenze verranno anche senza aeroporto. E’ stato facile ricordarle che l’aeroporto non serve solo ai turisti, ma è essenziale per la vivacità dell’economia, per le nostre imprese, per il successo dei congressi, delle fiere, delle manifestazioni legate alla moda.
Qualcuno ha infine ironizzato sulla terza inaugurazione dell’Opera. In realtà, ho fatto notare, il nuovo teatro è già stato utilizzato, non si è trattato di inaugurazioni fasulle. Ora abbiamo completato anche l’ultima fase dei lavori. La 5 stelle mi ha chiesto che bisogno avevamo di questa struttura. Le ho risposto ricordandole la vergogna di un teatro che da decenni occupava col retro palcoscenico provvisorio una sede stradale ottocentesca. Le ho ricordato che finalmente a Firenze si ricomincia a fare architettura moderna. La città non è più ferma alla stazione di Michelucci, si sta un po’ per volta rinnovando e rialzando la testa.
E poi la settimana si è conclusa venerdi con un ultimo evento facile facile, slegato per la verità dalla politica: la presentazione alla libreria Salvemini del mio ultimo libro. Si intitola “Le sette colonne della Sapienza. Arti ed Alchimia nel campanile di Giotto”. E lì, con un pubblico attento, ho ritrovato il mondo che preferisco, quello assetato di conoscenza.

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