La reazione di Erdogan, al tentativo di colpo di Stato, è stata troppo repentina, mirata e organizzata, per credere al ravvedimento, come qualcuno afferma, degli stessi militari che hanno voluto evitare una guerra civile. L’impressione è quella di una trappola a cui è seguita una pronta reazione, molto ben organizzata, con arresti immediati, non solo di militari, ma di un numero notevole di magistrati, di oppositori politici e di giornalisti. Il presidente turco doveva essere ben informato, visto che i militari non sono riusciti a trovarlo e, senza la sua cattura, tutto è diventato più complicato. Anche gli stessi collegamenti in rete sono apparsi troppo bene organizzati e le stesse dimostrazioni di piazza, quelle iniziali, non sono sembrate così spontanee, visto il gran numero di bandiere e di foto di Erdogan. Ora con la eliminazione delle opposizioni, della magistratura e dell’esercito, il presidente turco si appresta a diventare il nuovo sultano con un referendum che lo autorizzerà a modificare la Costituzione. Sarà facile per lui completare rapidamente la demolizione di quel che resta dello Stato laico, fondato da Ataturk, di cui sono già scomparse immagini e statue. Erdogan esce rafforzato e non, come qualcuno afferma, indebolito. Può rafforzare il suo autoritarismo e portare a termine il suo disegno di Repubblica presidenziale. È il caso qui di ricordare che il 20 maggio scorso c’è stato il voto di un emendamento alla Costituzione con cui è stata tolta l’immunità ai deputati. Con quell’emendamento è iniziato lo smantellamento del Partito Democratico dei Popoli e cioè del gruppo di opposizione più attivo in Parlamento. A 53 deputati sono stati contestati 417 capi di accusa per le loro dichiarazioni pubbliche e cioè per il diritto fondamentale di libertà di espressione. Erdogan può ora eliminare, come sta facendo, tutti i suoi oppositori non solo nell’esercito, fatta eccezione per i capi da lui nominati, ma anche nella magistratura, tra i politici e tra i giornalisti. Non solo non rinuncerà a questo ma punterà al ruolo, per sé e per il suo Paese, di potenza regionale. Insomma, il vero colpo di Stato lo ha fatto lui e questo spiega il suo rapido riavvicinamento a Mosca, nei primi giorni di agosto si incontrerà con Putin, la pace con Israele e gli accordi con l’Arabia Saudita. Voi che ne pensate?”
Il vero colpo di stato è di Erdogan
Può rafforzare il suo autoritarismo e portare a termine il suo disegno di Repubblica presidenziale.

Completamente d’accordo. La turchia cambia alleati, diventa sempre più fondamentalista, bloccherà il passaggio dei migranti, sterminerà definitivamente i curdi, le donne gireranno col burka solo se accompagnate da un uomo di famiglia. Il tutto col silenzio complice di chi continua a discutere se fare entrare o no la Turchia in Europa. Cosa che a Erdogan non interessa più
Proprio come te. La penso esattamente come te.
E’ molto probabile che sia così. Cioè che le alleanze si stanno ribaltando. La Turchia fino ad oggi era partner della NATO con ambizioni europeiste. Tutto passa per il nuovo accordo con Putin per il gasdotto che non potrà arrivare in Europa dai confini polacchi e soprattutto ucraini dove ancora oggi c’è la guerra. La resistenza dei combattenti ucraini decisi a cacciare i carri armati Russi e le sanzioni, specie sull’alta tecnologia, ha costretto Putin a uno storico accordo col nemico di sempre: la Turchia; che sta diventando sempre più fondamentalista. Nel caso di un nuovo accordo, le alleanze internazionali si ribalteranno permettendo alla Russia di controllare meglio e difendere Assad in Syria, suo storico alleato, non solo con le navi militari provenienti dal porto di Sebastopoli in Crimea, o dal mar Caspio, ma direttamente via terra contro gli oppositori sunniti moderati, che combattono il dittatore siriano, causa del grande esodo di quel popolo che scappa dai bombardamenti verso l’Europa.