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Il tunnel della libertà

di Redazione Pensalibero.it | 9 Novembre 2014

In occasione del 25simo anniversario della caduta del muro di Berlino si ricorda anche l’eroica impresa di due giovani studenti italiani Domenico Sesta e Luigi Spina. Realizzarono un tunnel attraverso il quale 29 tedeschi raggiunsero la libertà.

Fra i tanti gesti di eroismo e le imprese straordinarie legate al Muro di Berlino, l’odiosa barriera che dal 1961 al 1989 divise in due la capitale della Germania, separando famiglie, amicizie, legami sentimentali, merita un posto di rilievo quello compiuto da Domenico Sesta, viestano, reso poi celebre da un libro e due film che ne furono tratti. Il libro lo si deve a Ellen Vesta, moglie di Domenico, pubblicato dopo la morte dell’eroico viestano; i film furono girati uno in Italia e uno in Germania.

Nato nel 1937, Domenico Vesta, Mimmo per gli amici, dopo le scuole superiori, si era iscritto alla facoltà di ingegneria, a Berlino, dove aveva ancora più stretto amicizia con un altro studente italiano, Luigi Spina, conosciuto a Gorizia durante le superiori. Quando Berlino viene divisa, un loro amico tedesco, Peter trovandosi all’Est con la sua famiglia chiede aiuto ai due giovani italiani. Mimmo e Gigi, liberi di entrare in Berlino Est in virtù del loro passaporto straniero, gli promettono solennemente che faranno di tutto per farlo fuggire a Berlino Ovest. Ma per Peter non è facile. Non può affrontare lo scavalcamento della recinzione: lascerebbe a casa moglie e figlioletta. Mimmo e Gigi, pensano perciò ad una impresa più complessa, già tentata prima da altri, ma senza successo: scavare un tunnel sotto il muro di confine. Decidono per questa soluzione, proprio perché coronata da precedenti insuccessi e ritenuta ormai impraticabile da parte della Polizia dell’Est. Mimmo è stato l’artefice dell’impresa, a volte era costretto ad operare da solo in quanto l’amico Gigi, era ricoverato in Ospedale per un intervento chirurgico. In breve: elabora il piano, progetta lo scavo del Tunnel sotto la Bernauer Strasse e lo realizza con l’aiuto indispensabile di tanti volontari. Il gruppo iniziale di quattro amici con il passare dei giorni arrivò a contare oltre 40 persone. L’operazione Tunnel della Libertà durò quasi un anno: ottennero la concessione di un deposito in una fabbrica distrutta e abbandonata dalla guerra, realizzarono una monorotaia dove far scorrere il famoso carrello a tre ruote (denominato oggi “La carriola di Mimmo e Gigi” – Museo del Muro), una linea elettrica, una rete telefonica, un impianto per l’aerazione forzata ed un’impalcatura degna di una classica miniera. Insomma un lavoro enorme che fece esaurire tutti i soldi degli studenti, dei loro parenti e dei loro amici.

Affrontarono mille problemi e diverse interruzioni ma grazie alla testardaggine e alla genialità dei due giovani italiani (finanziamento segreto della televisione americana NBC) il Tunnel fu portato a termine. A questo punto entra in scena Ellen, futura moglie di Mimmo, che ignara fin a quel momento del Tunnel (tutto si eseguiva in assoluta segretezza), accetta l’invito di Mimmo e Gigi di fare da staffetta. Doveva, in pratica, contattare i profughi e condurli in momenti diversi e con segnali particolari, da varie osterie di Berlino Est fino all’imboccatura del Tunnel, al n. 7 della Schonholzer Strasse. Attraverso il Tunnel della Libertà, lungo 123 metri, oggi ribattezzato “Tunnel 29”,riuscirono a fuggire 29 persone (parenti ed amici dei giovani volontari). Il primo fu Peter e la sua famiglia. John Kennedy quando fu informato del successo del Tunnel, pianse.

Il presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi nel 2000 insignì Mimmo e Gigi di medaglia d’oro al Valor Civile. Il cuore di Mimmo si è fermato per una crisi cardiaca il 5 maggio 2002, un mese prima dell’uscita del romanzo della moglie in Italia.

Pubblicato in : Primo pianoTag: caro alzeglio ciampi

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