Seguendo i tetti dell’Argentario sino a Follonica, per una suggestiva e azzurra gita di fine primavera, tra una foto e l’altra, ti accorgi che pochi o punti di questi hanno un impianto a pannelli solari. Il rapporto con le parabole istallate è almeno uno a cento. Neppure fotovoltaici. In questa terra di sole dove le piogge sono meno frequenti che in altri luoghi, e il vento non porta che qualche sospiro dal mare, in pochi hanno pensato di sfruttare il più naturale degli elementi: il sole. Non è servito il secondo referendum sul nucleare a distanza di 20 anni, per stimolare almeno i proprietari delle abitazioni civili ad installarli. Non solo qui, ma in tutta Italia. Nessuno ha pensato, o ritenuto in questi anni, prima di sacrificare un inutile referendum, costoso e dall’esito scontato, di dimostrare con i fatti che le fonti alternative d’energia, sono convenienti per l’ambiente e per la tasca. Venti anni buttati. Quattrini gettati dalla finestra. Con un debito pubblico spaventoso, inferiore solo a quello della Grecia. Un amico mi porta l’esempio della Germania che produce pannelli solari e fotovoltaici e della Norvegia che sfrutta l’energia geotermica. Dimenticando le differenze geologiche e di latitudine col nostro paese. Questi, hanno risorse naturali considerevoli; petrolio e carbone ad esempio. In Norvegia, poi, la popolazione è di pochi milioni d’abitanti. L’Italia non potrà mai raggiungere l’autarchia energetica. Al più, potrà integrarla con fonti alternative. Per esempio, ci vorrebbero 200 km di pannelli solari per produrre l’equivalente d’energia di quattro centrali nucleari. Il problema non è solo per le abitazioni, si presenta in modo evidente per le aziende. Il costo in consumo d’energia è una voce importante che pesa sulla produzione. In Germania si producono i migliori pannelli solari, a detta loro, ma non hanno risolto il problema dello smaltimento del silicio. Solo il 5% dell’energia prodotta è di questo tipo, nonostante che le giornate tedesche in inverno sono più corte che da noi. Mi dispiace, ma l’Italia, ha preso un abbaglio, un colpo di sole colossale.
Enrico Martelloni

P.S.
Aggiungo qui a parte, così persino voi potrete censurarmi, quale è l’origine della censura del silenzio dei giornali Italiani e Internazionali in genere, per cui la Centrale di Fukuscima, costruita da General Electric, si chiama Fukuschima e non General Electric?
Forse perché dopo Hiroshima e Nagasaki meglio nascondere la terza?
Pensi che ricominceranno anche con noi Italiani, se gli neghiamo le basi?
Caro Enrico,
Importante nelle rinnovabili è non esser bischeri, perché ora installando un tetto solare, vai in pari grazie al contributo statale che è del 900%.
Si esatto, il valore di mercato dell’energia elettrica prodotta col solare paga poco più del 10% dell’investimento, il resto lo manda in Puglia lo Stato, cioè la furbizia del Vendola ha approfittato della passata legge, per inviare alla Cina i soldi dello Stato, più di ogni altra Regione Italiana.
Se le piante si muovono poco, è perché vanno a energia Solare, nicchia che occupano da Milioni d’anni, prima che i Pugliesi andassero a dormire ancora più di loro, a spese nostre.
Ben venga l’energia Solare nello spazio, ma quella sulla Terra è già utilizzata al 100% dai vegetali, far loro concorrenza, non darà certo luogo a una Civiltà molto dinamica.
Personalmente sto seguendo la dieta zona, la più diffusa negli USA, fa mangiare un po’ tutto, ma poco, permettendo di dimagrire senza particolare fame.
Gli USA stanno esportando tale dieta anche all’energia: Per loro il petrolio, per gli altri dimagrimento energetico da una miriade di rinnovabili, da poca resa e immensi investimenti.
Il tema è troppo complesso, in realtà credo che anche Rubbia, ci capisca poco, figuriamoci Veronesi o Trevigiani, aspettiamo lumi da voi, conosci qualche ragazzino sveglio, nella zona di Vinci, appassionato di questo tema?