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Il “taxi” di Elon per riportare Salvini al Viminale…???

Ieri l’altro, alle cinque della sera, Musk profetando spargimenti di sangue è entrato nell’arena del congresso della Lega. “Vediamo un aumento enorme degli attacchi in Italia e in Europa. Attacchi terroristici, alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, dei massacri veri e propri, perché questa è la tendenza”. La platea leghista ascolta choccata, la previsione di Musk procura brividi. Ma lui insiste: «Gli attacchi con vittime si susseguono. Questo porterà a un vero massacro in Europa. Le vostre famiglie, i vostri figli e i vostri amici sono tutti a rischio. I numeri parlano chiaro”. Salvini annuisce: “Purtroppo si”.

di Enrico Rossi | 7 Aprile 2025

Ieri l’altro, alle cinque della sera, Musk profetando spargimenti di sangue è entrato nell’arena del congresso della Lega.

“Vediamo un aumento enorme degli attacchi in Italia e in Europa. Attacchi terroristici, alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, dei massacri veri e propri, perché questa è la tendenza”. La platea leghista ascolta choccata, la previsione di Musk procura brividi. Ma lui insiste: «Gli attacchi con vittime si susseguono. Questo porterà a un vero massacro in Europa. Le vostre famiglie, i vostri figli e i vostri amici sono tutti a rischio. I numeri parlano chiaro”. Salvini annuisce: “Purtroppo si”.

La Lega, che un tempo si vantava di difendere le identità locali contro i “padroni lontani”, oggi si inginocchia volentieri davanti all’imperatore della Silicon Valley.

Quanto ai dazi che colpiscono le imprese italiane, ancora una volta, la Lega si affida a Musk e al suo buon cuore interessato a vendere auto e sistemi satellitari.

Ci penserà lui a mettere a posto le cose, rassicura l’uomo più ricco del mondo che sogna “Europa e Usa senza dazi@ e si “augura anche una maggiore libertà di spostarsi tra i nostri continenti. Questo è il consiglio che ho dato al presidente Donald Trump” conclude Musk.

Anche qui Salvini non ha nulla da aggiungere è d’accordo, si fida e si affida totalmente alle parole del tycoon.

Chissà cosa ne pensano i piccoli industriali del Nord di tanta remissività ai voleri dei padroni dí Oltreoceano?

Mai si era visto nella storia della Repubblica italiana un partito tanto prono e adorante di fronte al più grande capitalista del mondo che non si limita a produrre merci ma vuole dominare anche la politica, plasmare le coscienze e decidere per tutti ciò che è giusto e sbagliato.

“Spero che ti arrivi a Washington l’applauso della sala perché la pensiamo esattamente nella stessa maniera” ha chiuso Salvini.

Il volto di Musk sul grande schermo, come quello del Grande Fratello ti guarda, incute timore e venerazione, manipola e sottomette con gli algoritmi.

Il suo discorso è stato un mix di evangelismo tecnologico e darwinismo sociale: chi è forte sopravvive, chi è lento soccombe.

E la libertà?

La Lega, che un tempo si vantava di difendere le identità locali, oggi si inginocchia volentieri davanti all’imperatore della Silicon Valley, a servizio umilmente di un grande progetto dispotico, del potere autoritario e oppressivo del grande capitale.

Dopo il fallimento come ministro dei trasporti, a Salvini interessa solo di tornare al Viminale, alla originaria passione, dove potrà riprendere a torturate i migranti, ad arrestare i mendicanti e gli occupanti di case e ad autorizzare manganellate sulle teste dei manifestanti.

Meloni alla fine lo accontenterà: ci libreremo di Piantedosi e riavremo il ministro della paura degno di questo nome.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: discorso, enrico rossi, europa, fallimento, italia, lega, massa, meloni, mondo, repubblica, repubblica italiana, trasporti, usa

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

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