Una poesia che è suono, immagini, e genuina creatività. Una poesia che sul palco diventa carica sensuale, espressa attraverso una danza struggente. È questo ‘Il Tango del Borneo’ della fiorentina Roberta Vezzosi, scrittrice da sempre e tornata, dopo l’esperienza di ‘Vivo succo di cielo’, ad accompagnare la poesia alla musica e a trasformarla in teatro. Affiancata dall’immancabile chitarra di Chiara Riondino e dalla tromba di Tolmino Marianini, Roberta Vezzosi presenta giovedì 6 luglio al Cipresso Tecnologico della Fondazione Il Fiore in via San Vito 7 a Firenze– e in replica venerdì 18 luglio a Villa Vogel – il suo spettacolo, già noto al pubblico fiorentino, in un’inedita versione teatrale, che vede protagonisti un inquilino, il suo proprietario e una casa piena di storie, scoperte qua e là tra oggetti abbandonati, vestiti, libri e fotografie. Storie che non devono finire, né essere neutralizzate, auspica il proprietario, che, voce fuori campo, conclude il Tango con un desiderio: «Vorrei che uno di voi, sì proprio uno di voi si alzasse in piedi e mi offrisse in cambio della casa, la storia più bella, la sua fantasia, la sua maglietta più lisa, i suoi occhi più strani…». E durante lo spettacolo, come spiega Alfredo Allegri, «la presenza egocentrica della Vezzosi traversa tutto il palco, spesso si colloca al centro della scena per lasciare poi spazio ai musicisti, ai comprimari, al mondo marginale dei barboni, alle ballerine di fila con le calze smagliate», fino a che tutto diventa un «tam-tam ballabile alla maniera delle danze primordiali, compie una limpida metamorfosi, assume precisi passi di danza e diventa dunque un tango».
Le scenografie sono di Leonetto Bardelli, le immagini video di Sandro Santioli, l’elaborazione grafica di Marco Paolini. Al pianoforte Francesco Vallario ed Elisabetta Lottici.
Allo spettacolo, che conta la collaborazione dello scrittore e artista ‘eretico’ Gianfranco Draghi, interverranno il poeta e fondatore della Fondazione Il Fiore Alberto Caramella, e la presidente Maria Grazia Del Santo.
L’ingresso è libero.
Monica Pieraccini

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