«Nell’immaginario di molti la figura del beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster è immersa quasi in un alone di luce, al cui interno si disegna un profilo esile e piuttosto etereo, in dialogo con l’eterno e l’infinito […] È, questo anche il ricordo di chi ora sta premettendo poche righe di introduzione a uno studio molto accurato e originale […] Elena Nobili punta il suo obiettivo di analisi su un vasto arco storico dell’esistenza di Schuster che non è mai stato pienamente attraversato dalla ricerca storiografica».
Dalla Prefazione di Gianfranco Ravasi
Abate nel monastero benedettino di San Paolo a Roma, notissimo come arcivescovo di Milano dal 1930 al 1954, Schuster rivestì anche un ruolo importante nel dibattito che animò la Chiesa cattolica nei primi decenni del secolo scorso. Un periodo durante il quale egli, dimostrando doti eccezionali come archeologo, storico, liturgista, si adoperò per una riscoperta delle radici ebraiche del cristianesimo, del legame con l’Oriente, della prima tradizione patristica. Apprezzato da diversi papi – Pio X, Benedetto XV e Pio XI – si mosse nella direzione di una riforma della Chiesa che anticipò alcune posizioni poi affermate dal Concilio Vaticano II. Dalle pagine di questo volume si profila, inaspettatamente, la figura di un protagonista del dibattito cattolico contemporaneo.
Elena Nobili (1980) collabora con la cattedra di Storia contemporanea all’Università Cattolica di Milano. È dottore di ricerca in Scienze storiche filologiche e letterarie dell’Europa e del Mediterraneo e diplomata alla Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte. Tra le sue pubblicazioni: La parabola di un’illusione. Il cardinal Schuster dalla guerra d’Etiopia alle leggi razziali (Milano 2005) e «Vescovi lombardi e consenso alla guerra: il cardinal Schuster», in R. Bottoni (a cura di), L’Impero fascista. Italia ed Etiopia (1935-1941) (Bologna 2008).

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