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Il Vecchio e il Nuovo in Italia (ai tempi del Coronavirus)

In queste ore, quello che deve preoccuparci è la gestione dell’emergenza. E allora, oltre le dovute critiche, guardiamo a cosa si potrebbe fare.

di Angelo Giubileo | 16 Marzo 2020

La Corea del Sud è un paese, confinante a est con la Cina, di circa 52 milioni di abitanti per una superficie di 100.210 km² e una densità media di 491 abitanti per km². Un quadro non tanto dissimile da quello dell’Italia: 60 milioni di abitanti circa per una superficie tre volte più estesa pari a 302.072,84 km² ma una densità media di 199,82 abitanti per km², quasi la metà rispetto al dato coreano corrispondente.

Nel raffronto tra i dati dei due paesi, il dato della diversa densità abitativa potrebbe far pensare, in questa fase di emergenza sanitaria, a una maggiore difficoltà di controllo e di contenimento del virus da parte delle autorità italiane sul territorio; ma questa considerazione perde assolutamente ogni peso e misura rispetto ai dati attuali dei contagiati e dei deceduti. In Corea del Sud, gli attuali contagiati sono 8.086 e i deceduti 71. In Italia, invece: 21.157 i contagiati e 1.441 i deceduti. In aggiunta, i dati numerici di previsione; dati che sono tendenzialmente decrescenti per la Corea e invece tendenzialmente crescenti per l’Italia.

Quando l’emergenza sarà finita, è evidente che, per primo, il Governo italiano dovrà dare una spiegazione anche di questo. Ma, come dicevo, in questa fase occorre essere  propositivi; e allora, guardiamo ai due diversi modelli con cui le autorità dei due paesi stanno affrontando la situazione che costantemente evolve.

Il modello coreano si è avvalso finora con successo di un sistema di controllo meno politico e tradizionale, cioè meno legato ai vincoli territoriali della politica e dell’amministrazione, più scientifico e tecnologico. In Corea del Sud si è provveduto a fare tamponi a tutti, nell’immediato anche per strada senza obbligare i cittadini a scendere dalla propria auto; per ogni contagiato si è provveduto quindi all’isolamento anche di coloro con i quali risultavano precedenti contatti; l’individuazione di costoro è stata effettuata mediante i tracciati gps dei telefonini e l’uso delle carte di credito dei contagiati, le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso, e quant’altro, integrando le informazioni contenute nelle banche dati di tutte le autorità pubbliche e private.

Un modello senz’altro all’avanguardia, innanzitutto rispetto a quello della vicina Cina. La Cina ha infatti adottato un modello tradizionale, simile al nostro, anche se basato su un’attività centralizzata di maggiore controllo e forza dispositiva. In definitiva, potremmo quindi parlare qui di tre modelli: ma, a parte quello cinese – con cui in Italia non è fortunatamente possibile stabilire un confronto -, è interessante notare come, in Italia, soprattutto nelle ultime ore, alcuni governatori di regione – parzialmente in disaccordo con il Governo e il Viminale – hanno annunciato due diverse e opposte strategie di controllo e contenimento del virus.

In senso tradizionale, e quindi con uno sguardo ancora rivolto al passato e ai vecchi metodi tradizionali, alcuni governatori continuano a emettere ordinanze territoriali restrittive dei comportamenti di tutti i cittadini, lesinando pertanto le iniziative necessarie all’individuazione di presidi sanitari, scientifici e tecnologici indispensabili sia alla cura che al contenimento del virus. Rispetto a questi comportamenti tradizionali, sovrasta invece la strategia del governatore del Veneto, Luca Zaia.

Ieri, in esito anche alle premesse di questo stesso articolo, Luca Zaia ha dichiarato: “Dalla prossima settimana (n.d.r.: domani) eseguiremo i tamponi on the road, fuori dai supermercati e al personale dei supermercati. Più positivi troviamo, più ne isoliamo e meno diffusione abbiamo”. I dati dicono che finora il Veneto ha fatto oltre 29.000 tamponi, a fronte dei 109.000 circa fatti in tutt’Italia. Il governatore del Veneto ha anche concluso: “In rapporto agli abitanti ne abbiamo realizzati più della Corea”. E cioè: un modello che potremmo definire di poche chiacchiere e molti fatti, al contrario del modello al quale tradizionalmente siamo stati abituati, e cioè: molte chiacchiere e pochi fatti. Insieme ce la faremo.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Editoriale, MetamorfosiTag: banche, cina, dichiarato, emergenza, governo, governo italiano, italia

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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