Da Lampedusa e Ventimiglia sta andando tutto a rotoli. Non è una grossa novità: il sovranismo di Macron, glitterato e politicamente corretto, è identico nella sostanza a quello di Giorgia Meloni. Si litiga sulle sfumature, ma il concetto è il medesimo. Con due caveat.
1. Finora, con arrivi nell’ordine del milione, in Italia resta qualche decina di migliaia di persone, malcontate. Gli immigrati, essendo esseri umani e non piante, tendono a redistribuirsi da soli. E siccome l’attrattività Italiana è bassissima per chi vuole costruire, produrre, crescere e prosperare, tendono ad andarsene alla prima occasione. Resta una frazione, e direi non necessariamente la migliore.
2. La Francia ha provato a difendere questo sistema, promettendo 3500 ricollocamenti, che non avrebbe rispettato, come non li ha mai rispettati. Giorgia Meloni ha detto no. Ha ragione? Ha torto?
Facciamo un’analisi. Se dovesse costringere Macron a piegarsi vincerebbe il Jackpot e farebbe tornare l’Italia tra i grandi. Macron ha incassato la Ocean Viking, ma gli sbarcati sono su un molo e verranno redistribuiti. Per davvero, però. Non mi pare una grande vittoria. Intanto tutte le altre migliaia arrivate prima e dopo restano sulle nostre coste. Direi quindi che, al di là di tutto, Macron non ha perso.
Adesso inizia la diplomazia, dove non mi pare che attualmente brilliamo. Ma sono aperto allo stupore. Mi permetto solo di far notare che di blocco navale non si parla più. Ed è proprio un peccato, ci tenevo a scoprire come avrebbe funzionato.
Di sicuro, in Europa, avremo un problema di tipo oggettivo: noi vogliamo redistribuire, i nostri nuovi alleati (Visegrad) non vogliono redistribuire, i nostri vecchi alleati non sono disponibili a farsi dire cosa fare e potrebbero smettere di redistribuire, magari chiudendo davvero le frontiere e rimandandoci indietro l’arretrato.
Cosa, in tutto questo, corrisponde all’interesse nazionale, atteso che l’Italia mi pare poco propensa a pagare per i nuovi arrivati? Sono certo che mi verrà, che ci verrà, spiegato a tempo debito. Intanto godiamoci il risveglio muscolare dell’orgoglio Italiano. Ora scusate devo andare a pagare 150 euro di tassa sulla spazzatura, che sono più che certo siano assolutamente ben spesi.
Luca Rampazzo

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