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Il socialismo, in Venezuela, resiste

L’opinione di Luca Bagatin

di Luca Bagatin | 21 Maggio 2018

Il socialismo, in Venezuela, resiste.

Nonostante la guerra economica, le sanzioni e le speculazioni operate dall’emisfero capitalista del Pieneta – Stati Uniti d’America in primis – in quanto risulta inaccettabile che un popolo latinoamericano si sia liberato, nel corso degli anni, delle politiche del Fondo Monetario Internazionale, si sia riappropriato della propria sovranità e delle proprie risorse energetiche. E lo abbia fatto attraverso il socialismo, come ai tempi di Bolivar, di Sandino, di Allende, di Castro, di Guevara e di Evita e Juan Peron.

Il socialismo, in Venezuela, resiste attraverso la nuova vittoria del Presidente Nicolas Maduro che, con il 67,6% dei consensi, ha vinto nuovamente le presidenziali di domenica 20 maggio scorso (anticipate rispetto alla scadenza naturale di dicembre, peraltro).

Maduro, denigrato nell’emisfero capitalista, è amato dal popolo latinos, dagli strati sociali più deboli che, grazie al chavismo, hanno visto elevare le proprie condizioni economico-sociali, nonostante le sanzioni imposte da quegli USA che hanno sempre trattato l’America Latina come il proprio personale “cortile” di casa.

Ma l’America Latina socialista si è riscattata da tempo, perché il socialismo che la pervade è quello autentico, popolare, populista, genuino, originario, di ispirazione bolivariana, garibaldina, cristiana, libertaria e umanitaria.

Un socialismo che l’Europa ha dimenticato da molti decenni, governata da una destra ed una sinistra autoreferenziali e rappresentanti unicamente dei ceti sociali medio-alti ed elitari.

Maduro, come ha scritto di recente sul quotidiano spagnolo “El Pais”, ha dichiarato che il Venezuela è una democrazia popolare, non classista, alternativa alle élite, la quale ha garantito missioni sociali, abitazioni, servizi e scuole pubbliche e, per rispondere alla guerra economica ha introdotto una criptovaluta denominata Petro, sostenuta dal petrolio nazionale del Paese, ovvero basata su una fonte economica reale.

Lo stesso ex Premier spagnolo socialista José Luis Rodriguez Zapatero (forse l’ultimo dei governanti autenticamente socialisti in Europa), osservatore internazionale e da tre anni mediatore del processo di dialogo e di pace fra la maggioranza e l’opposizione venezuelana si è detto stupito del comportamento dell’Unione Europea nei confronti dell’attuale leadership socialista. Del resto sarebbe assurdo non riconoscere il risultato elettorale di domenica scorsa, avvenuto con voto elettronico, dal quale si evince una schiacciante vittoria di Maduro, candidato del Gran Polo Patriotico (coalizione di partiti formata dal Partito Socialista Unito del Venezuela, dal Partito Comunista del Venezuela, oltre che da movimenti di ispirazione indigena, socialdemocratica, socialista rivoluzionaria e bolivariana); seguito dal rappresentante del centrosinistra Henri Falcon, alla guida di Avanzada Progresista con il 21,15%; dall’imprenditore Javier Bertucci, rappresentante di “El Cambio” con il 10,7% e dal candidato della sinistra radicale “Unidad Politica Popular 89” Reinaldo Quijada con lo 0,4%.

L’astensione è stata alta, è vero, ovvero del 54%, ma pur sempre inferiore rispetto a quella con la quale si elegge da tempo un Presidente negli USA e non lontanissima da quella della Francia delle ultime presidenziali. Questo dato, ad ogni modo, dovrebbe spingere il governo socialista riconfermato a rendere ancora più partecipe il popolo relativamente alle decisioni politiche ed economiche interne e a riavviare un dialogo costruttivo con quell’opposizione più moderata e meno legata ad interessi capitalistici, oltre che intervenire con incisività nei casi di corruzione e di insicurezza pubblica, problemi certamente da non sottovalutare in Venezuela.

Il socialismo – che è poi il nostro garibaldinismo repubblicano del cuore – ad ogni modo, resiste e auspichiamo possa tornare nuovamente protagonista anche in Brasile e in quell’Argentina che il liberal-capistalista Macri sta facendo tornare indietro di decenni.

Hasta la Victoria Siempre, nel nome di Bolivar, Garibaldi, José Martì, Sandino, Guevara, Peron e Chavez !

 

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, brasile, centrosinistra, chavez, democrazia, dichiarato, europa, francia, garibaldi, governo, leadership, missioni, opposizione, partito socialista, populista, processo, sinistra radicale, socialismo, socialisti, stati uniti, unione europea, usa

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. n.c.

    21 Maggio 2018 alle 21:36

    Caro Luca, sono affezionato a Turati e alla sua scuola di pensiero. Faccio fatica ad arrivare a Maduro.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      21 Maggio 2018 alle 22:09

      Anche io sono affezionato a Turati, che manteneva una fitta corrispondenza con Engels e mai avrebbe abdicato al capitalismo assoluto.
      E così Nenni e Craxi, grande e fra i primi amici del socialismo cileno di Allende e del sandinismo di Ortega (attuale Presidente del Nicaragua, alleato al Venezuela chavista e fra i pochissimi leader esteri ad essere vicino Craxi anche nel suo esilio di Hammamet).

      Rispondi
  2. NICOLA CARIGLIA

    21 Maggio 2018 alle 19:06

    Naturalmente Pensalibero garantisce la più ampia libertà di espressione. E questa opinione dell’amico Bagatin non impegna la linea del giornale.

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      21 Maggio 2018 alle 20:08

      È un peccato, perché Pensalibero dovrebbe guardare con Interesse proprio al socialismo.

      Rispondi

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