
Il vocabolario della destra si arricchisce ogni giorno di frasi che tendono a minare le fondamenta di quei diritti per i quali si è combattuto contro tutto e tutti e che sta trascinando l’Italia nel Medioevo. Le “parole sono importanti” diceva Nanni Moretti. Le parole sono importanti e soprattutto valgono. Le parole rappresentano uno dei grandi privilegi dell’uomo, gli consentono di comunicare, tramandare saperi, suscitare emozioni, come spiegano bene i due noti linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota nel loro libro, “Le parole valgono” (Treccani). Ieri era Pillon, noto intellettuale della Lega oggi è il giornalista Andrea Giambruno – anche marito della premier Meloni -. La raffica di frasi pronunciate da questi signori, aderiscono a un pensiero unico che rischia di diventare un alfabeto pericoloso.
Già lo avevamo intuito quando, dopo l’insediamento, il Governo iniziò a cambiare o aggiungere nomi nuovi ai ministeri. Da quel “made in Italy” scritto orgogliosamente in inglese perché “prodotto in Italia” suonava meno fashion; a quel Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che pure a qualcuno di sinistra sembrò corretto utilizzare la parola “sovranità”. Piccoli gesti linguistici che la dicevano lunga sulle volgarità che avremo poi ascoltato nel corso della legislatura.
Oggi ci si scandalizza delle parole pronunciate da Giambruno che dice, in estrema sintesi: donne non ubriacatevi altrimenti sarete preda del lupo. Per l’esattezza la frase è: se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti di incorrere in determinate problematiche e poi rischi effettivamente che il lupo lo trovi. Ma cosa ci si attendeva dal marito della Meloni che ci aveva già trascinato nel fango la categoria dei giornalisti quando alle critiche sull’accoglienza dei Paesi del sud Europa espressa dal ministro della Sanità tedesco Karl Lauterbach, rispose piccato: “Se non ti sta bene stai a casa tua. Stai nella Foresta Nera”.
Insomma un vocabolario ricco e colorito che si mantiene sempre aggiornato. Iniziamo con ministro Lollobrigida, quello alla sovranità alimentare, che nei giorni scorsi ha sentenziato che “in Italia chi è più povero mangia meglio”. Ma Lollobrigida è anche il ministro della “sostituzione etnica” quello che disse: “Il modo è costruire un welfare che permetta di lavorare e di avere una famiglia, sostenere le giovani coppie a trovare l’occupazione. Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada”. Perfetto. Poi però ammise – all’Huffington Post – che non era “razzista” ma solo “ignorante”. Ma va! Ma Lollobrigida fu anche quello che i percettori di reddito di cittadinanza dovevano andare a lavorare nei campi invece di “starsene seduti comodi sul divano di casa” e fu anche quello che sosteneva l’abbattimento dei grandi carnivori: “se trent’anni anni fa alcune specie erano in via di estinzione, oggi sono sovrabbondanti, quindi bisogna affrontare il problema con pragmatismo e senza ideologismi, che hanno invece spesso reso impossibili attività virtuose come allevamento e agricoltura e tutto quello che vi è connesso come filiera”. Ecco a noi farebbe piacere capire quali sono i dati di Lollobrigida per sostenere che i lupi sono “sovrabbondanti”, perché gli animalisti sostengono che non sia proprio così. L’unico dato che abbiamo, è quello (governativo) sulla presenza dei lupi in Italia. Sapete quanti sono? 3300 in tutto. E poi ancora, per rimanere nel “made in Lollobrigida” le frasi: “I turisti vengono in Italia più per i prodotti agricoli che per i musei” e “I cuochi sono i primi patrioti d’Italia”. Ma solo quelli che cucinano in maniera tradizionale.
Facciamo un tuffo indietro. Parliamo di Fontana. Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati. Esponente di primo piano della Lega. Qui entriamo nel campo della difesa della famiglia tradizionale che come un blazer blu, non passa mai di moda. “Le famiglie gay non esistono. Ora più bambini e meno aborti” disse Lorenzo nel 2018. E l’anno prima, in un video su YouTube, poi rimosso, disse: “Vogliamo un’Europa dove il matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati a una mamma e un papà! Le altre schifezze non le vogliamo neanche sentirle nominare” e sempre sullo stesso tono: “Credo che le élites che governano l’Unione europea abbiano un mandato preciso, quello di distruggere la famiglia, che è la cellula della comunità e dei popoli. Vogliono creare un’Europa con cosiddette famiglie di altro genere, diverse da quella naturale”. Fontana fa il paio con Pillon. Ve lo ricordate il senatore leghista? Noi ci ricordiamo soprattutto qualche sua uscita. Quella più divertente – ma che non faceva affatto ridere – fu quella su Sanremo. Il Festival della canzone anno 2021 fu definito: “Un ossessivo gay pride”. Pietra dello scandalo il bacio tra Achille Lauro e il suo chitarrista Boss Doms nel corso della quarta serata della manifestazione canora. “Anche quest’anno – disse Pillon – il festival viene invaso da baci omosex, sermoni sulla bellezza della transizione sessuale, continuo ammiccamento LGBT, divetti trash che si impiumano e bestemmiano la religione cristiana… Capirai che novità… Tutto già visto”. Sogno un festival di Sanremo che sia momento di arte, di musica, di bellezza. Sono stanco di vedere il palco dell’Ariston trasformato in megafono per le follie Gender. Perché il massimo evento musicale italiano deve diventare anno dopo anno una sorta di ossessivo gay pride? Lo so, abbiamo problemi molto più seri, ma quelli sono pur sempre soldi pubblici, e non possono essere usati per promuovere le false ideologie di parte. Chiedo troppo?”. Amen. Anche perché per l’allora senatore della Repubblica Italiana, il mondo è molto più semplice: “i ragazzi devono studiare ingegneria, mentre le femmine le materie dell’accudimento”. Ecco risolta la parità. Sempre in casa leghista anche una perla di saggezza dell’europarlamentare Simona Baldassarre che si scagliò contro la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “Cerca i voti delle lobby gay. Da Bruxelles stanno cercando di allungare la loro mano ideologica sui paesi dell’Unione. In cambio di una manciata di voti di qualche gruppo radical-chic e delle lobby arcobaleno, sono disposti a calpestare il diritto di pensare che ogni bambino abbia bisogno di una mamma e di un papà”.
E poi c’è tutto il vocabolario pubblicato nel libro del generale Roberto Vannacci. Il militare sconosciuto ai più, che all’improvviso è diventato famoso soprattutto nell’ultra destra italiana delusa da Giorgia Meloni. Il gay pride è “turpe e blasfemo”, le femministe sono “fattucchiere” e un’etnia “prevale sempre sulle altre”. Alcune frasette pescate tra le pagine del volume autoprodotto dal generale che è stato prontamente sospeso dal suo incarico, dal ministro Crosetto. Un atto dovuto che si è trasformato in un atto politico. Immediate le difese d’ufficio per il generale, addirittura dai fedelissimi della premier, come il vispo Donzelli. Post scriptum, il generale è stato difeso anche dal comunista Marco Rizzo.
In casa Fratelli d’Italia spiccano le uscite di Ignazio La Russa, diventato presidente dei senatori malgrado le sue note passioni fasciste. Anche per Ignazio giocare con le donne è uno sport machista. Come quando affermò: “Dicono che Berlusconi fa eleggere solo le donne belle. Non è vero, ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l’apice della sinistra, di donne di cui non faccio il nome”.
Ora bisognerà capire cosa avrà pensato il buon La Russa dell’uscita a vuoto del marito della Meloni. Cioè se una donna non deve alzare il gomito per difendersi dai lupi o stare attenta a che i lupi non le mettano nel bicchiere che sorseggia in discoteca qualcosa per poi poterla stuprare più facilmente.
Carlo Pecoraro
(da “Avanti Online”)

Le parole sono importanti . Certo ,importantissime ,sono alla base di ogni ragionamento . Forse è per questo che l’accusa di Pensiero Unico viene ribaltata su chi cerca di combatterlo. Forse è per questo che la bandiera del momento sembra essere ” omofobo ” ,che non significa nulla , se non uno stupido equivoco etimologico; o anche ” odiatore ” ,per riuscire ad attribuire una caratteristica negativa a chi si ribella alla costrizione dei benpensanti , e “razzista” quando taluno cerchi di difendere la propria immagine e cultura ; oppure il definitivo azzeramento del “fascista” ,per tacitare chi pensa di poter esprimere dubbi o pareri personali . Le parole sono importanti ,basta saperle usare per elaborare pensieri , piuttosto che per tacitare contrasti e ferire i dubbiosi .