• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Imperialismi, classe politica e un viaggio in Quatar

La Cina, senza sparare un colpo, é un formidabile sviluppatore e sostenitore di colonie, nel silenzio della nostra politica e della nostra informazione, che pur si occupano costantemente dell’Africa e delle sue popolazioni.

di Vincenzo Olita | 8 Aprile 2019

Sono trascorsi poco più di dieci giorni dalla visita in Italia del Presidente cinese quando solamente Società Libera e il Partito Radicale, in una Roma blindata, riuscirono a manifestare il proprio dissenso. Tutto si è chetato. La retorica di un modesto Presidente del Consiglio che presiede ma non governa, l’enfasi e il fanciullesco entusiasmo del suo vice 5Stelle, l’ingenua e fondamentalmente falsa presa di distanza del vice leghista, utile solo agli equilibrismi interni al governo, la scaltra mossa vaticana per riceverlo al di là del Tevere che, con più astuta diplomazia, i cinesi hanno rigirato in un invito a Pechino.

L’intero nostro mondo politico aveva già ignorato sul nascere l’affronto che Francia e Germania, con il supporto attivo di Juncher, ci avevano riservato incontrando Xi Jinping in veste di massimi rappresentanti dell’Europa. Il Governo si è molto speso per convincerci che con i cinesi faremo buoni affari. Può darsi, ma a quale prezzo?

La Cina, senza sparare un colpo, é un formidabile sviluppatore e sostenitore di colonie, nel silenzio della nostra politica e della nostra informazione, che pur si occupano costantemente dell’Africa e delle sue popolazioni. L’Africa, appunto, la zona del mondo, al di fuori del continente asiatico, in cui più consistenti e articolati sono interessi, investimenti e penetrazione dell’impero cinese che la sua stessa dirigenza ha definito “un nuovo modello di partecipazione strategica”. Sostanzialmente ventennale, anche se i primi rapporti di cooperazione risalgono agli anni ’60, il coinvolgimento cinese nel 2000 vide la nascita del Forum on China-Africa Cooperation – FOCAC, un meccanismo economico finanziario per la cooperazione che interessa ormai 40 dei 54 Paesi del continente.

In 36 di essi operano diecimila imprese cinesi che, tra l’altro, assicurano alla Cina l’80% delle risorse mondiali di rame, il 70% del legname africano e il 90% del cobalto, di cui l’Africa possiede il 60% delle riserve mondiali, l’uranio tanzaniano, il petrolio angolano e nigeriano e altre innumerevoli materie prime.

Dalla Guinea Equatoriale e Nigeria a ovest, all’Egitto, Sudan, Etiopia e Gibuti a nord est, dal Gabon, Angola e Congo a sud ovest, al Monzambico, Zambia,  Kenya, Tanzania e Sudafrica vi é stato, e continua ad esserci, un massiccio investimento in infrastrutture, che portano l’impegno annuo di Pechino in Africa a circa 50 miliardi di dollari, facendo della Cina il primo partner economico. Dighe, gasdotti, porti, aeroporti, linee ferroviarie, la Mombasa-Nairobi, la Gibuti-Addis Abeba e una moderna linea tramviaria nella capitale etiope, da poco completate, sono l’evidente e poderoso investimento in infrastrutture che, unitamente a un’estesa politica dei prestiti a tassi d’interesse estremamente bassi, sono la plastica attuazione della strategia di penetrazione dell’economia cinese in Africa. Penetrazione non solo economica vista la recente apertura a Gibuti di una base navale militare e il trasferimento, negli ultimi anni, di circa un milione di cinesi.

E l’Europa? Il Presidente del Parlamento europeo, il berlusconiano Antonio Tajani, al termine del Consiglio Europeo del 29 giugno a Bruxelles, si disse soddisfatto per il trasferimento di 500 milioni di euro al Fondo fiduciario dell’ Ue per l’Africa.

La Cina è in Africa, Tajani gioca a Monopoli e l’inconsapevole Conte, dopo aver ossequiato Xi Jinping, omaggia il Qatar tralasciando che il paese, oltre ad aver realizzato una colossale e brutta speculazione edilizia nel centro di Milano, finanzia con decine di milioni la costruzione di moschee e centri islamici in Italia.

Vincenzo Olita    (Società Libera on line)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, bruxelles, cina, classe politica, euro, europa, francia, germania, governo, informazione, italia, milano, mondo, parlamento, partito radicale, presidente del consiglio, roma

Info Vincenzo Olita

Laureato in sociologia, si è occupato di sociologia del lavoro e di gestione delle risorse umane in aziende di grandi dimensioni. Dirigente del Partito Repubblicano, è stato Consigliere regionale in Lombardia. Negli anni ‘90 ha fondato il mensile Nuove Direzioni e dato vita alla casa editrice di matrice liberale Società Aperta. Interessato alla sociologia politica, nel 1997 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Società Libera, di cui diventa presidente nel 2016, un esempio di istituzione privata che si occupa di cultura politica senza essere parte politica. Dal 1998 ad oggi è Direttore di Società Libera

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti