Abbiamo atteso con pazienza l’arrivo dei top manager che avrebbero consigliato il presidente del consiglio dei ministri ed i ministri medesimi sulle linee guida da seguire e in fase di uscita , di risalita, di ripresa dalla crisi economico sanitaria prodotta dalla emergenza covid 19 altresì detta coronavirus.
Ma, andando avanti, ci siamo resi conto della totale mancanza di schiarite e luci in fondo al tunnel. Siamo altresì entrati in un vortice nebuloso, un tornado, uno tsunami di indicazioni raccomandazioni piuttosto che minacce, dai quali nessuno, perfino chi li ha creati, riesce ad uscire. E ci siamo ritrovati ingrippati e imbrigliati in una serie raggomitolata di regole che non si sa davvero come poter rispettare. Non per cattiva volontà. Non tanto per le difficoltà e gli eccessi delle medesime, giustificati dal rischio di un ritorno dei picchi di pandemia, ma proprio perché nemmeno il labirinto d’antica memoria, le supera nel trovare via d’uscita. Spesso per assoluta incomprensione. E nessuna Arianna in vista per liberarci e portarci fuori. Ma solo un terribile Minotauro all’orizzonte. Siamo dunque arrivati a temere non tanto di contrarre il mostriciattolo che comunque pare vieppiù allontanarsi, bensì il ritrovarsi nel dedalo di regole tanto da non sapere come uscire di casa in serenità. Sarebbe semplice dunque ammonire con dolcezza il cittadino: non obbligando bensì raccomandando di indossare maschera e guanti, pare ora in luoghi chiusi ma non all’aperto, dal giorno X, quello della liberazione, e osservare il distanziamento sociale. All’aperto un metro circa al chiuso circa due. Invitando dunque a non parlarsi vis a vis ma con la testa piegata di lato per evitare di sputarsi addosso le famose goccioline.
Ah, dimenticavo il lavaggio delle mani dopo avere toccato qualsivoglia oggetto fuori casa o che entra in casa dall’esterno. Che sembra davvero l’unica reale difesa.
Stavamo dunque studiando il decalogo all’ennesima potenza delle regole, con grande solerzia, quando ci balza agli occhi la ferale notizia.
I sessantenni potrebbero e dovrebbero riprendere una vita normale, seppur rivista e corretta, anche lavorativa, nonché socializzare sempre a debita distanza. Si ma scaglionati e per ultimi. Dunque allungare i tempi di isolamento, non è dato sapere di quanto. C’è chi ha inteso e intravisto addirittura una sorta di prepensionamento. Tanto è complicata la comunicazione e, dunque, l’informazione. Come quelle di tutti i dpcm che hanno tenute nascoste nei meandri di norme e codicilli, le indicazioni fondamentali.
Ci stavamo riprendendo dallo shock, noi datati , quando ci giunge un’altra ipotesi comportamentale. Ipotesi, naturalmente.
Gli ultrasettantenni potrebbero/dovrebbero uscire di casa dalle 10, 30 alle 18. Per non incontrarsi/scontrarsi con i lavoratori.
Insomma l’idea brillante sarebbe quella di turnare le uscite chiudendo i vecchi in casa dopo le 18. Vecchi capaci di intendere e di volere. Giovani e maturi liberi H24. Dunque senza alcun turno da osservare e senza regole di sorta. Comprendiamo che il fine potrebbe essere giustificato. Sarebbe più carino chiedere ai saggi vecchi di autolimitarsi. Senza intimare il coprifuoco alle 18 a una parte della popolazione su citeri anagrafici. Nemmeno il duce aveva osato tanto. Forse Hitler.
Sono stata reclusa volontariamente per quasi due mesi. Ho sposato la causa e in autodisciplina ho fatto ciò che ritenevo giusto. Dato che me lo potevo permettere, non dovendo lavorare. Ma il troppo…Quando ho sentito l’ipotesi di clausura obbligatoria in base a l’età mi sono risvegliata dal torpore.
Ci manca il criterio di apartheid di genere e siamo a posto. E la tanto vituperata discriminazione la fa/farebbe da padrone. Il condizionale è d’obbligo, ma solo averla pensata è aberrante.
Cenni sull’economia domestica. Due parole sull’economia europea.
Intanto a Bruxelles, recovery fund urgente, ok UE alla richiesta di Conte senza uno straccio di piano. Merkel sostiene che sono tutti d’accordo sullo strumento. Il disaccordo è su come finanziarlo. E dici poco.
Tutti d’accordo sulla pace nel mondo. Il disaccordo è su come raggiungerla.
Occhio, sono già stati costretti ad aggiustare il tiro. UE ha detto si a Conte ma “restano divisioni”.
Carla Ceretelli

Apprezzo in parte.
A proposito di chiarezza – che equivale a trasparenza – : per quelli che leggono l’Inglese, di seguito le norme pubblicate qualche giorno fa dagli Olandesi, così disprezzati dai nostri chiacchieroni sovranisti, ma certamente non vaghi ed oscillanti come molti dei nostri dirigenti:
https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands
PS: sull’Europa: ma se l’Italia regina autonominata del Mediterraneo ricevesse una richiesta di finanziamento straordinario a fondo perduto dalla Libia, dalla Tunisia o dall’Albania, cosa farebbe?