Siano gli specialisti dell’uno e dell’altro fronte a baloccarsi con il tormentone ossessivo del complotto. La coincidenza della sentenza civile sul lodo Mondadori (con annesso stratosferico risarcimento che Berlusconi dovrà versare a De Benedetti) con la mobilitazione antigovernativa “per la libertà di stampa minacciata” è molto più interessante per un altro motivo. Sottolinea la realtà anomala della situazione italiana. Solo in apparenza si fronteggiano centro-destra e centro-sinistra. Il vero scontro, interminabile e feroce è tra il partito Repubblica-Espresso e annesso groviglio finanziario ed il gruppo, anche’esso mediatico finanziario, di Silvio Berlusconi.
PDL, PD e tutta la schiera dei loro petulanti dirigenti sono comparse: recitano, spesso, nel ruolo di controfigure degli attori principali.
E il sistema reale, al riparo del teatrino animato dalle comparse, è talmente sofisticato che prevede persino il grande Centro: che non è quello invocato da Casini ma quello più solido e potente rappresentato dal coacervo Corriere della Sera-RCS, Fiat, industriali, finanzieri e banche raccolti attorno al sindacato di controllo del primo.
Proprio come accade in Politica, i centristi di questo nostro scontro reale cercano di trarre i maggiori benefici con abili mosse che talvolta li portano vicini agli uni e talvolta agli altri.
Se, dunque, semplice “teatrino” è quello della politica, a maggior ragione lo è quello della stampa, più o meno grande, più o meno libera. Al riguardo, chi si facesse illusioni, non dimentichi mai una cosa: tutta, proprio tutta, la stampa, giornali, radio e tv, è in mano a editori impuri, cioè con altri interessi che i loro giornali devono favorire. E i giornalisti, mai deboli come oggi, sono ridotti anch’essi a interpreti dell’antiberlusconismo più becero o del filoberlusconismo più servile, come si è ben visto in occasione della citata manifestazione romana di piazza del Popolo.
I partiti italiani sono ormai talmente incardinati e adagiati in questo sistema che vede i poteri forti come veri attori, che viene da guardare con grande speranza ad ogni minimo segnale di disomologazione: come quello di Giorgio La Malfa che ha reciso il rapporto con il PDL o quello di Pannella e dei radicali che nell’ultimo consiglio nazionale hanno preso il largo dal PD e preannunciato loro liste alle elezioni regionali del 2010.
Con una domanda, per restare nella metafora del teatro, da fare a entrambi e a quanti ne volessero seguire l’esempio: siete davvero convinti che per contrastare comparse e controfigure il metodo migliore sia quello del “one man show”?
Nicola Cariglia

SI LOTTA BERLUSCONI PER PUNIRE IL POPOLO CHE HA VOTATO CENTRO DESTRA. Non c’è dubbio che lo scontro è tra i poteri forti, come non è giusto che a farne le spese siano sempre i più deboli e gli onesti. Per tale ragione bisogna schierarsi apertamente con il Popolo che ha liberamente, autonomamente e democraticamente votato il centro destra. Il colpo di Stato, in atto, ad opera principalmente del traditore Fini e degli amici di De Benedetti mira a liberarsi di Berlusconi e punire i suoi elettori.
Chi ha a cuore la democrazia e la libertà di esprimere liberamente la propria identità deve agire con coraggio per evitare di perdere la propria autodeterminazione. Bisogna smascherare i traditori, i pennivendoli, gli untori di manzoniana memoria e i milionari che con vergognosa ipocrisia fanno finta di schierarsi con i più deboli.
Condivido in pieno il pensiero di RENATO quando, sostiene che il popolo Italiano è più maturo di quanto si possa pensare e quando denunzia che usare la clava della magistratura, i mezzi d’informazione, la piazza per spodestare un governo liberamente eletto dai cittadini, è un insulto al popolo Italiano ed è l’anticamera della dittatura.
Li, 31/10/2010
Domenico Civitano
Ciao nicola,
Tu da vero Politico della prima repubblica hai il coraggio di fare la fotografia della verità attuale, io da militante libertario da 37 anni non ho mai creduto in questo teatrino.
Speriamo di incontrarci da uomini liberi.
Michele Albo
Intanto è caduto anche il lodo Alfano. E ora?
Non sarei così pessimista. PD e PDL sono vicini ad implodere. Simul stabunt, simul cadent.
Certo, limitarsi ad aspettare, lo riconosco, è mortificante.
Analisi ineccepibile. Purtroppo il problema resta il solito: che fare? Sembriamo tutti impotenti, nonostante che il consenso ai due partiti cardine del sistema, e veri bracci armati dei poteri forti, raccolgano, assieme, assai meno del 50 per cento dei voti.
Ho linkato l’articolo sul mio blog La Pulce di Voltaire. Un solo appunto: con Berlusconi -oltre alla Mediaset, ci sono altre gruppi imprenditoriali. Ma a sinistra ci dimentichiamo sempre del “particolare” delle cooperative bianco-rosse: 1 milione di dipendenti, 100 miliardi (!) di fatturato annuo, edilizia a raffica e Conad, Dico e Coop…
Lo scontro fra De Benedetti e Berlusconi non è che la riedizione di una vecchia conflittualità che risale alla fine degli anni ’70 fra i Poteri Forti ed i partiti di pentapartito (i partiti laici e la “destra” Dc).
Penso che insomma i rapporti, gli equilibri, non siano cambiati, con l’italia di oggi che sostanzialmente vota come quella di ieri: contro i massimalisti di sinistra e di destra, per una stabilità centrista.
Stabilità centrista che dal ’94 ha ereditato Berlusconi che, se smettesse di ascoltare Lega & Vaticano, sarebbe anche un laico.
Opzioni Terzaforziste laiche ci piacerebbero alla grande, ma sussistono ben 2 grossi problemi che non ce le rendono praticabili: il primo è la mancanza di volontà dei laici nel volersi aggregare per costituire un Partito Nuovo.
Il secondo è un sistema elettorale che stritola tutti quelli che non si adeguano. Nel bene e/o nel male.
Penso dunque che oggi, pragmaticamente, il ruolo dei laici sia quello di 30 anni fa: stare dalla parte dei moderati, contro i Poteri Forti.
E Berlusconi….un potere forte, checché ne dicano certi media, non lo è mai stato.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Guarda, Nicola, sono talmente convinto delle cose che dici che ti trascrivo un intervento che ho fatto recentemente su un newsgroup a proposito della vicenda Fininvest – Mondadori. Siccome questo intervento è nel corso di una libera discussione, spero tu non voglia coonsiderarlo un’autocitazione.
“Secondo me tirare in ballo il problema delle libertà d’informazione è una delle solite esagerazioni all’italiana, meglio sarebbe parlare di controllo da parte di gruppi differenziati, ma se non fosse così vivremmo in uno stato idilliaco che, al momento attuale, non esiste in alcuna parte del mondo, tranne forse in Corea del Nord. C’è solo da osservare e stigmatizzare che la lotta tra i due gruppi dominanti si svolge senza esclusione di colpi e con alterne vicende, con l’aggravante, secondo il mio personale parere, che il gruppo Fininvest è graniticamente inserito all’interno della destra prevalente e ne fa, tutto sommato legittimamente, gl’interessi; e che invece il gruppo rivale fa esclusivamente i propri interessi e non quelli dell’area politica a cui dice di fare riferimento, anzi a mio avviso ne provoca un indiretto danneggiamento; il che, per le mie poco convinte convinzioni, rappresenta un personale disturbo non da poco.”
D’accordo su tutto, ma manca secondo un elemento e la conclusione. L’elemento è che i partiti che si contendono il potere corrispondono tutti ai tre gruppi economici citati e ne sono strumenti per la contesa. La conclusione, almeno dal mio punto di vista è che i partiti che parlano alla gente normale, che non coltiva cioè l’illusione di risolvere la vita legandosi a cartelli elettorali, sono il Partito Radicale, l’IdV e la Lega, ai quali si potrebbe aggiungere anche il movimento di Beppe Grillo con alcuni distinguo. Quindi questi rappresentano l’unica speranza di rinnovamento della politica italiana ad una condizione: che non diventino a loro volta strumento di qualcuno dei gruppi di potere citati. Perché il rischio è che il potere vero, quello del denaro, quando si rende conto che il vento cambia, cambia “cavallo”.
Sono sostanzialmente d’accordo, ma aggiungerei che il popolo Italiano é più maturo dei suoi politici e lo dimostra nelle votazioni, che raramente rispecchiano la grancassa “di parte” di giornali e TV in mano ai soliti noti (Gruppi di Potere) !
Altrimenti non si spiegherebbe il successo della Lega a Destra e dell’IDV a Sinistra, la cui influenza sui mass media é irrilevante !!?
Comunque , usare la clava della magistratura, dei mezzi d’informazione (anche le agenzie di stampa che amplificano mondialmente e malamente le traversie Italiane!?) e della piazza per spodestare un governo liberamente eletto dai cittadini, é decisamente antidemocratico, un insulto al popolo Italiano , l’anticamera della dittatura !? Saluti!
Renato DANISI