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Imperativo: abbassare il prezzo del barile

di Oscar Bartoli | 26 Marzo 2012

“Se vai a Roma, ci dice un’amica appena rientrata dalla capitale italiana, troverai che il traffico si e’ dimezzato per colpa della crisi e dell’alto prezzo dei carburanti.” A parte la solita atavica maleducazione di tanti cittadini della Caput Mundi, a parte il solito dito medio sventolato se uno allo stop si ferma davvero secondo le sempre piu’ severe regole americane, a parte i motorini e gli scooters che scodinzolano inerpicandosi in ogni anfratto lasciato libero tra le auto, a parte tutto insomma: in effetti stiamo notando in questi giorni di permanenza romana che il volume di traffico e’ inferiore rispetto a qualche mese fa.

Con il barile di petrolio che ha superato i 128 dollari sono gli stessi paesi produttori che stanno correndo ai ripari per arginare la crisi. Non possiamo dire che le auto ibride stiano contribuendo alla riduzione dei consumi di combustibile. Il loro numero e’ ancora minimo rispetto alla massa totale dei veicoli circolanti a livello mondiale. Ma una modifica nella cultura della benzina facile si sta ormai verificando anche in America dove la soglia dei 5 dollari a gallone e’ ormai vicina e spaventa milioni di persone che ogni giorno devono fare decine di miglia per andare a lavorare.

Le notizie che arrivano dall’Arabia Saudita sono infatti chiarificatrici: i principi del regno hanno deciso di reperire sul mercato il maggior numero di petroliere da indirizzare verso gli Stati Uniti; hanno riattivato i vecchi giacimenti perforati nel 1938 che avevano messo in naftalina e stanno facendo pressioni sugli Emirati e sul Kuwait perche’ a loro volta diano impulso all’estrazione del petrolio.

Il pericolo per i produttori di oil e’ che, complici le sanzioni applicate all’Iran, si dia un nuovo impulso alle ricerche di fonti energetiche alternative rispetto a quelle tradizionali derivate dal petrolio.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marcus Prometheus

    27 Marzo 2012 alle 19:40

    Abbassare (drasticamente) il prezzo del barile non si puo’. Gia’ i puri costi di estrazione in tutto il mondo sono stratosferici perche’ adesso si cerca il petrolio in zone difficili ed a profondita’ sempre maggiori dato che il petrolio facile e’ quasi tutto esaurito.
    Invece:
    Abbassare (drasticamente) il prezzo dell’energia elettrica inclusa quella necessaria a far marciare tutti i trasporti terrestri riscaldamenti e consumi industriali attualmente a gas o a petrolio si puo’ grazie a brevetti italiani gia’ in fase di sperimentazione INDUSTRIALE che sfruttano a bassissimo costo quel giacimento immenso di energia costituito dal vento di alta quota (troposferico, niente massicce torri eoliche).

    Non sono favole. Entrate sul sito KiteGen.com

    La tecnologia Kite Gen® costituisce una evoluzione, o meglio un superamento, del modo attuale di sfruttamento dell’energia eolica. Si tratta di un progetto radicalmente innovativo, che potrà dimostrarsi in grado di battere, qualitativamente e quantitativamente, le prestazioni ottenibili dalle altre fonti rinnovabili, rendendo queste ultime competitive e concretamente sufficienti a risolvere la crisi energetica mondiale.Kite Gen Research è impegnata dal 2006 nello sviluppo di una nuova tecnologia per la trasformazione dell’energia del vento di alta quota in energia elettrica.

    Grazie alla disponibilità di vento in alta quota ed attraverso il Kite Gen®, sarà possibile fornire, in ogni territorio, quantità di energia anche superiori a quelle di fonte fossile o nucleare attualmente utilizzate e ciò senza grandi strutture, senza creare pericoli per l’uomo, senza creare danni ambientali, senza danneggiare l’avifauna e ad un costo competitivo con quelli attuali di mercato.

    Entrate sul sito KiteGen.com

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