Dunque, le dichiarazioni fatte dal sindaco Sala all’indomani del saluto a Carlo Tognoli, erano frutto di cortesia e di un po’ di tattica elettorale e non una scelta genuina. Nel suo “outing”, infatti, Sala ha gelato chi si aspettava una sua identificazione con il partito socialista europeo ed ha optato per i Verdi Europei, con tanti saluti al PD che era stato il trampolino di lancio per la conquista di Palazzo Marino. Su questa scelta del sindaco si sono pronunciati, con un commento sulla loto pagina facebook i “Socialisti di Milano” un movimento che raccoglie varie Associazioni che si richiamano ai valori del socialismo per promuovere una nuova iniziativa politica a Milano con l’obiettivo di presentare una lista dei Socialisti alle elezioni amministrative del 2021.
“Oggi – hanno scritto – come un fulmine a ciel sereno, apprendiamo che Sala diventa uomo di partito, attraverso la sua adesione ai Verdi Europei di Bruxelles, forza che in più paesi dell’Unione governa anche con il centrodestra, come in Austria e in più Land della Germania, e che quindi non è annoverata direttamente nel centrosinistra continentale. Non nascondiamo un sospiro di sollievo per questo “chiarimento identitario”, perché nell’agire politico di Sala, gli elementi socialisti sono stati difficili da rilevare, l’assistenza pubblica è stata demandata ai privati, così come le politiche dell’abitare, non c’è traccia di attuazione della “nostra” legge 167, per dare case popolari a chi non le ha, invece di moltiplicare grattacieli nel centro, pompando lo sviluppo immobiliare di alto bordo. Non si trova la strategia di uso delle aree pubbliche per dare servizi accessibili ai cittadini, invece di lasciare alla gestione privata tutte le aree, come nel caso degli ex scali ferroviari. Manca il rispetto dovuto ai cittadini dell’area metropolitana milanese, che vengono a lavorare e ad arricchire Milano, anche quando non hanno accesso ai mezzi pubblici, invece di porre ostacoli ai loro spostamenti con estemporanee riduzioni di capacità e degli stazionamenti. Del tutto assente, poi, la consapevolezza che Milano è una grande città, e non, a dire di Sala, di “dimensioni contenute”, che lavora e dialoga con tutti gli insediamenti circostanti insieme ai quali costruisce il benessere e ricchezza. Non può essere tollerato il suo assoluto disinteresse verso la Città Metropolita, di cui per legge è altrettanto sindaco, risulta molto coerente. Anche per queste ragioni la scelta di Sala rafforza ancora di più la nostra di dare a Milano un’alternativa di governo dalla vera e chiara identità socialista, democratica e riformatrice”.
La conclusione di Socialisti di Milano è che la scelta del sindaco sala “rafforza ancora di più la nostra di dare a Milano un’alternativa di governo dalla vera e chiara identità socialista, democratica e riformatrice, a differenza del Pd che di Sala ha sottoscritto indistintamente ogni scelta”.
Redazione

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