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Il Teatro del Giglio e il Centenario di Puccini: tra tradizione e futuro

Nel centenario della morte di Giacomo Puccini, il Teatro del Giglio di Lucca, intitolato al grande compositore, si è confermato protagonista delle celebrazioni internazionali. In un’intervista esclusiva, Cataldo Russo, direttore artistico, ripercorre un anno denso di iniziative, dalla produzione di una “Tosca” autentica e rispettosa delle edizioni critiche, alla collaborazione con orchestre prestigiose e progetti innovativi. Russo racconta l’impegno del teatro nel dialogo con il territorio, il coinvolgimento delle scuole e l’apertura al pubblico internazionale, delineando le prospettive per il futuro. Tra ambiziosi progetti culturali e un turismo sempre più consapevole, il Teatro del Giglio guarda già al 2025 e al prossimo centenario di Turandot, riaffermando il proprio ruolo come faro dell’opera lirica e della cultura europea.

di Stefano Mecenate | 23 Dicembre 2024
Tosca III^Atto

Il 2024 sta per concludersi e al Teatro del Giglio, anzi il Teatro del Giglio – Giacomo Puccini, è il momento di bilanci.

Li facciamo con Cataldo Russo, direttore artistico e, in qualche modo, presenza storica nel teatro per il quale collabora dal 2002 in molteplici vesti e in particolare in qualità di responsabile della programmazione per il nouveau public e delle attività di formazione.

Cataldo Russo

Cataldo Russo ha ideato e curato per il Teatro del Giglio vari progetti tra cui i laboratori teatrali per spettatori consapevoli realizzando gli adattamenti di celebri testi letterari quali L’amore ai tempi del colera (2007), Don Chisciotte (2008), Stanza 101 liberamente ispirato a 1984di G. Orwell (2009) e il progetto GigliOperaLab realizzando la Carmendi Bizet in scena al Teatro Civico di La Spezia (2017).

Per il progetto Lucca Junior Opera ha curato la regia dell’opera Il pirata Barbastrisce di Marco Simoni (Teatro del Giglio, 2018). In collaborazione con Confindustria Toscana nord progetto Lume, ha realizzato nel 2014 la drammaturgia e regia dello spettacolo sull’orientamento scolastico dal titolo Il mondo è un palcoscenico e nel 2022 lo spettacolo Rspp dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro. 

Nell’ultima stagione ha collaborato in modo particolare alla programmazione delle attività del progetto Un teatro sempre aperto che ha portato al Giglio, tra il mese di maggio e il mese di giugno, oltre 9mila presenze.

Ha contribuito a numerosi progetti con Lucca Comics and Games, tra cui il graphic Novel theatre, da ultimo curando insieme a Francesco Niccolini lo spettacolo Lucrezia Forevercon Amanda Sandrelli, che ha debuttato proprio al Teatro del Giglio nel 2020.

Come attività da fuori dal Teatro del Giglio merita ricordare le regie al Teatro nazionale Sejong di Seoul (ad esempio Turandot nel 2017) e la collaborazione con l’Opera de Chambre di Ginevra (Così fan tutte, Don Pasquale, La cambiale di matrimonio).

1. Il 2024, centenario della morte di Puccini, è stato un anno denso di iniziative; ovunque si è parlato di lui, ovunque è stato fatto qualcosa in suo ricordo e in suo omaggio.

Tosca II^Atto

Come avevate ipotizzato il vostro percorso celebrativo e come, in realtà, si è sviluppato nel corso di questi mesi?

Ci siamo posti la questione su quale potesse essere l’omaggio più significativo per rafforzare in modo duraturo il legame tra il compositore e il suo Teatro, il luogo che lo ha visto tornare e supervisionare da vicino la messa in scena delle sue opere, dopo aver ottenuto il successo nei più prestigiosi teatri del mondo. Abbiamo quindi pensato che un modo appropriato fosse quello di restituire, con un grande segno di gratitudine nei confronti del nostro Maestro, il frutto del nostro lavoro, l’essenza più autentica della nostra esperienza teatrale. Questa si fonda su un artigianato che si tramanda di generazione in generazione, attraverso le professionalità tecniche del palcoscenico. È proprio questo approccio artigianale che ha definito la nostra produzione di “Tosca”.

La Tosca che abbiamo realizzato si è distaccata dai cliché e dalle convenzioni spesso associate all’interpretazione pucciniana, grazie anche al lavoro musicale svolto sull’edizione critica di Roger Parker. Il grande musicologo, presente a Lucca nei giorni precedenti al debutto, ci ha guidato nel percorso di grande rispetto nei confronti del pensiero del Maestro, rispecchiato dalla giovane bacchetta di Henry Kennedy, direttore musicale dell’allestimento. Questa produzione non ha avuto solo un intento celebrativo, ma ha segnato l’inizio di un processo che intendiamo intraprendere per i prossimi anni: l’ambizione di portare in scena un Puccini “autentico” nell’intimità di un luogo straordinario come il nostro teatro.

OIP

2. Puccini e il “suo” teatro: Emiliano Sarti, saggista lucchese, ha dedicato un volume particolarmente interessante al rapporto del teatro lucchese con il Maestro, raccontandoci tutte le sue opere messe in scena dal 1890 ad oggi. La vostra programmazione per la stagione 23/24 credo che vi abbia messo in imbarazzo per la scelta di cosa mettere in scena. Quali motivazioni vi hanno portato alla scelta che avete fatto?

La scelta di presentare opere pucciniane significative nel 2023 e 2024 come La Bohème, Madama Butterfly e Tosca oltre che ad onorare l’anniversario del Maestro ci ha permesso di gettare le basi per le nostre prospettive future. In particolare, la scelta di Tosca come titolo del Centenario evidenzia la volontà di collegare il lascito dell’opera alla modernità e al futuro. Tosca, infatti, non rappresenta solo il battesimo del Novecento, ma incarna tematiche che vanno a toccare profondamente l’attualità. È l’opera che proietta Giacomo Puccini verso la modernità. La sfida per il futuro è quella di rimuovere le barriere che hanno reso l’arte lirica spesso percepita come distante o esclusiva e testimoniare invece quanto questo genere sia ancora capace di parlare al pubblico di oggi. Attraverso una comunicazione diretta e coinvolgente, l’idea è di avvicinare non solo i giovani, ma anche coloro che non hanno mai avuto l’opportunità di avventurarsi in questo universo affascinante. Inoltre, Lucca è ormai un palcoscenico internazionale. La città, con la sua eredità culturale e il suo spirito cosmopolita, rappresenta un contesto ideale: far sì che il Teatro di Giacomo Puccini non solo celebri la sua storia, ma si evolva e cresca, e possa portare la bellezza dell’opera lirica ad essere apprezzata da tutti, creando nuovi legami ed esperienze condivise.

Concerto Filarmonica della Scala

3. Ma le attività del teatro non si sono esaurite con le opere liriche: insieme al Comitato Nazionale avete dato vita ad eventi di grande rilevanza…

Il Comitato ha identificato nel nostro teatro una sede naturale per ospitare alcune delle orchestre più prestigiose del mondo. Tra queste, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Budapest, che ha presentato lo straordinario “Gianni Schicchi” con Nicola Alaimo e la direzione di Ivan Fischer, i Wiener Philharmoniker e la Philharmonia Orchestra, guidata dal maestro Esa-Pekka Salonen. Non possiamo dimenticare i grandi concerti estivi, come quello di Beatrice Venezi con l’Orchestra del Carlo Felice di Genova, che ha dato il via alle celebrazioni, e infine il concerto trasmesso in diretta dalla Rai con Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini, con la quale abbiamo proseguito la nostra collaborazione per il progetto “Tosca”. Questi eventi sono stati senza dubbio di grande rilevanza, ma desidero mettere in evidenza un aspetto spesso trascurato: per i musicisti di queste grandi orchestre, suonare nel teatro natale di Giacomo Puccini è stata un’esperienza estremamente emozionante. Tutti riconoscono in questo teatro un’atmosfera unica e una storia straordinaria. Non si tratta di eventi che si esauriscono in un giorno, ma di occasioni che hanno favorito la creazione di relazioni internazionali significative, con città come Vienna, Salisburgo e Londra. Sono certo che i frutti di queste relazioni si manifesteranno nelle prossime stagioni.

Infine, per noi è stato significativo, proprio durante il 2024, entrare a far parte di OPERA EUROPA, l’organizzazione che unisce i principali teatri europei, nell’ottica del nostro percorso di internazionalizzazione.

4. E rispetto alle realtà teatrali del territorio provinciale, siete riusciti ad organizzare iniziative congiunte in linea con quell’obiettivo più volte citato dai sindaci dei comuni della provincia di Lucca, specie quelli più direttamente legati a Puccini, di creare una rete per dare più forza alle iniziative?

Il dialogo è continuo ma non solo con le realtà teatrali e musicali. Tutte le principali esperienze ed eventi culturali della Provincia trovano casa nel nostro teatro. Faccio un esempio molto concreto: l’edizione del più importante Festival del nostro territorio, Lucca Comics and Games – che anche quest’anno ha avuto oltre 270.000 visitatori, ha omaggiato le opere di Puccini con gli straordinari capolavori di Yoshitaka Amano, nominato sul palco del nostro teatro dal Commissario Generale per l’Italia Mario Vattani, ‘ambassador’ dell’Italia al padiglione Italia di Osaka 2025. Un riconoscimento per tutto il sistema Lucca. Sempre insieme a Lucca Crea abbiamo realizzato una produzione originale dedicata al Maestro con protagonisti Alessio Boni e Alessandro Quarta che nelle prossime stagioni girerà i principali teatri italiani traghettandoci verso il centenario di Turandot.

Concerto con Beatrice Venezi

Con il Conservatorio Boccherini abbiamo attivato una convenzione che ha portato ad interessanti collaborazioni: nel 2024, in oltre 38 occasioni abbiamo dato la possibilità agli studenti del conservatorio di esibirsi in concerti aperti al pubblico.

Con i Lucca Puccini Days abbiamo realizzato collaborazioni con tutte le principali istituzioni con eventi disseminati sul territorio da Lucca a Viareggio. E andando fuori Provincia, ma rimanendo nel territorio regionale, e per noi stata una grande soddisfazione co-produrre Tosca insieme ai teatri di Pisa e Livorno, un primo passo nella ricostruzione di un circuito teatrale della costa toscana.

5. Da tempo, forse da sempre, la voce che Puccini non fosse così simpatico ai lucchesi continua a circolare. Sperando che sia solo una “fake”, ci puoi dire come ha risposto la città di Lucca alle proposte che sono state fatte per ricordare questo centenario?

La mia esperienza lavorativa è ormai lunga e devo dire che mai come nei giorni del Centenario ho sentito nelle persone una grande tensione positiva. Si parlava di Puccini come mai prima e il successo di pubblico di Tosca ne è testimonianza, così come i biglietti della proiezione presso il cinema Astra che si sono letteralmente polverizzati in pochi minuti. Oltre 13.000 persone erano collegate con Noi Tv alla mezzanotte di martedì 3 dicembre, per la prima replica televisiva della produzione. Credo che questi siano numeri significativi, ma è soprattutto significativo l’affetto che ho sentito da parte dei lucchesi come mai prima d’ora verso il Maestro.

6. Mi risulta che anche alcune realtà culturali della città si siano attivate per dar vita ad eventi legati alla figura di Puccini: siete riusciti a condividere anche quelli o si sono mossi in totale autonomia?

Non c’è nessuno – soprattutto tra le realtà del territorio – a cui gli uffici del teatro sono preclusi. Siamo convinti che il dialogo su questi temi sia centrale, non solo con chi produce spettacoli ma anche con il nostro pubblico di riferimento, a cui abbiamo presentato le nostre stagioni attraverso assemblee e momenti di partecipazione. Tuttavia, questo dialogo non deve compromettere l’autonomia e la responsabilità di chi gestisce il teatro nel prendere decisioni sugli spettacoli. Il primo passo è però quello di partire da una condivisione di alcuni aspetti della vita culturale cittadina.

Voglio ricordare che il nostro teatro è un teatro pubblico e multidisciplinare. Noi parliamo a diverse tipologie di spettatori e la nostra funzione è quello di essere punto di sintesi tra le varie istanze artistiche e culturali.

046Giacomo Puccini (archivio fotografico Emilio Sommariva) 1919

7. La tua storia di “formatore” mi induce a chiederti se le scuole hanno partecipato a questo centenario e in che modo e se il teatro è riuscito a proporre qualcosa per loro

Faccio solo un esempio di pochi giorni fa: 1800 bambini delle scuole elementari e medie hanno assistito ad una versione speciale di Turandot realizzata appositamente per le scuole. È stato uno spettacolo partecipativo. Abbiamo coinvolto gli insegnanti fin dal mese di settembre con scuole provenienti da tutta la provincia e non solo. I ragazzi hanno effettuato un percorso formativo che li ha visti impegnati nell’apprendere i temi drammaturgici e musicali dell’opera per poi cantare insieme agli interpreti e all’orchestra durante lo spettacolo. Chi ha vissuto quell’esperienza può dire davvero di aver partecipato ad evento emozionante. Ma emozionanti sono stati anche i ringraziamenti dei docenti prima e dopo lo spettacolo che mi hanno detto: è incredibile sentire i bambini durante la ricreazione cantare Puccini. Questo credo sia lo spirito che dobbiamo avere pensando alla nostra funzione di teatro pubblico. E non lo dico solo perché ho una storia da formatore, lo dico perché se vogliamo mantenere il privilegio di essere la patria del canto lirico come patrimonio dell’umanità, dobbiamo necessariamente guardare agli spettatori del domani.

8. Come abbiamo detto, il 2024 volge a termine: a te cosa ha lasciato quest’anno che ricorda una data importante per Lucca e per la storia della musica?

Per me il 2024 è stato uno straordinario punto di partenza. Ci ha consegnato un Teatro che adesso davvero vuole rendersi protagonista in Italia e in Europa, con grande attenzione verso il proprio pubblico di riferimento ma aperti verso il mondo perché la nostra città ricca di storia e di grandi compositori e straordinariamente attrattiva. Un teatro che possa essere anche il palcoscenico dove lanciare gli artisti del futuro.

9. Se è vero che l’anno del centenario è terminato, a breve, nel 2026 un altro importante centenario bussa alle porte di Lucca e del teatro il centenario della Turandot, la “bella incompiuta”. Ci state già pensando? Avete qualche progetto già in corso?

Il 2026 è già il presente. Chi fa questo lavoro sa che giocare d’anticipo è una necessità. E naturalmente si, stiamo già lavorando al progetto della Turandot del centenario.

10. Ma prima del 2026 c’è il 2025: un anno nel quale, fatto decantare il “clamore” intorno a Puccini, è possibile riflettere su quanto di importante è emerso, ma anche preparare adeguatamente l’anno della Turandot magari migliorando o costruendo quelle relazioni necessarie per dare i migliori risultati.

IV atto – Credito fotografico Andrea Simi

Intanto il 2025 non sarà un anno di decantazione. Il 14 gennaio del 1675 fu inaugurato solennemente uno dei teatri pubblici più antichi di Italia. Vorremmo cercare di celebrare al meglio questi 350 anni di storia, con un grande e nuovo progetto dedicato ai compositori della nostra città, il nostro genius loci. Allo stesso tempo abbiamo una stagione in corso con appuntamenti importanti per la Lirica: ricordo l’Andrea Chenier di Giordano, il Giulio Cesare di Haendel e ancora con Puccini in una rielaborazione dove danza e lirica si fonderanno in uno spettacolo molto particolare, ovvero Giselle around le Villi con la direzione di Beatrice Venezi. Poi abbiamo una stagione di prosa importantissima e la stagione di Danza che sarà inaugurata dall’Accademia della Scala, oltre alle innumerevoli proposte formative e il cartellone rivolto alle scuole e alle famiglie. Insomma, siamo completamente immersi in un lavoro ci rende ogni giorno felici per il riconoscimento che ci arriva dal nostro pubblico. Tosca, che è stato proprio il limpido esempio di questo affetto straordinario, proseguirà nel 2025 il proprio percorso con le date di Livorno, Pisa, Ravenna Modena e Ferrara. Insomma, tantissimo lavoro da fare, e questo non sarebbe possibile senza un gruppo di professionisti appassionato e competente come quello del Teatro del Giglio Giacomo Puccini.

11. Un’ultima domanda: il turismo non italiano come ha risposto a questo centenario? C’è stato un aumento di presenze in concomitanza con gli eventi che avete organizzato? Hanno avuto informazione (con adeguata anticipazione) delle programmazioni? Si può finalmente cominciare a pensare ad un “turismo culturale” che veda Lucca capofila di un progetto allargato che faccia vivere Puccini tutto l’anno e non solo nelle occasioni “canoniche” (stagione teatrale del Giglio, Festival Pucciniano, etc)?

I dati di incremento del turismo a Lucca nel 2024 sono sotto gli occhi di tutti. Anche gli eventi del centenario hanno sicuramente contribuito a rafforzare l’idea che Lucca e la sua Provincia sono la terra di Giacomo Puccini. Anche per la nostra produzione di Tosca era evidente la presenza in teatro di molti ospiti prevenienti da tutta Europa: tra gli altri posso citare un gruppo di alcune decine di appassionati d’opera inglesi, che si sono costituiti nel gruppo informale di “Amici di Puccini UK”. Con loro abbiamo curato una costellazione di appuntamenti nei giorni intorno al debutto di Tosca, tra i quali una masterclass che ha visto la partecipazione di giovani talenti lirici italiani e inglesi, visite guidate ai luoghi pucciniani, e non sono mancate anche le degustazioni delle ricchezze enogastronomiche del nostro territorio.

E’ stata avviata una riflessione importante sul tipo di turismo che vogliamo. Sicuramente l’alta qualità della nostra proposta culturale dà corpo all’idea di turista che ricerca nell’esperienza unica e completa che il nostro territorio può dare, la sua ambizione massima. Un viaggio nell’unicità di un territorio dove è possibile visitare i luoghi di Giacomo Puccini, vivere esperienze enogastronomiche, e poi ascoltare la sua musica, proprio nel teatro dove il maestro tornava a sovrintendere alle sue opere e godere del riconoscimento dei suoi concittadini per dire alla città – come in un episodio citato proprio dal libro del prof. Sarti – “tu mi appartieni!”.

Stefano Mecenate

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, bizet, bohème, celebrazioni, centenario, cinema, concerti, confindustria, conservatorio, europa, futuro, genova, giovani, giulio cesare, informazione, italia, lavoro, livorno, lucca, madama butterfly, mondo, natale, persone, pisa, processo

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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