Si chiama “Artificial Virginity Hymen Kit. Costa 30 dollari ed e’ distribuito
dalla Gigimo, un ditta cinese. Consente alle donne appena sposate di far
credere al marito che sono intatte e che non hanno mai fatto sesso
prematrimoniale. Ampiamente diffuso in alcuni paesi mediorientali dove la
cultura prevalente e ‘ che la donna deve presentarsi illibata al matrimonio,
sta scatenando reazioni esagitate in Egitto dove il problema e’ arrivato
addirittura in parlamento. Tutto e’ cominciato quando un reporter di una radio
olandese ha tradotto in arabo il testo pubblicitario del prodotto cinese. Molte
donne arabe si vedono costrette a ricorrerere al chirurgo plastico per
ricostruire l’imene. A Parigi e’ sorta una vera e propria industria per far
fronte alla domanda di giovani donne che se lo possono permettere
economicamente dato che un intervento costa centinaia di dollari. Ma per tutte
le altre diseredate il kit cinese puo’ in qualche modo sopperire alla bisogna.
Sempre che il marito non mangi la foglia e si fidi del risultato finale con
tanto di testimonianza sanguigna sul talamo nuziale. Nei paesi arabi la
scoperta da parte del marito che la sposa ha avuto precedenti rapporti, puo’
portare al ripudio ed alla restituzione alla famiglia della giovane, fino
all’uccisione. Un secolo fa nei bassi napoletani le madri delle spose erano
solite sacrificare un pollo col sangue del quale macchiavano le lenzuola della
prima notte da esporrre alla curiosita’ del vicinato.
IMENE INTATTA PER 30 DOLLARI
Si chiama “Artificial Virginity Hymen Kit. Costa 30 dollari ed e’ distribuito dalla Gigimo, un ditta cinese. Consente alle donne appena sposate di far credere al marito che sono intatte e che non hanno mai fatto sesso prematrimoniale.

Caro Nicola, posso pensarne solo il peggio. In prima istanza mi verrebbe da dire che servirebbe un kit per ricostruire le teste, più che l’imene, ma visto che al trapianto di cervello ancora, purtroppo, non siamo arrivati, direi che si rientra nel solco del pezzo che ho scritto la scorsa settimana a proposito delle ragazze marocchine uccise dai padri che le consideravano causa di disonore. Nel nostro paese abbiamo vissuto queste ristrettezze mentali, compreso il tragico delitto d’onore, ma le abbiamo anche superate, tanto che penso che oggi se un uomo si ritrovasse con una potenziale futura moglie vergine forse temerebbe che in lei ci fosse qualcosa che non va….scherzi a parte, questo è uno degli aspetti di una non- cultura che impone un concetto della donna come minus habens, totalmente sottomessa all’uomo ed alla propria famiglia di origine e del tutto priva di diritti e di tutele. Se questo accade in altri paesi, certamente dobbiamo parlarne per sottolineare una distanza culturale in tema di diritti della persona francamente abissale, ma io mi chiedo: siamo sicuri che non accada anche nel nostro paese?! E questo mi preoccuperebbe anche di più.
Chissà se Chiara Boriosi ha letto questa notizia. Mi piacerebbe vedere un commento dei suoi!